Nel nome del padre. Filippo Berta a Mestre

Sonda il labile confine tra sacro e profano, Filippo Berta (Treviglio, 1977). Il limite tra la corporeità umana e la sfera spirituale nel tentativo estremo di svelare la figura emblematica dell’eroe, nel video che apre l’esposizione e mostra la catena di assemblaggio industriale di un crocifisso, sottolineandone la privazione della connotazione divina attraverso la sua […]

Sonda il labile confine tra sacro e profano, Filippo Berta (Treviglio, 1977). Il limite tra la corporeità umana e la sfera spirituale nel tentativo estremo di svelare la figura emblematica dell’eroe, nel video che apre l’esposizione e mostra la catena di assemblaggio industriale di un crocifisso, sottolineandone la privazione della connotazione divina attraverso la sua produzione seriale. Cardine intorno al quale ruota l’intero progetto è il video dell’azione collettiva, anticipata alla sesta edizione della Biennale di Salonicco e riproposta a Mestre, dove donne e uomini, scalzi e sulla punta dei piedi, si allungano fino allo stremo per raggiungere il punto più alto e fissare al muro, con chiodi e martello, ognuno il proprio crocifisso. Performance suggestiva che è metafora dell’inclinazione della natura umana impegnata a superare i propri limiti attraverso il sacrificio. Riflesso di una ricerca spasmodica della perfezione che inevitabilmente fallisce.
Il risultato è una linea di demarcazione irregolare, sotto la quale si stagliano di spalle i protagonisti, che l’artista immortala sintetizzandola in un unico scatto per poi smembrarlo e dare luogo a una serie di ritratti, a dimensione naturale, che invade una delle sale imponendosi in maniera monumentale.
L’inaugurazione della mostra ha dato il via al secondo appuntamento con Venice Galleries View, itinerario ben riuscito che ha coinvolto nove gallerie a conduzione femminile.

Roberta Vanali

Evento correlato
Nome eventoFilippo Berta - A nostra immagine e somiglianza
Vernissage17/02/2018 ore 18
Duratadal 17/02/2018 al 17/03/2018
AutoreFilippo Berta
CuratoreAngel Moya Garcia
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoGALLERIA MASSIMODELUCA
IndirizzoVia Torino 105/q 30170 - Mestre - Veneto
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Roberta Vanali
Roberta Vanali è critica e curatrice d’arte contemporanea. Ha studiato Lettere Moderne con indirizzo Artistico all’Università di Cagliari. Per undici anni è stata Redattrice Capo per la rivista Exibart e dalla sua fondazione collabora con Artribune, per la quale cura due rubriche: Laboratorio Illustratori e Opera Prima. Per il portale Sardegna Soprattutto cura, invece, la rubrica Studio d’Artista. Orientata alla promozione della giovane arte con una tendenza ultima a sviluppare ambiti come illustrazione e street art, ha scritto oltre 500 articoli e curato circa 150 mostre per gallerie, musei, centri comunali e indipendenti. Tra le ultime: la doppia mostra di Carol Rama in Sardegna, L’illustrazione contemporanea in Sardegna, Archival Print. I fotografi della Magnum. Nel 2006 ha diretto la Galleria Studio 20 a Cagliari. Ha ideato e curato la galleria online Little Room Gallery (2010-13). Ha co-curato le mostre del Museo MACC (2015-17), per il quale nel 2018 è stata curatrice. Ha scritto saggi e testi critici per numerosi cataloghi e pubblicazioni. Il cinema è l’altra sua grande passione.