Per quanto riguarda il movimento verso sud di questa panoramica sull’incisione italiana in chiave contemporanea, Roma risulta essere il centro indiscusso, a partire da ragioni di storia e istituzioni. Nella Capitale, ancora oggi, si gode di un’accumulazione eccezionale di esperienze che, nonostante le più generali difficoltà correnti della città, continuano ad alimentare la creatività attuale.

Il riferimento è in primo luogo all’Istituto Centrale della Grafica, erede della Calcografia Nazionale fondata nel 1738, dotato di un patrimonio di oltre 100mila stampe e 23mila matrici dal Cinquecento in avanti (il più importante fondo del genere al mondo), più di recente impegnatosi nella registrazione dello stato attuale dell’incisione attraverso varie mostre ben curate.
Da ricordare in tal senso è la recente antologica dedicata a un’artista ormai storica come Giulia Napoleone (Pescara, 1936), nota per le raffinate astrazioni rese con trame puntinate. Significativa anche la mostra dedicata, sempre nel 2017, ad artisti più giovani ma molto affermati come Andrea Lelario (Roma, 1965), Patrizio Di Sciullo (Fallo, 1965) e Francesco Parisi (Roma, 1972), dei quali si è così potuta ammirare la maestria tecnica nell’intaglio. Di Lelario, in particolare, si ricordano la vedutistica della campagna romana come esempio di una fascinosa mitologia introspettiva.
Per altro verso, la personale di Guido Strazza (Santa Fiora, 1922) tenutasi nel 2017 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, pur spaziando anche sulle altre capacità espressive del maestro, ha segnato il punto di riferimento obbligato per ogni prossima genealogia dell’incisione contemporanea. Strazza, in effetti, è la grande quercia sotto cui, dagli Anni Sessanta in avanti, si è sviluppata la linea del segno di maggior rilevanza nel secondo Novecento italiano, anche in ragione del magistero dell’artista presso varie accademie e istituzioni. La linea di Strazza, fiorita a partire da ingegnerismo aerofuturista e reminescenze cosmatesche, riecheggia in molti incisori del centro-sud, tra i quali va ricordata almeno Marina Bindella (Perugia, 1957) per le sue rigorose e insieme evanescenti architetture visive.

BATTITORI LIBERI

Da e attraverso Roma, poi, è possibile tracciare percorsi di ricerca intensamente personali, fuori pista, quali quelli di Elisabetta Diamanti (Roma, 1959), da anni impegnata in una sorta di minuta biologizzazione del segno inciso (perlopiù a puntasecca, spesso con combinazioni di tecniche indirette), a cui risulta per molti versi contigua la ricerca di Gianna Bentivenga (Stigliano, 1975). Nel caso di Maria Pina Bentivenga (Stigliano, 1973) colpisce invece l’immaginazione per così dire topografica, con immagini sospese tra paesaggio e astrazione di potente visionarietà. Le due Bentivenga (sono sorelle) si trovano poi riunite in un interessante laboratorio editoriale, l’Atelier Insigna, operante a Roma per la creazione di libri d’artista incentrati sull’incisione.
Risolutamente autonomo è pure il caso di Alessandro Fornaci (Roma, 1974), il cui virtuosismo nell’uso sovrapposto di diverse tecniche è al servizio di un trascinante immaginario anarchico-spiritualista. Fornaci è anche tra gli animatori della Stamperia del Tevere, spazio attivo sin dal 2004 con l’intento di mettere in contatto incisori italiani e stranieri delle nuove generazioni, e ha più di recente fondato Laborintus, laboratorio-stamperia operante a Corviale con l’intento di riavviare, in un difficile contesto periferico, un ecosistema culturale proprio a partire dall’incisione.

Maria Pina Bentivenga, Hole, 2013
Maria Pina Bentivenga, Hole, 2013

STAMPERIE CAPITOLINE

A Roma le stamperie sono sempre state, in effetti, fondamentali centri di mestiere, creazione e associazione. A questo proposito, va ricordato che nella Capitale è ancora attiva la bicentenaria Bulla, che dagli Anni Quaranta in avanti ha sviluppato le litografie dei più interessanti nomi del contemporaneo, da Piero Dorazio a Cy Twombly; sempre a Roma ha operato, fino a pochi anni fa, 2RC, stamperia di riferimento di Alberto Burri, Lucio Fontana e Sam Francis, tra gli altri. Soprattutto, ancora in attività è il laboratorio di Sergio Pandolfini, storico stampatore dei precitati Strazza e Napoleone, e che con le sue Edizioni Il Bulino, attraverso attenti matrimoni combinati tra incisori e poeti contemporanei, non solo ha segnato la storia italiana dei libri d’artista negli ultimi quarant’anni, ma ha anche fornito la coltura per alcuni dei più interessanti nuovi incisori, quali Gianluigi Bellucci (Anagni, 1977), Andrea Carini (Roma, 1974) e Gianluca Murasecchi (Spoleto, 1965).
Quello di Murasecchi, di cui si può a buon diritto parlare come del più importante incisore al momento attivo in Italia, è peraltro un caso a parte, per il personalissimo percorso espressivo che lo ha portato ad assumere una statura di artista tout court, e, si ritiene, indica una direzione rilevante per intendere cosa potrà essere il futuro dell’incisione, non solo in Italia. Oltre alle più tradizionali tirature su carta e le elaborate realizzazioni in forma di libro, con le sue straordinarie sculture incise, tavole tridimensionali e installazioni, Murasecchi sta in effetti dimostrando come l’incisione possa consapevolmente esplorare i mari agitati dell’espressione contemporanea senza restare ancorata a un semplice “bel mestiere”, disponendo al tempo stesso della rara bussola di una totale padronanza tecnica.

ECCELLENZE LUCANE

Lasciata Roma per proseguire a sud, la mappa dell’incisione contemporanea si fa più vaga e scolora per la difficoltà di rintracciare linee ben organizzate sul territorio, ma va se non altro riconosciuta l’emersione più o meno recente di alcuni punti di riferimento, anche di tipo istituzionale. Da ricordare in proposito è in primo luogo il MIG – Museo Italiano di Grafica, sorto in Basilicata, a Castronuovo Sant’Andrea, con un fondo importante di grafiche di artisti noti e un’interessante attività espositiva.
Sempre in Basilicata operano poi Vittorio Manno (Lecce, 1939) e Angelo Rizzelli (Lecce, 1940), due virtuosi di tecniche “assolute”, come la maniera nera, adoperate e insegnate presso l’ormai storica Grafica di Via Sette Dolori a Matera.

Alessandro Fornaci, Lux Lex, 2009
Alessandro Fornaci, Lux Lex, 2009

DALLA PUGLIA ALLA SICILIA

Da segnalare in Puglia è l’attività di Andrea De Simeis (Maglie, 1980), incisore d’indubbia perizia e insieme raffinato cartaio, in grado così di condensare, in maniera inedita, tecniche ed espressioni di segno e superficie. Ancora in Puglia, a Taranto, un’istituzione giovane ma già affermata, il CRAC – Centro di Ricerca Arte Contemporanea, ha da poco dedicato un’approfondita retrospettiva all’opera di Strazza, segnalando così l’intenzione di costituire un centro di riflessione su e per la grafica nel meridione del Paese.
Un riferimento obbligato, infine, va all’opera di Sandro Bracchitta (Ragusa, 1966), operante in Sicilia ma con un’intensa attività espositiva, in Italia e all’estero, che gli consente di mostrare una notevole tecnica e linguistica grafica animata dal colore, spesso su grande formato.
Giunti geograficamente al termine della rassegna, viene dal ripensare alla vecchia intuizione di Alfred Korzybski secondo cui la mappa non è il territorio: un’idea, aggiungiamo, che vale però intendere talvolta all’inverso rispetto al solito pensare, prendendola insomma a credito del valore in sé delle rappresentazioni, e ciò tanto più quando il territorio di riferimento sia particolarmente incognito e accidentato. Vista la situazione corrente dell’incisione in Italia, frammentata, scompostamente vivace, bisognosa quanto mai di rappresentazione, ogni mappa ha in effetti un valore organizzativo, e proprio a partire da una rappresentazione quale quella qui modestamente tentata, si può auspicare il nuovo sviluppo di un territorio.

Luca Arnaudo

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #46

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AutoriGiulia Napoleone, Guido Strazza, Elisabetta Diamanti, Alessandro Fornaci, Gianluca Murasecchi, Sandro Bracchitta
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Luca Arnaudo
Luca Arnaudo è nato a Cuneo nel 1974, vive a Roma. Ha curato mostre presso istituzioni pubbliche e gallerie private, in Italia e all'estero; da critico d'arte è molto fedele ad Artribune, da scrittore frequenta forme risolutamente poco commerciali, come raccolte di racconti, poesie, prosimetri, ma più di recente si diverte soprattutto con storie illustrate per bambini. In una vita perpendicolare è anche giurista e docente universitario, esperto di cose che qui non interessano.