Arte e cibo. Arriva Le Corbuffet, il ricettario concettuale di Esther Choi

Nelle librerie dal prossimo primo ottobre, “Le Corbuffet: Edible Art and Design Classics” è un libro d’artista molto particolare. Le ricette, scritte e fotografate da Esther Choi, sono ispirate a grandi nomi della storia dell’arte, dell’architettura e del design

Esther Choi, Le Corbuffet
Esther Choi, Le Corbuffet

Arte e cibo: un connubio irresistibile. Dal Manifesto della Cucina Futurista, che trasferiva a tavola lo spirito anticonvenzionale e assurdo del movimento, alle cene “relazionali” di Rirkrit Tiravanija, passando per Les dîners de Gala, ricettario surrealista firmato da Salvador Dalì, sono stati numerosi i tentativi di portare l’arte nel piatto. Rinnova la tradizione l’artista, fotografa e scrittrice canadese Esther Choi, che sta per pubblicare un libro molto particolare intitolato Le Corbuffet: Edible Art and Design Classics. Le ricette che raccoglie sono dedicate ad artisti e designer famosi, come ad esempio Frida Kahlo, a cui è dedicata la Frida Kale-o Salad, Barbara Kruger, musa della Rhubarbara Kruger Compote e Rem Koolhaas, ispiratore di una particolarissima Rem Brûlée.

DAL BAUHAUS A BROOKLYN

L’idea del libro nasce da un progetto precedente dell’artista, che nel 2015 organizzò una serie di cene “partecipatorie” dopo aver scoperto un menu disegnato nel 1937 da László Moholy-Nagy per il fondatore della Bauhaus Walter Gropius. “Ho organizzato il primo evento della serie Le Corbuffets nel mio appartamento di Brooklyn”, spiega, “un progetto che ho portato avanti fino al 2017. Offrendo la cena a una selezione di ospiti, queste riunioni erano incentrate sul consumo di cibi assurdi, basati su giochi di parole e ispirati a grandi artisti e designer. Un commento sullo stato dell’arte, del cibo e del design come merci pronte ad essere ‘divorate’ dal mercato, il progetto ha deliberatamente distorto i diversi linguaggi per esplorare la nozione di ‘consumo estetico’ attraverso il gusto e la percezione”.

UN’OPERA CONCETTUALE SOTTO FORMA DI RICETTARIO

Il volume, che si può preordinare e uscirà ufficialmente l’1 ottobre edito da Prestel, è illustrato con fotografie scattate dall’artista e contiene ricette dettagliate e replicabili, nonostante il progetto nel suo complesso nasce, secondo le parole dell’autrice, come “un’opera d’arte concettuale sotto forma di ricettario”. Sempre secondo la Choi, infatti, il libro non dovrebbe tanto spingere le persone a seguire con esattezza le istruzioni, ma piuttosto incoraggiarli a “improvvisare, riscrivere e generare nuovi risultati”.

– Valentina Tanni

www.estherchoi.net

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.