Muore Ginevra Grigolo, storica gallerista dello Studio G7 di Bologna

In quasi mezzo secolo di attività, la galleria di Ginevra Grigolo è stato un punto di riferimento per l’arte contemporanea a Bologna, puntando l’attenzione su artisti italiani e internazionali: Michelangelo Pistoletto, Marina Abramović e Ulay, David Tremlett e Hidetoshi Nagasawa, sono solo alcuni dei nomi la cui storia si è intrecciata con quella dello Studio G7

Ginevra Grigolo, Kassel 1982, Amen, By Massimo Minini
Ginevra Grigolo, Kassel 1982, Amen, By Massimo Minini

È scomparsa lo scorso 31 agosto Ginevra Grigolo, gallerista dello storico Studio G7 di Bologna, fondato nel 1973 e rappresentando, per quasi mezzo secolo, un punto di riferimento per l’arte contemporanea a Bologna. In occasione dei suoi 44 anni di attività, nel 2017 il MAMbo le ha dedicato una grande mostra, in cui è stata raccontata la sua storia: gli incontri con gli artisti, i collezionisti, la nascita di ArteFiera, le mostre allo Studio G7.

Relazione nel tempo, 1977, stampa offset, manifesto tratto dalla performance eseguita da Marina Abramović e Ulay il 7 ottobre 1977 alla Galleria Studio G7
Relazione nel tempo, 1977, stampa offset, manifesto tratto dalla performance eseguita da Marina Abramović e Ulay il 7 ottobre 1977 alla Galleria Studio G7

GINEVRA GRIGOLO E LO STUDIO G7 DI BOLOGNA

Nata nel 1935, Ginevra Grigolo fonda la sua galleria nel 1973: in una Bologna in pieno fermento artistico, è Ginevra ad anticipare e indicare le nuove tendenze, avendo come riferimento non solo il panorama nazionale ma anche quello internazionale. Una carriera lunga e intensa, iniziata molto tempo prima dell’apertura dello Studio G7: “organizzavo una, anche due mostre al mese nello spazio di proprietà dell’Università che ho gestito fino al 2009: il muro dietro la scala che porta al piano superiore è ancora oggi ricoperto dalle firme dei miei artisti. Quando nel 1973 decisi di aprire uno spazio mio, dedicando la prima mostra a Michelangelo Pistoletto, avevo già lavorato alla galleria La Loggia, specializzata in pittura astratta internazionale; poi mi concentrai sulla Pop Art, che mi è sempre piaciuta tantissimo, e sulla performance”, raccontava Ginevra ad Artribune nel 2017. In un primo momento la galleria propone al suo pubblico i multipli d’artista, puntando su nomi quali Paolini, Rauschenberg, Warhol, Lichtenstein, ma col tempo Ginevra Grigolo punterà la sua attenzione su media e forme d’arte più sperimentali. Risale al 1977, infatti, la performance tenuta a Bologna da Marina Abramović e Ulay, Relazione nel tempo, in cui i due artisti rimasero seduti schiena contro schiena con i capelli legati tra loro per 17 ore. Oltre all’attività espositiva, dal 1976 al 1981 la galleria pubblica G7 Studio, rivista che vede le firme di critici, studiosi, artisti e docenti, tra cui Renato Barilli, Francesca Alinovi e Roberto Daolio. In quegli stessi anni nasceva a Bologna ArteFiera, la prima campionaria d’arte moderna e contemporanea italiana, in cui Ginevra Grigolo ebbe un ruolo di primo piano.

David Tremlett, Music in my eyes, 2008, wall drawing eseguito dall’artista sulle pareti della Galleria Studio G7 in occasione della personale David Tremlett, 2008
David Tremlett, Music in my eyes, 2008, wall drawing eseguito dall’artista sulle pareti della Galleria Studio G7 in occasione della personale David Tremlett, 2008

STUDIO G7. GLI ANNI NOVANTA

Nel 1994 Studio G7 si avvale di un nuovo spazio, l’Ex Falegnameria (dal 2009 diventata l’unica sede della galleria), le cui pareti saranno utilizzare da David Tremlett, Hidetoshi Nagasawa e Ulrich Erben. Nel corso degli anni, però, anche una veterana come Ginevra Grigolo avverte che il sistema dell’arte è cambiato, e forse alcune dinamiche contemporanee possono risultare poco chiare a una gallerista “d’altri tempi” come lei. Nel 2017, aveva dichiarato di non trovare giovani artisti che le piacessero, commentando così la sua risposta: “forse è solo una questione di gusti personali. Ma vedo troppi giovani che fanno i concettuali senza sapere cosa sono stati i veri concettuali: manca la conoscenza, mi sembrano impreparati. E poi io ho già molti artisti con i quali ho un rapporto molto stretto, mi bastano questi! Non sono mai stata un mercante d’arte, ho bisogno di instaurare un legame umano con gli artisti che lavorano in galleria”.

LA MOSTRA AL MAMBO DEDICATA ALLO STUDIO G7

My Way, a modo mio è la mostra che il MAMbo ha dedicato nel 2107 a Ginevra Grigolo per celebrare i suoi 44 anni di attività di Studio G7.  “Ho scelto circa 180 opere di 71 artisti, una selezione di numeri della rivista G7 Studio (1976-1981), fotografie e documenti che daranno un’idea di tutto quello che ho fatto dal 1973 a oggi”, raccontava con entusiasmo Ginevra. In occasione della mostra, David Tremlett ha realizzato wall drawing site specific di grandi dimensioni; mentre è stato esposto per la prima volta un video inedito della performance Relazione nel tempo di Marina Abramović e Ulay.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.