La curiosa mostra dedicata a Salvador Dalì dalla Kasa dei Libri di Milano

Si intitola Me ne faccio un baffo e ripercorre le tracce di un Dalì inedito. Sempre accompagnato dalla Musa della vita, la amata moglie Gala.

Salvador Dalí con Amanda Lear in una foto di un portfolio Pirelli
Salvador Dalí con Amanda Lear in una foto di un portfolio Pirelli

Alla scoperta di un Salvador Dalì inedito. Il talento istrionico del grande pittore del Novecento, esponente del Surrealismo, bizzarro, eccentrico, dalla smodata passione per i rinoceronti (“Il rinoceronte è l’unico animale che trasporta un’incredibile somma di conoscenza cosmica all’interno della sua armatura”) e dagli inconfondibili baffi, non si limitava esclusivamente alle tele. Nella sua lunga carriera ha infatti curato la scenografia di spettacoli teatrali, illustrato libri di cucina, carte di vini e persino una serie di tarocchi. Un materiale suggestivo che è raccolto ed esposto alla Kasa dei libri in Largo De Benedetti 4 a Milano.

LA PERCORSO ESPOSITIVO

Il curatore di questa bella mostra dedicata a Dalì, dal titolo “Me ne faccio un baffo“, è Andrea Kerbaker, docente in Cattolica in Istituzioni e politiche culturali, autore di romanzi, racconti e saggistica, fondatore della Kasa dei libri dove ruota, con mostre organizzate ad hoc, la sua già millenaria collezione di volumi (che già supera i 30mila). Quello che viene proposto è un percorso sull’arte e la vita dell’artista di Figueres con opere mai viste. La mostra parte da una Divina commedia che fu commissionata a Salvador Dalì dallo Stato negli anni ’50 per festeggiare i 700 anni dalla nascita di Dante nel 1965. L’opera però venne improvvisamente interrotta per poi continuare qualche anno dopo con un nuovo committente: “Dalì se ne andò a Parigi, qui incontrò il marito di Gina Lollobrigida che rimase colpito da quest’operazione, acquisì lui le opere per la sua casa editrice Salani a Firenze. Pubblicò lui questa Divina Commedia in 6 volumi“, raccontano gli organizzatori della mostra. La Kasa dei libri ospita le 100 tavole, in un iter coinvolgente che si snoda attraverso i tre piani degli appartamenti: un’ascesa che ovviamente segue anche quella del poema. Quelle esposte sono tutte litografie e il tratto di Dalì è inconfondibile. Dall’Inferno, certamente il più coinvolgente, si sale fino al Paradiso con i disegni appesi con dei fili di nylon al soffitto.

IL LIBRO DI CUCINA

Dalí è stato artista superbo, molto consapevole, che ha lasciato tracce importantissime di sé. E il mondo dei libri non fa eccezione, con contributi straordinari per qualità e spesso irreperibilità, da fare di molti dei volumi di e su Dalí dei veri e propri inediti d’artista”, sottolinea il curatore Andrea Kerbaker. All’ultimo piano lei testimonianze delle bizzarrie del personaggio: le bottiglie che ha disegnato, le pubblicità per una cioccolata, le improbabili foto con Amanda Lear in un angolo della villa di Cadaqués attrezzato con una vecchia pubblicità di pneumatici Pirelli, i libri delle sue ricette, i cataloghi dei suoi gioielli, fino ad arrivare ai costumi con la sua maschera che hanno spopolato in anni recenti nella Casa de Papel. In questo spazio si approfondisce anche il Dalì personaggio, con opere provenienti dagli Stati Uniti (in Florida la collezione privata Mors è dedicata a Dalì). Narcisista e con vari livelli di espressione ha girato due film con Luis Bunuel (uno si può vedere in mostra), ha disegnato la sequenza del sogno in Io ti salverò di Hitchcok e ha lavorato con Luchino Visconti nel Come mi piace di Pirandello, per cui disegna scene e costumi. Esposti anche due volumi di cucina, uno di ricette, uno sul vino e poi critica d’arte. Immaginare Dalì in cucina non è facile: eppure, anche il celebre artista spagnolo ha portato la sua fantasia surrealista in un ricettario eccezionale. Salvador Dalì aveva una grande passione per la cucina: l’avreste mai detto? Forse non tutti sanno che l’artista spagnolo dalle personalità camaleontiche ha applicato la sua incredibile fantasia anche per realizzare un cookbook surrealista: “Les Diners de Gala”.

LA DEDICA A GALA

Si tratta di un libro di cucina a dir poco particolare, proprio come il suo autore, dedicato all’amato moglie Gala. Realizzato nel 1973 in 400 copie, è probabilmente una delle sue opere meno conosciuta al mondo comune. Tra gli oggetti curiosi anche i tarocchi disegnati dall’artista spagnolo. Questa rarissima edizione limitata a cui Dalì lavorò per dieci anni, è stata lanciata nel 1984 fino ad esaurimento. Il pittore, grande appassionato di esoterismo e misticismo, ha personalizzato le illustrazioni inserendo la sua immancabile moglie Gala nelle vesti di Imperatrice e lo stesso Dalì in quelle di Mago. Una scelta sicuramente appropriata alla sua natura carismatica. In mostra, tra i tanti, ci sono un Macbeth illustrato del 1946, il sontuoso programma di sala per il Come vi piace di Shakespeare che Luchino Visconti mise in scena nel 1948 al teatro Eliseo di Roma con Vittorio Gassman e Paolo Stoppa, ma anche uno spettacolare Padre nostro degli anni Sessanta e una decina di tavole litografiche originali composte per la Bibbia negli anni Sessanta. Da segnalare anche uno dei testi capitali del surrealismo, le Notes sur la poésie di André Breton e Paul Éluard, pubblicate con un’illustrazione di Dalí in un pugno di copie nel 1936. “Mettere insieme questi libri è stato un esercizio piuttosto spassoso, anche perché tutto questo percorso così variegato è punteggiato dai testi che Dalí ha scritto come autore, ben più numerosi di quanto si sia inclini a pensare; e ogni volta la lettura ha garantito momenti di ilarità assoluta”, conclude Kerbaker.

Carlo d’Elia

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Carlo d'Elia
Giornalista freelance, pugliese di nascita e di carattere, ho trasformato la mia passione nel lavoro dei sogni. Vivo a Lodi e lavoro a Milano. Da tempo collaboro con il quotidiano Il Giorno e la rivista online Lettera43. Ho partecipato a diversi concorsi con due documentari che ho realizzato. Uno dal titolo "Filocontinuo" che parla di integrazione e l'altro sul sociale, "Teste d'amianto", che descrive una realtà difficile delle periferia Est di Napoli.