Le prime immagini del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia a cura di Milovan Farronato

Le prime immagini del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia di Milovan Farronato, con le opere degli artisti Chiara Fumai, Liliana Moro e Enrico David

Né altra Né questa: La sfida al Labirinto Padiglione Italia alla Biennale Arte 2019 Photo Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti Courtesy DGAAP-MiBAC
Né altra Né questa: La sfida al Labirinto Padiglione Italia alla Biennale Arte 2019 Photo Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti Courtesy DGAAP-MiBAC

Del Padiglione Italia si è parlato moltissimo su queste colonne. Con l’intervista al curatore che potete trovare qui e le anticipazioni che pian piano sono uscite sul progetto che coinvolge gli artisti Enrico David, Liliana Moro e la compianta Chiara Fumai“compagna astrale”, come la definisce il curatore nel suo saggio.

Oggi il progetto di Milovan Farronato si concretizza in un grande labirinto senza direzioni: è lo spettatore infatti a scegliere il percorso di visita in Nè altra, nè questa: la sfida del Labirinto. Dove andare, quali sale visitare per prima, dentro quali spazi e progetti perdersi, a cosa dedicare più o meno attenzione. L’idea della ripartizione dello spazio – una soluzione scelta anche da molti dei colleghi che hanno preceduto Farronato, anche per fronteggiare le dimensioni spropositate del Padiglione di bandiera – gioca con diversi artifici teatrali: pesanti tendoni blu, specchi che amplificano e comprendono il visitatore nel progetto, specchietti retrovisori segnaletici che indicano la strada. Tra un corridoio e l’altro si aprono poi anfiteatri, salette, portoni massicci, gate, si scoprono le installazioni antropomorfe di David disseminate qua e là a costruire una mappa di una umanità spesso quasi grottesca, o il bello e intenso reenactment dell’opera di Chiara Fumai, This Last Line Cannot be Translated, che ritorna più volte in tutto il Padiglione, fino agli interventi di Liliana Moro, come La Spada nella Roccia, a volte monumentali come Il pozzo di San Patrizio, in un continuo rimando anche alla storia dell’artista che in una installazione appare addirittura autoritratta. Allo spettatore il compito di definire il percorso di visita e di rintracciare un filo conduttore nei meandri di un’esperienza che talvolta si palesa quasi misterica, costruendo una trama delle immagini, dei contenuti e degli eventi. Ecco i primi scatti.

Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.

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