Mutazioni visive. Sarah Sze a Roma

Gagosian Gallery, Roma ‒ fino al 26 gennaio 2019. Nel continuo flusso di immagini delle nostre vite è sempre possibile decontestualizzare un piccolo frame. Un frammento che ‒ tolto dal tutto ‒ rivela, integra, la sua provvisorietà. È il tempo dell’immagine digitale, l’apocalisse visiva, come nel grande ovale della galleria romana.

Sarah Sze, Ghost Print (Half life), 2018 (detail). Courtesy Sarah Sze & Gagosian © Sarah Sze
Sarah Sze, Ghost Print (Half life), 2018 (detail). Courtesy Sarah Sze & Gagosian © Sarah Sze

L’atmosfera è buia e destabilizzante. Scultura, cinema e pittura danzano liberamente nelle architetture sinuose della grande sala ovale della Gagosian Gallery a Roma. Strutture tentacolari si intrecciano a proiezioni di immagini, a volte personali altre volte generiche.
Il turbinio emotivo rievoca ricordi, sensazioni e momenti vissuti, condensando in essi il senso reale della vita. Le immagini sono particelle di luce, talvolta di inchiostro altre volte di pigmento; dallo schermo alla tela oltrepassano le strutture che le comprendono, lasciando visibili segni anche sul pavimento. In questo modo il passaggio dalla bidimensionalità dei dipinti alla tridimensionalità dell’installazione è fluido e immediato. Il percorso visivo conduce dal collage alle mutazioni visive, dalla tela ai vorticosi elementi cosmici.
Sarah Sze (Boston, 1969; vive a New York) realizza una delle più belle e suggestive installazioni contemporanee. Una girandola di colori ricca di energia vitale, che si arricchisce di volta in volta della natura delle singole esperienze con cui viene a contatto.

Sarah Sze, Split Stone (7.34), 2018. Installation view at Museo Nazionale Romano, Crypta Balbi, Roma. Courtesy the artist & Gagosian. Photo by Matteo D'Eletto M3 Studio
Sarah Sze, Split Stone (7.34), 2018. Installation view at Museo Nazionale Romano, Crypta Balbi, Roma. Courtesy the artist & Gagosian. Photo by Matteo D’Eletto M3 Studio

SPLIT STONE

Nella storica Crypta Balbi viene esposta l’opera Split Stone (7:34). Nessuna indicazione aggiuntiva per l’immagine di un tramonto (o di un’alba) realizzata su un masso di granito diviso in due pezzi. L’enorme geode prende vita da una foto scattata alle 7.34 con un iPhone, in un luogo imprecisato in un giorno qualsiasi. Un ricordo lontano collega questa opera alle meravigliose pietre gongshi, che in Cina sono l’emblema della massima espressione di una naturale comunione con la natura. Anche se in questo caso ‒ sulla falsa riga delle tecniche di litografia e stampa ad aghi ‒ la superficie del marmo viene minuziosamente riempita di pigmenti colorati (e non è la forma primordiale dell’energia vitale che nelle rocce pervade la struttura, creandone forme). Il risultato finale è comunque una superficie morbida e levigata. Imponente e suggestiva, l’opera riesce a fondersi magicamente con il contesto storico in cui è collocata. Un dialogo universale scavalca i confini spazio-temporali. L’enorme masso è stato curiosamente tagliato in Spagna, lo stesso Paese che ha dato i natali a Balbo, l’imponente figura politica e militare dell’Impero romano a cui è dedicato il complesso espositivo.

Michele Luca Nero

Evento correlato
Nome eventoSarah Sze
Vernissage13/10/2018 ore 18
Duratadal 13/10/2018 al 26/01/2019
AutoreSarah Sze
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoGAGOSIAN GALLERY
IndirizzoVia Francesco Crispi 16 - Roma - Lazio
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Michele Luca Nero
Michele Luca Nero (Agnone, 1979), figlio d’arte, inizia a dipingere all’età di sei anni. Una passione ereditata dal padre, Francesco, insieme a quella teatrale acquisita dal nonno, Valentino, poeta e drammaturgo riconosciuto a livello internazionale. In pochi anni ha curato e realizzato numerose mostre, tra cui alcune personali. Un successo di pubblico che lo ha accompagnato anche nelle performance teatrali, non senza un'esperienza come ufficio stampa. Appassionato di cultura e società ma dotato di uno spiccato senso critico. Curioso, perfezionista, esteta. Forse a causa della sua innata passione per la musica, per la quale vanta oltre ad una laurea in etnomusicologia, anche studi musicali di pianoforte. Ha maturato esperienze nell'insegnamento e nella trascrizione musicale apportando un decisivo contributo alla salvaguardia del patrimonio di tradizione orale delle melodie della sua terra di origine. Vivace sperimentatore nel campo della pittura è alla costante ricerca di sempre nuovi linguaggi espressivi. Sostenitore del collage cerca da sempre di unire tradizione e modernità, con un ricorrente accenno al mondo del sacro, sua costante ossessione. La formazione teatrale ha influito notevolmente sulla sua concezione del corpo (figura), dello spazio e della materia. Nelle sue opere prevale sempre un carattere deciso, vuoi nel colore che nella definizione del soggetto: eleganza nella postura, espressività delvolto. Ha frequentato un corso di mimo e uno di portamento e passerella. In qualità di illustratore ha pubblicato “Matteo e il viaggio nel meraviglioso mondo dei libri” (2009) e “Gigì le coiffeur et la maison de beauté” (2011) per la Edigiò. È direttore responsabile del magazine CU.SP.I.D.E. (cultura, spettacolo, intrattenimento, divagazioni artistiche, etno-gastronomia). Dal 2011 fa parte dello staff redazionale di Artribune.