Inaugura a Treviso una grande mostra sul tema del rifiuto e dello scarto curata da Valerio Dehò

Affronterà il tema dello scarto e del rifiuto nell’arte contemporanea, la grande mostra che sarà inaugurata a Treviso il prossimo 27 ottobre. Un percorso espositivo che parte dalla storia dell’arte per sensibilizzare la cittadinanza in materia di ecologia…

Piero Manzoni Merda d artista 1961
Piero Manzoni Merda d artista 1961

Il tema dello scarto e del rifiuto è un tema caro alla filosofia del Novecento. Riflessione centrale, ad esempio, nel pensiero di Walter Benjamin (Berlino 1892 – Portbou, Spagna, 1940) che tanto ha scritto sul concetto di riproducibilità dell’opera d’arte. Il tema del rifiuto è il punto di partenza della mostra RE.USE. Scarti, oggetti ed ecologia nell’arte contemporanea a cura di Valerio Dehò che inaugurerà a Treviso il prossimo 27 ottobre.

IL PROGETTO

La mostra attraversa la storia dell’arte del Novecento non leggendola dal punto di vista degli oggetti ma degli “scarti e rifiuti, non per farne l’inventario, bensì per rendere loro giustizia nell’unico modo possibile: usandoli”, per dirla ancora con le parole di Walter Benjamin. La storia dell’ultimo secolo pone al centro il rapporto tra opera d’arte e oggetto, tra unicità e produzione di massa, tra uso e riuso. Questione, ovviamente, nodale anche per l’arte. L’arte contemporanea ha attivato in modi diversi processi di riuso, di oggettivazione, di riassegnazione dei significati degli oggetti. Molti di questi processi sono a centro della mostra curata da Dehò. “È un progetto che va avanti da circa due anni”, racconta ad Artribune Valerio Dehò, “siamo riusciti a coinvolgere il Comune di Treviso ed una serie di aziende del territorio che lavorano nel settore dell’ecologia. Non volevamo fare, infatti, una mostra di tipo museale ma piuttosto vogliamo che essa sia un palcoscenico per discutere non solo di questioni artistiche, ma anche per aprire l’arte ai problemi della società. Per questo il progetto espositivo è pensato come un contenitore di eventi che coinvolgerà la cittadinanza”.

LA MOSTRA

La mostra sarà dislocata in tre diversi spazi espositivi della città, di cui due museali, il Museo Santa Caterina e il Museo Casa Robegan, ed uno privato, il piano nobile di Ca’ dei Ricchi. ll progetto è organizzato dall’Associazione TRA Treviso Ricerca Arte e realizzato in collaborazione con il Comune di Treviso. “La mostra ha un taglio ampio”, continua Dehò, “perché analizza il rapporto tra gli artisti e gli oggetti dal Dadaismo fino alla nascita della coscienza ecologica avvenuta negli anni Sessanta quando inizia ad entrare in crisi l’idea di capitalismo e di consumismo tout-court così come era stato conosciuto fino a quel momento. Il rifiuto è un fenomeno strettamente legato alla produzione illimitata degli oggetti, ma per gli artisti diventa il segno di una coscienza critica rispetto alla società”. Un viaggio, dunque, nella storia dell’arte e nella cultura artistica, dai primi anni del Novecento fino ai nostri giorni, per guardare in dettaglio come il tema del Riuso/Re.Use sia stato affrontato e come questo grande tema continui a stimolare la creatività delle nuove generazioni. Non a caso, questa mostra vedrà la luce nella città di Treviso, definita green friendly e storicamente attenta alle tematiche ambientale. Il percorso espositivo si snoderà attraverso le opere di artisti come Marcel Duchamp, Piero Manzoni, Alberto Burri, Michelangelo Pistoletto, Alberto Burri, Mimmo Rotella, Giuseppe Penone, Gina Pane, Tony Cragg, Damien Hirst e molti altri.

–       Mariacristina Ferraioli

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CuratoreValerio Dehò
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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.