Italian council: vincitori della 5a edizione e il bando per partecipare alla prossima tranche

Sono sei i progetti che hanno vinto la quinta edizione del bando promosso dal Ministero dei Beni Culturali per promuovere l’arte contemporanea italiana. Stanziati i fondi per la prossima tranche del bando, pari a 1.700.000 euro. Ecco come partecipare

Francesco Arena, Riccardo Benassi, Filippo Berta, Armin Linke, Antonio Rovaldi e Anita Sieff sono i vincitori della quinta edizione dell’Italian Counciliniziativa lanciata dalla DGAAP – Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del Ministero dei Beni Culturali per promuovere la produzione, la conoscenza e la diffusione della cultura contemporanea italiana nel campo delle arti visive in Italia e all’estero. Un progetto che prevede il finanziamento di progetti presentati da musei, enti pubblici e privati non profit, istituti universitari, fondazioni e associazioni culturali, anche internazionali, che lo scopo di produrre opere d’arte italiane per incrementare le pubbliche collezioni. Oltre ai nomi degli artisti vincitori, è stata lanciata la sesta edizione del bando, per la quale sono stati stanziati 1.700.000 euro. Un’edizione, la prossima, che prevede non poche novità: oltre ai finanziamenti per la produzione di opere, si aggiungono anche quelli per lo sviluppo dei talenti e la loro promozione all’esteroItalian Council si rinnova. I nostri artisti devono poter contare sul sostegno del Paese per vedere riconosciuto il proprio talento in tutto il mondo”, dichiara il Ministro Alberto BonisoliNel primo biennio sono stati raggiunti importanti risultati con il finanziamento di 3 milioni di euro e la realizzazione di 34 progetti. Con questo nuovo programma ampliamo ulteriormente la portata del bando per promuovere sia gli artisti che i curatori e i critici”.

IL SESTO BANDO DELL’ITALIAN COUNCIL

“Potranno presentare domanda di partecipazione a Italian Council artisti, curatori, critici, purché supportati da istituzioni culturali; musei, enti pubblici e privati senza scopo di lucro; istituti universitari; fondazioni; comitati formalmente costituiti e associazioni culturali non profit. Ogni progetto dovrà necessariamente prevedere la collaborazione con realtà internazionali e/o una fase di promozione all’estero. Il finanziamento richiesto non potrà superare l’80% dell’importo totale, con un tetto massimo che varia in base alla tipologia del progetto presentato”, si legge nel bando pubblicato sul sito della DGAAPPer partecipare al bando bisogna registrarsi a partire dal 5 aprile 2019 su http://www.aap.beniculturali.it/italiancouncil/ e caricare la domanda redatta sul modello allegato al bando entro le ore 12 del 27 maggio 2019. Intanto dedichiamo un approfondimento ai progetti che si sono aggiudicati la quinta edizione dell’Italian Council.

– Desirée Maida

1. FRANCESCO ARENA AL PARCO ARCHEOLOGICO DEL COLOSSEO

Colosseo

Si intitola Anello l’opera pensata da Francesco Arena (Torre Santa Susanna, Brindisi, 1978) appositamente per il Palatino che vede come promotore e partner il Parco Archeologico del Colosseo e IIC BarcellonaL’opera si compone di un anello bronzeo, opaco all’esterno e lucido all’interno, con incisa una frase tratta da Gita al Faro (To the Lighthouse) di Virginia Woolf, una riflessione sull’eternità e il rapporto tra l’uomo e il mondo che lo circonda. L’anello cingerà un fusto di colonna già adagiato a terra, la cui immagine si rifletterà nella superficie dell’interno dell’anello e dunque sull’incisione. Accompagnerà il lavoro, un video documentario che spiegherà l’intento dell’opera e ne testimonierà l’esecuzione.

2. FILIPPO BERTA ALLA GAMEC DI BERGAMO

GAMEC

Promosso da Nomas Foundation Onlus (Roma) in collaborazione con il Dipartimento Scienze Sociali – Sapienza Università di Roma e con numerosi partner internazionali, One by One di Filippo Berta(Bergamo, 1977) punta l’attenzione sull’idea di confine di Stato che rende l’altro, al di là di quello, diverso. L’artista invita gli abitanti che vivono in prossimità dei confini di alcuni Stati toccati dal problema del controllo delle frontiere a partecipare ad una performance impossibile da realizzare in pieno, che consiste nel contare le infinite spine dei fili spinati installati in Europa (Serbia, Croazia, Ungheria, Macedonia, Turchia, Grecia, Bulgaria), tra Corea del Sud e Corea del Nord, tra Messico e Stati Uniti. L’esito del progetto sarà un’installazione ambientale composta da 7 proiezioni, 24 fotografie e 3 installazioni a muro alla GAMeC di Bergamo. Il percorso a tappe dell’artista sarà seguito con un diario di bordo sui canali social dedicati.

3. RICCARDO BENASSI AL MUSEION DI BOLZANO

Museion Bolzano. Photo Luca Meneghel

Promosso dall’Associazione Culturale Xing (Bologna) in collaborazione con ZKM | Zentrum fur Kunst und Medien Karlsruhe, CAC | Centre d’Art Contemporain Genéve, IIC Melbourne e Kunstlerhaus Bethanien(Berlino), il progetto di Riccardo Benassi (cremona, 1982) destinato al Museion di Bolzano si intitola Morestalgia. Si tratta una riflessione sul sentimento della nostalgia nell’era di internet, e prevede la realizzazione di un’opera multimediale e polisensoriale, composta da un video implementato su un sistema a tenda led (uno schermo flessibile, toccabile e penetrabile). Tale oggetto è inteso come opera di “iper-design” che può essere allo stesso tempo un oggetto d’arredo, un terminale e un elemento ambientale. Il titolo è un neologismo coniato dallo stesso artista per intendere un senso di “nostalgia aumentata”, cioè ampliata e resa più profonda e ambigua nell’era dei social network e delle comunità online.

4. ANTONIO ROVALDI ALLA GAMEC DI BERGAMO

GAMEC

Tra le istituzioni di destinazioni della quinta edizione dell’Italian Council torna la GAMeC di Bergamo, questa volta per il progetto di Antonio Rovaldi (Parma, 1975) dal titolo End. Words from the margins, New York City. Promosso dall’Associazione per la Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo Onlus e in partenariato con Kunstmuseum St. Gallen (Svizzera), Magazzino Italian Art e Harvard University Graduate School of Design (USA), il lavoro di Rovaldi propone di raccontare New York dal punto di vista dei suoi margini, esplorando i suoi bordi estremi e il waterfront. Il progetto è un’indagine sulle trasformazioni urbanistiche e socioculturali degli ultimi decenni, sui limiti che segnano l’inizio e la fine di una città, ma soprattutto un elogio al guardare e saper vedere una città percorrendo i suoi confini, il poterla vivere e raccontare attraverso la pratica complementare del camminare e del fotografare. Il prodotto finale sarà costituito da un “romanzo visivo” restituito in un libro d’artista, in cui le fotografie dell’autore saranno accompagnate da mappe disegnate dall’architetto paesaggista Francesca Benedetto.

5. ARMIN LINKE AL MUSEO DI FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA DI CINISELLO BALSAMO

Il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo

Promosso dal Museo di Fotografia Contemporanea, Cinisello Balsamo (MI) e in partenariato con il Kunsthistorisches Institut Florenz, il Centre de la Photographie Geneve (Svizzera) e il Museo Nazionale di Fotografia Marubi di Scutari (Algeria)Immagini e testi – notazioni visive di Armin Linke (Milano, 1966) è una riflessioneda parte dell’artista, sul proprio archivio fotografico, mettendo in relazione le immagini con apparati testuali, dati e metadati, ispirandosi alle teorie di John Berger sul rapporto testo-immagine. L’approccio “auto-curatoriale” ha lo scopo di creare una mappa cronologico-tematica del suo lavoro degli ultimi 30 anni.

6. ANITA SIEFF AL MADRE DI NAPOLI

Museo Madre di Napoli

Si intitola Simposio sull’amore 2019 il progetto dell’artista Anita Sieff promosso da Fondazione Volume! di Roma in partenariato con IIC Mosca. Destinato al MADRE di Napoli, Simposio sull’amore 2019 ha come fine la realizzazione di una performance per incoraggiare una cultura dell’inclusione che prenda spunto dalle riflessioni sull’Amore. L’opera si presenta come una reinterpretazione del Simposio di Platone: l’artista intende invitare sei filosofi contemporanei a conversare sulla natura di Eros nella cornice di un sito archeologico evocando la formalità del Simposio greco, con i suoi riti e le sue pratiche. La performance sarà il materiale principale di un video che costituirà l’opera finale.

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

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