Milano Art Week. Le mostre da vedere

Una mappa delle mostre da non mancare durante la concitata settimana milanese all’insegna di miart.

FEMMINISMO E CREATIVITÀ ‒ FM CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA

Il Soggetto Imprevisto. 1978 Arte e Femminismo in Italia. Libera Mazzoleni

Il Soggetto Imprevisto. 1978 Arte e Femminismo in Italia. Libera Mazzoleni

In un momento storico nel quale la libertà della donna è pesantemente messa in discussione, la rassegna ospite di FM Centro per l’arte contemporanea approfondisce il tema del femminismo calandolo in un anno preciso ‒ il 1978 ‒ e usando l’Italia come sfondo. Bandito qualsivoglia pregiudizio di genere, la mostra, curata da Marco Scotini e Raffaella Perna, celebra la presenza delle donne nel panorama artistico di allora, riunendo le opere di un centinaio di artiste italiane e internazionali attive nel Belpaese durante il 1978 e affiancando a esse documenti e fotografie legati al movimento femminista.

ANNA MARIA MAIOLINO ‒ PAC

Anna Maria Maiolino. Installation view at PAC, Milano 2019. Photo Claudia Capelli

Anna Maria Maiolino. Installation view at PAC, Milano 2019. Photo Claudia Capelli

Si resta in ambito femminile con la monografica di Anna Maria Maiolino ospite del PAC, che ne ripercorre la carriera attraverso un denso corpus di opere testimoni della pratica multiforme dell’artista italo-brasiliana classe 1942. Scultura, disegno, installazione, performance, video e fotografia sono i linguaggi visivi messi in campo dalla Maiolino per restituire i contorni di un’indagine sociale e di una critica politica condotte a partire dagli Anni Sessanta. A fare da legante è una riflessione sulla condizione di donna, sui rapporti familiari e sulle proprie origini, come echeggiato dall’“amor” cui allude il titolo della mostra.

MARINELLA PIRELLI, RENATA BOERO, PAOLA PIVI ‒ MUSEO DEL NOVECENTO

Renata Boero. Installation view at Museo del 900, Milano 2019. Photo Anna Positano

Renata Boero. Installation view at Museo del 900, Milano 2019. Photo Anna Positano

Tre voci femminili risuonano nel calendario espositivo del Museo del Novecento. Si comincia con il cinema di Marinella Pirelli (Verona, 1925 ‒ Varese, 2009), instancabile sperimentatrice che ha fatto della pellicola il suo medium d’elezione, dopo l’esordio come disegnatrice di animazioni. Si prosegue con Renata Boero (Genova, 1936), artista mossa da un altrettanto forte desiderio di sperimentare, servendosi di materia e colore e declinandoli in Cromoprogrammi, Germinazioni, Fiori di carta e Ctoniografie. Infine il focus sul lavoro di Paola Pivi (Milano, 1971) nell’ambito della collaborazione tra il Museo del Novecento e ACACIA – Associazione Amici Arte Contemporanea Italia.

LIZZIE FITCH E RYAN TRECARTIN ‒ FONDAZIONE PRADA

Lizzie Fitch & Ryan Trecartin, production still from work in progress. Photo Fitch Trecartin Studio

Lizzie Fitch & Ryan Trecartin, production still from work in progress. Photo Fitch Trecartin Studio

Una poderosa installazione multimediale è il frutto del lavoro commissionato dalla Fondazione Prada ai due artisti americani classe 1981 per la sede di Milano. Whether Line prende forma nel Deposito, nel Podium e negli spazi esterni della Fondazione, immergendo il pubblico in una sorta di paesaggio rurale nato dalla riflessione di Lizzie Fitch e Ryan Trecartin sul tema della appropriazione territoriale e del concetto di frontiera.

LYGIA PAPE ‒ FONDAZIONE CARRIERO

Lygia Pape, Drawing – Magnetized Spaces, Cinematographic Record, 1980 © Projeto Lygia Pape

Lygia Pape, Drawing – Magnetized Spaces, Cinematographic Record, 1980 © Projeto Lygia Pape

Francesco Stocchi firma la curatela della prima retrospettiva dedicata da una istituzione italiana all’opera di Lygia Pape (Rio de Janeiro, 1927-2004). Esponente del Neoconcretismo, l’artista seppe fondere le istanze del modernismo europeo con gli input della cultura brasiliana, dando vita a una produzione trasversale, che spazia dalla scultura all’installazione al video.

CARLOS AMORALES ‒ FONDAZIONE ADOLFO PINI

Carlos Amorales. L'ora dannata. Installation view at Fondazione Adolfo Pini, Milano 2019. Photo Andrea Rossetti

Carlos Amorales. L’ora dannata. Installation view at Fondazione Adolfo Pini, Milano 2019. Photo Andrea Rossetti

Curata da Gabi Scardi, la personale di Carlos Amorales (Città del Messico, 1970) si ispira alle dinamiche del tempo presente, mettendone in luce gli effetti. Dalla violenza ai tranelli della comunicazione, le opere di Amorales puntano sulla forza visiva per centrare l’obiettivo. Proprio come avviene per lo sciame di 15mila farfalle che punteggiano gli ambienti della Fondazione: silhouette nere cui si affiancano sagome umane e un video di animazione ispirato alle tecniche mistificatorie.

SHEELA GOWDA ‒ PIRELLI HANGARBICOCCA

Sheela Gowda, And that is no lie, 2015. Installation view at Pérez Art Museum, Miami 2015. Courtesy l’artista & Pérez Art Museum. Photo Oriol Tarridas

Sheela Gowda, And that is no lie, 2015. Installation view at Pérez Art Museum, Miami 2015. Courtesy l’artista & Pérez Art Museum. Photo Oriol Tarridas

Prima personale italiana per Sheela Gowda (Bhadravati, Karnataka, India, 1957), artista impegnata da anni in una ricognizione sulla componente plastica del gesto creativo, servendosi di linguaggi che includono scultura, disegno e installazione. Le tradizioni artigianali indiane e l’aspetto rituale si mescolano alle suggestioni occidentali assorbite da Gowda durante la sua formazione londinese. Ne derivano opere composite e sfaccettate ‒ acquerelli, stampe e installazioni ‒, esposte a Milano insieme a una nuova produzione.

EMILIO TADINI ‒ FONDAZIONE MARCONI

Emilio Tadini, Color & Co., 1969. Collezione privata. Courtesy Fondazione Marconi, Milano

Emilio Tadini, Color & Co., 1969. Collezione privata. Courtesy Fondazione Marconi, Milano

Terzo focus monografico dedicato dalla Fondazione Marconi alla pittura di Emilio Tadini (Milano, 1927-2002). Stavolta lo sguardo è puntato sulle opere degli esordi, realizzate fra il 1967 e il 1972. È in questo humus che affonda le radici la poetica di afflato surrealista sviluppata durante gli anni a venire, estrapolando dalla realtà elementi quotidiani e risemantizzandoli in contesti al limite dell’onirico.

IMMERSIONE LIBERA ‒ BAGNI MISTERIOSI

Palazzina Bagni Misteriosi, Milano. Photo credit Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti

Palazzina Bagni Misteriosi, Milano. Photo credit Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti

Un gruppo di artisti contemporanei interpreta gli affascinanti ambienti della Palazzina dei Bagni Misteriosi attraverso una serie di nuove opere site specific. Ideato dalla collezionista Marina Nissim e curato da Giovanni Paolin, il progetto coinvolge Alfredo Aceto, Agreements to Zinedine, Antonello Ghezzi, Calori & Maillard, Campostabile, Giovanni Chiamenti, Alessandro Fogo, Francesco Fonassi, Valentina Furian, Raluca Andreea Hartea, Ornaghi & Prestinari, Marta Spagnoli e conta su una triade di curatori ospiti: Giulia Colletti, Caterina Molteni, Treti Galaxie.

Arianna Testino

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Arianna Testino

Arianna Testino

Nata a Genova nel 1983, Arianna Testino si è formata tra Bologna e Venezia, laureandosi al DAMS in Storia dell’arte medievale-moderna e specializzandosi allo IUAV in Progettazione e produzione delle arti visive. Dal 2015 a giugno 2023 ha lavorato nella…

Scopri di più