Sarah Sze

Roma - 13/10/2018 : 26/01/2019

Una mostra di nuove opere dell’artista americana Sarah Sze, la prima in Italia dopo le sue partecipazioni alla Biennale di Venezia nel 2013 come rappresentante degli Stati Uniti e nel 2015 nella mostra principale.

Informazioni

  • Luogo: GAGOSIAN GALLERY
  • Indirizzo: Via Francesco Crispi 16 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 13/10/2018 - al 26/01/2019
  • Vernissage: 13/10/2018 ore 18
  • Autori: Sarah Sze
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: su appuntamento
  • Uffici stampa: PAOLA C. MANFREDI STUDIO

Comunicato stampa

Nell’era dell’immagine, un dipinto è una scultura. Una scultura è un segno nel tempo.
— Sarah Sze


Gagosian è lieta di presentare una mostra di nuove opere dell’artista americana Sarah Sze, la prima in Italia dopo le sue partecipazioni alla Biennale di Venezia nel 2013 come rappresentante degli Stati Uniti e nel 2015 nella mostra principale.

Sze è nota per aver trasformato radicalmente le possibilità della scultura

Nei suoi lavori estremamente complessi, dove spesso i cambiamenti di scala sfidano ogni logica, l’artista indaga il rapporto della scultura con il tempo e lo spazio e della parte con il tutto. Intricati sistemi di elementi uniscono costellazioni di immagini attraverso molteplici dimensioni – come diorami atomici o l’apocalisse del regno digitale.

Centrale nella poetica di Sze è l’accento posto su quanto è periferico, come le numerose immagini e gli oggetti spesso trascurati che esistono ai margini di schermi, finestre, scrivanie e corpi. Operando su un’inesauribile scorta di materiale tratto dalla vita quotidiana, Sze analizza l’aspetto e la natura di tutto ciò con cui viene a contatto e lavora per proteggerli, alterarli o amplificarli. Allo stesso modo le sue immagini, selezionate tra innumerevoli fonti primarie e secondarie, mutano nel passaggio dallo schermo adattandosi ad ogni altra forma di supporto fisico, o semplicemente manifestandosi come luce.

Recentemente Sze ha adattato la sensibilità del suo linguaggio scultoreo alle caratteristiche del supporto piano in una serie di dipinti su legno. Con delicati ma corposi strati di pittura, inchiostro, carta, stampe e oggetti, le tre dimensioni della scultura aderiscono alla bidimensionalità del collage. Superfici statiche, macchie di pittura e vortici cosmici emergono dal materiale d’archivio e dal lavoro quotidiano dell’artista nel suo studio in infinite mutazioni visive che collidono e si sovrappongono in un’abbondanza di dettagli.

Con la sua ultima video installazione, Sze trasforma l’ovale della galleria in una grande “lanterna magica”, un ambiente immersivo sospeso tra i mondi della scultura e del cinema. Iniziate nel 2015, queste indagini sull’immagine in movimento, allo stesso tempo comunicative e intime, includono le opere Timekeeper (2016), Centrifuge (2017) e Images in Debris (2018), nelle quali Sze esplora tempo, spazio, distanza e costruzione del ricordo tramite un flusso ipnotico di immagini proiettate, sia personali che trovate. Come una sorta di “Caverna di Platone” il nuovo lavoro confronta il visitatore da diversi punti di vista simultaneamente – immagini in movimento di persone, animali, scene e azioni accadono, baluginando ed orbitando casualmente, come avviene nel pensiero o nella vita stessa.

Nel corso della mostra Sze presenterà una nuova scultura da esterno, Split Stone (Rome) (2018), una grande pietra divisa in due che rivela un tramonto pixelato all’interno della sua superficie. Incastonata in entrambi i lati dell’incisione sulla pietra, l’immagine puntinata del cielo serale suggerisce una fugacità digitale racchiusa nella lenta geologica memoria del minerale.


Sarah Sze è nata a Boston nel 1969 e vive e lavora a New York. Il suo lavoro è incluso nelle seguenti collezioni: Museum of Modern Art, New York; Solomon R. Guggenheim Museum, New York; Whitney Museum of American Art, New York; Museum of Contemporary Art, Chicago; San Francisco Museum of Modern Art; Museum of Contemporary Art, Los Angeles; e Fondation Cartier pour l’art contemporain, Parigi. Tra le recenti mostre personali si annoverano Triple Point, Padiglione USA, 55a Biennale di Venezia (2013, poi esposta al Bronx Museum of the Arts, New York, nel 2014); Fabric Workshop and Museum, Philadelphia (2013–14); 56a Biennale di Venezia (2015); 5a Trienniale di Guangzhou, Cina (2015); Sarah Sze: Timekeeper, Rose Art Museum, Brandeis University, Waltham, MA (2016, poi in mostra al Copenhagen Contemporary, Danimarca, nel 2017); Triennale ARoS, Aarhus, Danimarca (2017); e Centrifuge, Haus der Kunst, Monaco di Baviera (2017).

Sze è stata insignita del MacArthur Fellowship nel 2003 e del Radcliffe Fellowship nel 2005, e da quest’anno è membro dell’American Academy of Arts and Letters. Le sue commissioni pubbliche includono Still Life with Landscape (Model for a Habitat), Ekebergparken, Oslo (2011); e Blueprint for a Landscape, Metropolitan Transportation Authority, commissione per la metropolitana di New York (2016).

Il 19 novembre 2018 un’importante installazione, Seamless (2016), sarà inaugurata alla Tate Modern, Londra.

Mutazioni visive. Sarah Sze a Roma

Gagosian Gallery, Roma ‒ fino al 26 gennaio 2019. Nel continuo flusso di immagini delle nostre vite è sempre possibile decontestualizzare un piccolo frame. Un frammento che ‒ tolto dal tutto ‒ rivela, integra, la sua provvisorietà. È il tempo dell’immagine digitale, l’apocalisse visiva, come nel grande ovale della galleria romana.