Risiko gallerie, White Cube apre uno spazio a Parigi. E il tedesco Johann König sbarca a Tokyo

Con all’attivo due sedi a Londra e una a Hong Kong, White Cube aprirà un nuovo spazio a Parigi, seguendo così l’esempio di David Zwirner. Effetto Brexit? Scelta controcorrente invece per l’art dealer tedesco Johann König, che presto inaugurerà una galleria a Tokyo

White Cube, Frieze 2019
White Cube, Frieze 2019

È un ottobre caldo quello in corso per le gallerie d’arte internazionali, alle prese non solo con le fiere di settore – l’appena conclusasi Frieze London e l’imminente FIAC Paris –, ma anche con il destino delle loro sedi europee ed extraeuropee. La situazione politica ed economica che interessa l’intero pianeta inizia a ripercuotersi anche sul mondo dell’arte, e soprattutto sul suo mercato, determinando nuovi assetti logistici e strategici. Ad aprire le danze è stato, lo scorso luglio, David Zwirner, annunciando l’inaugurazione, durante FIAC, della sede parigina della sua galleria, ammettendo senza mezzi termini che la scelta di aprire uno spazio a Parigi – che si aggiunge quindi a quelli già esistenti a New York, Londra e Hong Kong – dipenda dalla Brexit: “negli ultimi anni, Parigi è diventata rapidamente una delle città più vibranti per le arti visive in Europa”, aggiungendo che “la Brexit cambia il gioco. Dopo ottobre, la mia galleria di Londra sarà una galleria britannica, non europea”.

DOPO ZWIRNER, ANCHE WHITE CUBE SBARCA A PARIGI (E FORSE ANCHE PACE GALLERY)

Pare non sia “assolutamente dovuta alla situazione politica”, stando a quanto dichiarato da White Cube ad Artnet News, la scelta di aprire un nuovo spazio espositivo a Parigi. La galleria, che conta già due sedi a Londra e una a Hong Kong, avrà una nuova casa sull’Avenue Matignon, nel cuore della capitale francese. “È più di un ufficio”, ha dichiarato il senior director della galleria Mathieu Paris. “L’idea principale è quella di mostrare grandi capolavori in una zona prestigiosa della città. Vogliamo continuare la tradizione parigina del marchand d’art. Parigi sin dagli anni ’40 è un luogo importante per l’arte, e negli ultimi anni siamo nel mezzo di un rinascimento parigino, in termini di musei e fondazioni private”. Stando a quanto svelato da ARTnews, anche Pace Gallery (che di recente ha aperto un maestoso quartier generale a New York) starebbe cercando – o forse ha già trovato – uno spazio a Parigi. La galleria lo scorso luglio ha annunciato a sorpresa la chiusura della propria sede a Pechino, inaugurata nel 2008 nel cuore del 798 Art District della città cinese, con uno spazio di oltre 2mila metri quadrati, rappresentando il primo caso di galleria occidentale che ha aperto un proprio avamposto in Cina. Anche in questo caso, il motivo è da imputare a motivazioni politiche ed economiche, ovvero la guerra commerciale attualmente in corso tra gli Stati Uniti e la Cina: “è impossibile fare affari nella Cina continentale in questo momento, e lo è da un po’”, ha dichiarato in un’intervista il fondatore di Pace Arne Glimcher, stando a quanto riportato da ARTnews. “La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono i dazi imposti da Trump sull’arte cinese che entra negli USA e i dazi di Xi Jinping per quella americana che arriva in Cina”. Da qui la scelta di Pace di chiudere la propria galleria a Pechino – pur mantenendo qui un ufficio – e di aprire, a quanto pare, una terza sede nella più libera Hong Kong.

JOHANN KÖNIG, IL GALLERISTA CONTROCORRENTE 

Nonostante le avversità politiche ed economiche e la scelta di abbandonare città fino a poco tempo fa considerate capitali commerciali dell’arte contemporanea, c’è chi decide di andare controcorrente e sfidare i campi a prima vista più avversi. Il temerario di cui stiamo parlando è Johann König, tra i più dinamici e intraprendenti art dealer di Berlino. Originario di Colonia, è figlio del più famoso Kasper, ex curatore del Ludwig Museum, e nipote dell’editore Walther. Con due gallerie attive a Berlino, König nel 2017 aveva annunciato l’apertura di un nuovo spazio a Londra, sottolineando come la Brexit sia in realtà un’opportunità da cogliere al volo: “penso che sia importante trovarsi qui perché le gallerie stanno chiudendo, c’è instabilità”, aveva dichiarato il gallerista. “Quando ho aperto la mia galleria a Berlino, il mercato era in fase di recessione. A Londra c’è anche un mercato più ampio, è molto internazionale”. Desta ancora più sorpresa la recente decisione di aprire una galleria a Tokyo, città asiatica poco o per niente battuta dai galleristi occidentali, a parte Blum & Poe e Perrotin. La nuova galleria di König a Tokyo nasce dalla collaborazione con il marchio di pelletteria di lusso MCM Worldwide, che ha offerto all’art dealer tedesco uno spazio di 300 metri quadrati in una delle principali gallerie commerciali della città. La galleria aprirà al pubblico il prossimo 9 novembre, con una personale di Juergen Teller.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.