10 mostre da non perdere a Londra durante le vacanze di Natale

Continua il nostro tour tra le capitali europee, alla ricerca delle mostre più interessanti da vedere durante le festività in corso. Oggi vi parliamo di Londra

Dopo Berlino e Madrid, il nostro Grand Tour fa tappa Oltremanica. Dove, quasi a esorcizzare gli esiti del voto pro-Brexit, Londra rinsalda la sua vocazione di città della creatività globale con un’offerta espositiva che abbraccia le arti e il progetto nella loro accezione più ampia. Fra i grandi musei lungo il Tamigi e le numerose gallerie abbiamo selezionato per voi dieci mostre, in un itinerario che dai maestri del moderno si sposta alle nuove frontiere dell’architettura e del design, fino a un imperdibile incontro con una maestra della fotografia, di ritorno in città dopo oltre vent’anni.

– Marta Atzeni

1. NAM JUNE PAIK – TATE MODERN

Nam June Paik, Sistine Chapel 1993. Install view, Tate Modern 2019. Courtesy of the Estate of Nam June Paik. © Estate of Nam June Paik Photo Andrew Dunkley © Tate

Si comincia con la Tate Modern, che ospita una grande retrospettiva dedicata al talento visionario di Nam June Paik (1932-2006). A raccontare il pioniere della video arte, della performance e delle pratiche intermediali, oltre 200 pezzi, tra opere, fotografie, film e oggetti d’archivio raramente messi in mostra. Una magnetica profusione di luci e suoni, dai primi esperimenti con i televisori fino alle prodigiose installazioni su larga scala. Inclusa l’abbagliante Sistine Chapel, qui ricreata per la prima volta dalla Biennale di Venezia del 1993, che valse al padiglione della Germania il Leone d’Oro. Già che ci siete, non perdetevi la monografica dedicata all’artista e fotografa surrealista Dora Maar (1907-1997), aperta poche settimane nell’ex centrale elettrica di Bankside.

Londra // fino al 9 febbraio 2020
Nam June Paik
TATE MODERN
Bankside
www.tate.org.uk

2. OLAFUR ELIASSON. IN REAL LIFE – TATE MODERN

 Olafur Eliasson, Your spiral view, 2002. Installation view: Tate Modern, London, 2019 Photo: Anders Sune Berg. Boros Collection, Berlin © 2002 Olafur Eliasson

Sempre alla Tate Modern, attraversato il grande ponte sospeso sulla Turbine Hall, si raggiunge la Switch House, sede di una fra le mostre-evento dell’anno. A cura di Mark Godfrey ed Emma Lewis, Olafur Eliasson. In Real Life è la più ampia monografica mai presentata sull’artista 52enne. In mostra, trenta celeberrime content machines e sette inediti: un percorso tra pareti di licheni, atmosfere di nebbia e cascate d’acqua, in cui fare esperienza in prima persona di 30 anni di ricerche e creazioni del maestro danese della percezione.  Prima di proseguire il vostro itinerario, non dimenticate di fare una sosta nella Turbine Hall, dove Kara Walker (Stockton, 1969) ha realizzato per la Hyundai Commission 2019 Fons Americanus, fontana alta 13 metri dove le storie di Africa, America ed Europa si intrecciano a un’epica scala.

Londra // fino al 6 gennaio 2020
Olafur Eliasson. In Real Life
TATE MODERN
Bankside
www.tate.org.uk

3. WILLIAM BLAKE – TATE BRITAIN

William Blake (1757-1827), Newton 1795-c. 1805, Tate

Sulla sponda opposta del Tamigi, la Tate Britain fa le cose in grande, con una colossale mostra dedicata al visionario William Blake (1757–1827). A tracciare la parabola artistica del radicale pensatore britannico, 300 opere da collezioni private e pubbliche di tutto il mondo, con tanto di ricostruzione 1:1 dell’abitazione di Soho in cui Blake nel 1809 allestì la sua prima e unica esposizione. Un’accurata operazione di riscoperta del pittore e incisore inglese, che con l’ausilio della tecnologia digitale si spinge fino a esaudire il suo sogno di esporre a scala gigante, con i bozzetti di due affreschi proiettati a grandezza monumentale sulle pareti della galleria. Sempre in tema di grande scala, nelle Duveen Galleries il Turner Prize e premio Oscar Steve McQueen (Londra, 1969) presenta l’epico progetto di ritrattistica civile Year3, che riunisce i ritratti di oltre 3000 classi delle scuole elementari di Londra. Mentre nella monografica di Mark Leckey (Birkenhead, 1964) un ponte autostradale a grandezza naturale invade gli ambienti neoclassici del museo di Pimlico.

Londra // fino al 2 febbraio 2020
William Blake
TATE BRITAIN
Millbank
www.tate.org.uk 

4. BRIDGET RILEY – HAYWARD GALLERY

Bridget Riley, Rajasthan, 2012, Installation view, Bridget Riley, David Zwirner, New York, 2015 © Bridget Riley 2019. All rights reserved. Courtesy the artist and David Zwirner. Photo by Tim Nighswander

La celebrazione dell’arte britannica prosegue nel cuore del Southbank Centre, dove la Hayward Gallery dedica una grande retrospettiva a Bridget Riley (Londra, 1931). Le superfici in cemento a vista del gioiello brutalista fanno da perfetto sfondo alle iconiche opere della pioniera della Op-Art.  Un ipnotico viaggio attraverso 70 anni di carriera, dalle illusioni ottiche in bianco e nero degli anni ‘60, alle grandi tele dai colori sgargianti, fino ai più recenti interventi murali. Il tutto arricchito da un formidabile dietro le quinte di schizzi e disegni preparatori, attraverso i quali l’artista 88enne sviluppa i suoi lavori.

Londra // fino al 26 gennaio 2020
Bridget Riley
HAYWARD GALLERY
Southbank Centre
Belvedere Road
southbankcentre.co.uk

5. LUCIAN FREUD: THE SELF-PORTRAITS – ROYAL ACADEMY OF ARTS

Lucian Freud, Reflection with Two Children (Self-portrait), 1965. Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, Madrid © The Lucian Freud Archive / Bridgeman Images

Alla Royal Academy of Arts, il maestro del ritratto Lucian Freud (1922-2011) volge lo sguardo verso se stesso. Una piccola preziosa mostra che per la prima volta riunisce più di 50 autoritratti su tela e carta, eseguiti in quasi sette decenni. Una ricerca privata che corre in parallelo all’evoluzione artistica di Freud, dalle prime opere dal tratto essenziale, come l’autoritratto eseguito nel 1939, allo stile pittorico di brutale sincerità che dagli anni 60 diventerà il segno distintivo dei suoi celebri nudi. Un percorso che culmina nell’ultimo potentissimo autoritratto, dove il grande pittore ormai 71enne si mostra con indosso solo un paio di stivali slacciati.

Londra // fino al 26 gennaio 2020
Lucian Freud: The Self-portraits
ROYAL ACADEMY OF ARTS
Burlington House, Piccadilly W1J 0BD
www.royalacademy.org.uk

6. ECO-VISIONARIES – ROYAL ACADEMY OF ARTS

Malka Architecture, The Green Machine, 2014, Architecture project. Courtesy of Malka Architecture

Rimanendo alla Royal Academy, ma spostandosi nell’edificio dei Burlington Gardens, irrompe in Eco-Visionaries la più stretta attualità. A cura di Gonzalo Herrero Delicado, Pedro Gadanho e Mariana Pestana, la collettiva indaga come l’architettura, l’arte e il design rispondono all’emergenza climatica. Fra i 21 creativi invitati, anche Olafur Eliasson, Alexandra Daisy Ginsberg, Andrés Jaque e Virgil Abloh. Una sequenza di visioni, distopie e provocazioni, che ci obbligano a riconoscere la crisi e a capire il nostro impatto sull’ambiente.

Londra // fino al 23 febbraio 2020
Eco-Visionaries: Confronting a planet in a state of emergency
ROYAL ACADEMY OF ARTS
Burlington House, Piccadilly
www.royalacademy.org.uk

7. MOVING TO MARS – DESIGN MUSEUM

Moving to Mars exhibition, image credit: Ed Reeve

Alle ultime frontiere del design guarda anche il Design Museum, che con Moving to Mars ci porta (quasi) letteralmente sul pianeta rosso. La mostra indaga tutte le fasi di un ipotetico futuro su Marte: come arrivare? come insediarsi? e come prosperare? Per rispondere a questi interrogativi, il chief curator Justin McGuirk affianca alle più avanzate ricerche condotte dalle agenzie spaziali internazionali, opere commissionate per l’occasione a visionari designer contemporanei. Così una navicella spaziale si munisce di un tavolo a gravità zero di Konstantin Grcic, e nell’armadio del prototipo di un habitat a stampa 3D progettato dallo studio Hassell per la NASA troviamo le tute della collezione 2020 NEW HORIZON collection di RÆBURN.

Londra // fino al 23 febbraio 2020
Moving to Mars
DESIGN MUSEUM
224-238 Kensington High Street
Designmuseum.org

8. PATRICK STAFF: ON VENUS – SERPENTINE GALLERY

Patrick Staff, (Installation view, 8 November 2019 – 9 February 2020, Serpentine Galleries) © 2019 Photo: Hugo Glenndinning

Dalle atmosfere del pianeta rosso ai vicini Kensington Gardens, dove Patrick Staff (Bognor Regis, 1987) ci conduce in un universo distopico. Con luci al neon, pavimenti specchianti e un sistema di tubi sospesi che rilascia gocce di acqua mista ad acidi, il giovane artista inglese trasforma gli spazi della Serpentine Sackler Gallery in un inquietante set per le sue installazioni. Una serie di acqueforti a tema fake news e due disturbanti video sulla brutalità degli allevamenti intensivi riflettono sulla biopolitica, la condizione queer e lo sfruttamento delle risorse.

Londra // fino al 9 febbraio 2020
Patrick Staff: On Venus
SERPENTINE GALLERIES
Kensington Gardens
www.serpentinegalleries.org

9. CARS: ACCELERATING THE MODERN WORLD – VICTORIA & ALBERT MUSEUM

French advertisement (1934) for the Tatra 77

Il primo leggendario modello di autovettura con motore a scoppio, una concept car anni ‘50, il prototipo di un taxi volante: chi è alla ricerca di una mostra dall’alto tasso adrenalinico non rimarrà deluso da Cars: Accelerating the Modern World. Ma non solo: con oltre 250 fra oggetti, video, ricerche e mappe, la mostra al V&A a cura di Brendan Cormier e Lizzie Bisley è un’indagine a tutto tondo su come più di ogni altro oggetto di design, l’automobile ha plasmato – nel bene e nel male – il nostro mondo: dal rapporto con la velocità, al modo in cui produciamo e vendiamo, dai bisogni alle mode, fino al paesaggio, urbano e non. Da non perdere, sempre al V&A, la monografica dedicata alla leggendaria Mary Quant (Blackheath, 1934) e la coloratissima Wonderful Things, viaggio nell’eccentrico universo fotografico del geniale Tim Walker (1970).

Londra // fino al 19 aprile 2020
Cars: Accelerating the Modern World
VICTORIA & ALBERT MUSEUM
Cromwell Road
vam.ac.uk

10. NAN GOLDIN. SIRENS – MARIAN GOODMAN GALLERY

Nan Goldin, Ivy on the way to Newbury St., Boston Garden, Boston, 1973 © Nan Goldin

Se vi fermate oltre il Capodanno, è d’obbligo una visita alla Marian Goodman Gallery per l’atteso ritorno a Londra di Nan Goldin (Washington, 1953) a vent’anni dalla monografica alla Whitechapel Art Gallery. La fotografa americana è stata protagonista quest’anno di una campagna di protesta all’interno di musei e istituzioni finanziati dalla famiglia Sackler, proprietaria della casa farmaceutica che produce il potentissimo oppiaceo OxyContin, da cui lei stessa fu dipendente. Una battaglia che le è valso il secondo posto nella Power List 2019 redatta da ArtReview, e che nella galleria di Soho riecheggia in Memory Lost (2019), commovente narrazione autobiografica dell’oscurità della dipendenza, flusso continuo di immagini d’archivio intime e personali sulle note elegiache di Mica Levi. Il tutto accompagnato da scatti inediti alla sua tribù di amici e amanti di New York, e dalle grandi fotografie di cieli e paesaggi degli anni 2000. Imperdibile.

Londra // fino all’11 gennaio 2020
Nan Goldin. Sirens
MARIAN GOODMAN GALLERY
5-8 Lower John Street, Soho
mariangoodman.com

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Marta Atzeni
Interessata alle intersezioni fra l'architettura e le arti, si è laureata in Architettura presso l’Università degli Studi Roma Tre con una tesi teorica sui contemporanei sviluppi delle collaborazioni fra artisti e architetti. Collabora con l’AIAC nell’organizzazione di eventi, mostre e workshop; è parte del network di GVultaggio Architecure & Design.