Il ruolo dell’artista. Una collettiva a Modena

Metronom, Modena ‒ fino al 22 aprile 2018. Un artista svizzero, uno giapponese, uno olandese e un altro di New York sono i protagonisti scelti dalla galleria modenese per inaugurare i nuovi spazi nel centro storico. Con opere e installazioni che riflettono sul “fare arte”.

Come sarebbero state le sue opere, se il presidente degli Stati Uniti avesse scelto di fare l’artista? Le avrebbe fatte lui stesso o avrebbe pagato qualcuno per farle? Thomas Kuijpers ha scelto di sfruttare una piattaforma che riproduce dipinti per immaginare un Donald Trump artista, abbinando gli orribili “ritratti” delle sue case ai 34 microfoni che compongono l’installazione Love hate. Mark Dorf riflette invece sulla contrapposizione vero-falso sia nell’uso e imitazione del materiale legno sia nella riproduzione volutamente ritoccata di elementi della natura, che a ben guardare è controllata dall’uomo. Il giovane Kenta Cobayashi “dipinge” digitalmente, con pennellate di pixel, su fotografie analoghe a quelle che siamo abituati a vedere quotidianamente sui social, mentre Olaf Breuning compone sticker dall’aspetto esageratamente kitsch ed evidentemente irriverenti per mettere in discussione le competenze e gli strumenti di cui devono dotarsi gli artisti.
Tra media contemporanei e questioni secolari, i quattro artisti propongono così altrettanti punti di vista sul loro ruolo sociale.

Marta Santacatterina

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Nome eventoFrom my point of view
Vernissage24/02/2018 ore 18 (su invito)
Duratadal 24/02/2018 al 06/05/2018
AutoriOlaf Breuning, Kenta Cobayashi, Mark Dorf, Thomas Kuijpers
Generiarte contemporanea, inaugurazione, collettiva
Spazio espositivoMETRONOM
IndirizzoVia Carteria 10, 41121 - Modena - Emilia-Romagna
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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.