Il miglior dissuasore, alla Galleria Bianconi a Milano la performance-referendum di Ugo La Pietra

L’artista, architetto e designer – fin dagli anni Sessanta interessato al rapporto tra dimensione personale e dimensione urbana – realizzerà una performance che è anche un atto di denuncia verso le contraddizioni dello spazio urbano milanese. Ecco di che si tratta

Ugo La Pietra, Video Per il Miglior Dissuasore - Ugo e Lucio La Pietra
Ugo La Pietra, Video Per il Miglior Dissuasore - Ugo e Lucio La Pietra

La città domestica è il titolo della mostra in corso fino al prossimo 20 dicembre alla Galleria Bianconi a Milano dedicata a Ugo La Pietra (Bussi sul Tirino, 1938), un excursus di opere che l’artista, architetto e designer ha realizzato intorno alla fine degli anni Settanta. Curata da Marco Scotini, l’esposizione pone l’accento su alcuni particolari aspetti della ricerca di La Pietra, ovvero il concetto dell’“abitare”, il rapporto (e i limiti) tra la dimensione personale e quella urbana, la dimensione politica dello spazio urbano. In La città domestica sono in mostra una serie di attrezzature urbane che dal 1979 a oggi sono state rilevate nella città di Milano, trasformate dall’artista a oggetti si uso domestico, seguendo il principio “Abitare è essere ovunque a casa propria”, sovvertendo così il senso di spazio pubblico e spazio privato. La città di Milano inoltre è protagonista di una performance che Ugo La Pietra terrà il 29 novembre alla Galleria Bianconi, Il miglior dissuasore, referendum che decreterà appunto quale sia il miglior dissuasore tra tutte le tipologie presenti tra le strade di Milano. Sulla scheda elettorale infatti sono rappresentati ben 18 tipi di dissuasori – tra cui quello “a supposta”, “a lapide”, “con Cappello”, “a ponte”, “Design Italiano”, “Panettone”, “Botero” –, una denuncia da parte dell’artista sulla mancanza “progettazione unificata all’interno della città di Milano”, a partire dall’arredo urbano fino alla “pianificazione culturale di valore”, come ci ha raccontato Ugo La Pietra in questa intervista.

Ugo La Pietra, Il Miglior Dissuasore
Ugo La Pietra, Il Miglior Dissuasore

Da dove nasce l’idea di realizzare un Referendum per votare tra i vari tipi di dissuasori presenti a Milano?

L’idea è stata sviluppata a seguito dell’osservazione di una mancanza di progettazione unificata all’interno della città di Milano. Come avviene anche per il progetto dell’illuminazione milanese non esiste un coordinamento per quanto riguarda la progettazione dell’arredo urbano. I dissuasori, elemento urbano su cui mi sono focalizzato in questa occasione sono differenti in tutto il territorio. La mostra diventa l’occasione per parlare di una mancanza di progetto culturale per la città di Milano. Le persone non sono neppure abituate a notare questa mancanza, non hanno spesso cura nell’osservare la città.

Come si è sviluppato il progetto? Mi riferisco alla ricerca dei vari dissuasori in città, alla classificazione delle tipologie, alla “campagna” di manifesti per permettere ai cittadini di scegliere quale votare…

Data questa premessa, in occasione della mostra, si è pensato di simulare una votazione per la scelta del migliore dissuasore utilizzando le tecniche tradizionali di votazione proprie di un referendum politico: manifesti, schede, caratterizzazione di ogni dissuasore con le sue peculiarità. Una classica operazione di referendum cittadino

In che modo la mancanza di un progetto coordinato di arredo urbano si collega – o è sintomatico – della mancanza di un progetto culturale per Milano?

Questo progetto vuole alludere al fatto che la città di Milano è priva di una vera pianificazione culturale di valore. L’unico evento culturale importante è il Fuorisalone, di cui fa vanto anche all’estero, ma un evento non può bastare e non è certo il segno di un progetto culturale per la città ben pensato.

– Desirée Maida 

Milano – 29 novembre 2019 ore 18

Il miglior dissuasore

Performance di Ugo La Pietra

Galleria Bianconi

Via Lecco 20

www.galleriabianconi.com

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AutoreUgo La Pietra
CuratoreMarco Scotini
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.