Ridefinire il reale. Mika Tajima a Milano

Galleria Francesca Minini, Milano ‒ fino al 12 gennaio 2019. Risemantizzare il reale è l’obiettivo di Mika Tajima, in mostra presso la galleria milanese di Francesca Minini.

Mika Tajima. Ulterior. Exhibition view at Galleria Francesca Minini, Milano 2018
Mika Tajima. Ulterior. Exhibition view at Galleria Francesca Minini, Milano 2018

L’associazione e giustapposizione di elementi eterogenei è pratica comune e ricorsiva dalle avanguardie del secolo scorso in avanti. L’obiettivo: una ridefinizione del reale e del quotidiano per caricarli di nuovo senso e significato. Per Mika Tajima (Los Angeles, 1975) questa operazione di risemantizzazione si fonda su una fusione di elementi e processi tanto artigianali quanto industriali, in un cortocircuito virtuoso volto a generare artefatti artistici totalmente nuovi e originali. Un significativo esempio è la serie Pranayama – termine impiegato nell’ayurveda per designare i punti di controllo del respiro e la regolazione della forza vitale dell’individuo – presentata nella personale Ulterior.
Ugelli cromati di vasche Jacuzzi trapassano imponenti monoliti in legno intagliati con impronte antropomorfe e maschere/forme biomorfe in legno o marmo. La disposizione di tali ugelli non è casuale: riprende quella dei meridiani del corpo umano in agopuntura. Ne derivano opere debitrici di una estetica surrealista e modernista, ma profondamente attuali nel farsi correlativo oggettivo di forme e sistemi di controllo, sia esso umano o macchinico, del contemporaneo. Componenti naturali e artificiali, pieni e vuoti concorrono così a determinare flussi e scambi di energie tra opere, osservatori e spazio espositivo. L’impiego emozionale della tecnologia favorisce un ripensamento del medium – Tajima nei suoi attraversamenti disciplinari si sente sempre e comunque scultrice –, che trova ulteriore sviluppo nelle tessiture astratte di Negative Entropy – dove trame e ordito si intrecciano a comporre “ritratti acustici” di ambienti di norma invisibili all’uomo – e in Art d’Ameublement, pitture scultoree o sculture pittoree in grado di sovvertire la percezione condivisa agendo sulla dicotomia interno/esterno.

Damiano Gullì

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Evento correlato
Nome eventoMika Tajima - Ulterior
Vernissage20/11/2018 ore 19
Duratadal 20/11/2018 al 16/01/2019
AutoreMika Tajima
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoGALLERIA FRANCESCA MININI
IndirizzoVia Massimiano 25 - Milano - Lombardia
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Damiano Gullì
Damiano Gullì (Fidenza, 1979) vive a Milano. I suoi ambiti di ricerca sono l’arte contemporanea e il design. Da aprile 2022 è curatore per l'Arte contemporanea e il Public Program di Triennale Milano. Dal 2020 è stato Head Curator del Public Program di Triennale. Per la stessa istituzione dal 2004 si è occupato di comunicazione e dal 2018 è stato anche Assistente Curatore del Direttore del Museo del Design Italiano. Del 2020 la curatela, con Joseph Grima, della monografica "Corrado Levi. Tra gli spazi" e del 2022 quella della mostra "Marcello Maloberti. MARTELLATE", entrambe in Triennale. Ha curato diverse mostre in Italia e suoi testi compaiono in cataloghi e pubblicazioni italiane e internazionali. Scrive regolarmente per “Flash Art”, “Inventario” e "Artribune", per la quale ha creato la rubrica "Pittura Lingua Viva".