Inaugura hyphen. Una residenza per curatori itinerante che fa tappa per la prima volta a Milano

La prima curatrice partecipante al progetto è Attilia Fattori Franchini, in residenza presso lo spazio milanese per due settimane. La residenza resterà attiva a Milano per un anno, per poi andarsene in una nuova città europea

hyphen projects - spazio a Milano
hyphen projects - spazio a Milano

“Hyphen è una residenza per curatori della durata di due settimane. Ogni curatore sarà incoraggiato a relazionarsi con una determinata città. Hyphen è un progetto di un anno, composto da cinque mostre. Ogni mostra sarà il risultato della residenza di ciascun curatore. Il progetto ha scelto Milano come prima base, per la durata di un anno. Hyphen non è una galleria. Non ha una rosa di artisti. Non dipende dalle dinamiche delle gallerie. Hyphen è uno spazio dedicato alla pratica della curatela”. Si presenta con questo sintetico ma deciso decalogo hyphen PROJECTS, un nuovo progetto che ha scelto Milano per inaugurare le proprie attività di ricerca sul mondo dei curatori indipendenti. Cosa è precisamente hyphen? È una residenza per curatori, fondata dalla curatrice e art advisor con sede a Londra Raffaella Randon, dal gallerista e art dealer Andrea Zardin e dall’imprenditore e designer Edoardo Graziadei, entrambi con sede a Milano. Ambizione del progetto è di allargare la ricerca anche ad altri luoghi: hyphen PROJECTS infatti parte dal capoluogo lombardo, dove sarà attivo per un anno, per poi trasferirsi in altre città l’anno seguente.

hyphen projects - spazio a Milano
hyphen projects – spazio a Milano

HYPHEN A MILANO. COME FUNZIONA LA RESIDENZA PER CURATORI 

“Il progetto nasce da un personale interesse nei confronti delle dinamiche presenti nell’arte contemporanea, focalizzandosi in modo particolare sulla figura del curatore”, racconta ad Artribune Raffaella Randon“Spesso i curatori devono rispondere a dinamiche fisse, in contesti istituzionali e commerciali, a volte condizionanti.  Ho pensato che potesse quindi essere interessante creare uno spazio in cui tali figure potessero condurre una ricerca più libera, così da riappropriarsi della parte più creativa del loro lavoro. Dopotutto sono proprio i curatori indipendenti a proporre la ricerca artistica più sperimentale e innovativa”. hyphen PROJECTS offre ai curatori in residenza uno spazio di 170 metri quadrati affacciato sul cortile interno di via Olona 25, nel cuore del centro storico della città. Ogni curatore è invitato a presentare un progetto-mostra nello spazio alla fine della residenza.“È un progetto nato sulla scia della residenza per artisti”, continua Randon. “L’obiettivo è quello di portare nella città in cui approda hyphen curatori esterni, dando così vita a punti di vista sempre differenti sulla ricerca artistica di una specifica città . Al curatore in residenza forniamo una lista di artisti locali da visitare; tale lista non è in alcun modo un elemento vincolante, rappresenta un punto di partenza, una mappa per l’esplorazione della città”.

LA PRIMA RESIDENZA E LA PRIMA MOSTRA DI HYPHEN MILANO 

Il primo curatore invitato a trascorrere un periodo di residenza è Attilia Fattori Franchini, curatrice indipendente e critica basata tra Londra e Vienna. Cofondatrice della piattaforma non profit Opening Times, scrive per Mousse, CURA e Flash Art International. Fattori Franchini è inoltre curatrice per il BMW Open Work di Frieze Art fair a Londra, il progetto di residenza a Favignana Curva Blu e la sezione Emergent di miart. Per la sua mostra presso hyphen, che inaugurerà il prossimo 12 novembre, la curatrice ha coinvolto gli artisti Alessandro Agudio, Alessandro Carano, Anna Franceschini, Dario Guccio, Lorenza Longhi, Daniele Milvio, Ilaria Orsini. It might include or avoid feelings è il titolo dell’esposizione che riflette sul rapporto tra architettura e design, indagandone le figure storiche e i temi a esso legate: il consumismo, il desiderio, il potere.

– Desirée Maida 

Milano // dal 12 novembre 2019 al 14 gennaio 2020
It might include or avoid feelings
hyphen
Via Olona 25
www.hyphenprojects.com

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.