Morto a 107 anni a Milano Gillo Dorfles. Con il grande critico d’arte finisce un’epoca

Si è spento a 107 anni nella sua casa di Milano Gillo Dorfles. A comunicarlo è stato il nipote. Le sue condizioni nelle passate 24 ore erano peggiorate.

Gillo Dorfles
Gillo Dorfles

Non avremmo mai voluto dover dare questa notizia. Gillo Dorfles si è spento a 107 anni nella sua casa di Milano: è stato oltre a critico d’arte anche pittore e filosofo. Nato in un’altra epoca, nella Trieste asburgica nel 1910, da padre goriziano e madre genovese. Intraprende i suoi primi studi in medicina e si specializza in psichiatria. Fin dagli anni trenta però si avvicina alla pittura e all’estetica. L’arte ha sempre rivestito un ruolo fondamentale nella sua vita fin dall’infanzia quando “riempivo di sgorbi le pagine dei miei libri scolastici, il legno dei duri banchi delle medie, la sabbia delle spiagge estive”, come soleva ripetere più volte. Poi diventa professore di estetica l’università di Milano e nel 1948 fonda con Bruno Munari, Atanasio Soldati e Gianni Monnet il MAC Movimento Arte Concreta. Durante gli anni ’50 espone in numerose collettive come presso la 1951 alla Galleria Bompiani di Milano, in Cile e Argentina nel 1952, e nel 1955 in Esperimenti di sintesi delle arti alla Galleria del Fiore di Milano. “Mi hanno subito chiamato col nomignolo perché non volevo rispondere a questo nome pomposo… Angelo Dorfles non esiste. Le mie aspettative da ragazzino erano confuse perché non avevo nessuna idea precisa. Non ero di quelli che dicevano ‘io voglio fare l’ingegnere o l’architetto.’ Ho preso una laurea in medicina perché ho pensato che fosse una cosa seria, ma non ho mai esercitato. La medicina è cambiata man mano dal basso al meglio, ma non è mai arrivata all’altezza dell’arte. Non c’è confronto possibile!”, aveva raccontato a Daniele Perra sulle colonne di questo giornale in una lunga intervista.

Gillo Dorfles e Lucio Fontana nel 1964
Gillo Dorfles e Lucio Fontana nel 1964

DA PITTORE A CRITICO

Successivamente si dedicò alla critica d’arte e fu autore di tra gli altri di libri tra cui Discorso tecnico delle arti (1952), Il divenire delle arti (1959), Nuovi riti, nuovi miti (1965). Nel 2015, a Roma, e la mostra che ha celebra la sua carriera artistica, e una pubblicazione di oltre 800 pagine in cui Luigi Sansone, con pazienza e appassionato spirito archivistico, ha ripercorso un secolo di suoi scritti, creando una sorta di “testamento” storico critico.  Intitolato Gli artisti che ho incontrato il libro è uscito per i tipi di Skira. Tra i suoi ricordi quello dedicato a Marina Abramovic, apparso anche sulle pagine di questo giornale: “Quando negli anni Settanta ebbi per la prima volta l’occasione, anzi la felice occasione, di incontrare Marina Abramovič nel gruppo studentesco di Belgrado, non avrei certo immaginato che la graziosa e vivace studentessa sarebbe diventata una delle più importanti, forse la più importante, rappresentante della Body Art in Europa. Il suo carattere eccezionalmente forte, e allo stesso tempo pieno di risvolti sentimentali, ha fatto sì che la giovane artista abbia potuto seguire con un’intensità ineguagliata le varie fasi del suo lavoro che l’ha portata, soprattutto per quello che riguarda il nostro paese, a parecchi interventi – a cominciare da quello del 1973 a Roma, Rhythm 10 – tutti seguiti con straordinario interesse e con notevole profitto per il pubblico”.

Ulay/Marina Abramović , Relation in Space, 1976 © Ulay/Marina Abramović/Bildupphovsrätt 2017 Photo: © Jaap de Graaf Courtesy of the Marina Abramović Archives
Ulay/Marina Abramović, Relation in Space, 1976 © Ulay/Marina Abramović/Bildupphovsrätt 2017 Photo: © Jaap de Graaf Courtesy of the Marina Abramović Archives

LE PUBBLICAZIONI

Molte le opere di Dorfles, epocali per la storia dell’arte. Tra queste: Nuovi riti, nuovi miti (1965), Artificio e natura (1968), Le oscillazioni del gusto (1970), Il Kitsch (1972), Mode e modi (1979), Elogio della disarmonia (1986), Il feticcio quotidiano (1988), L’intervallo perduto (1989), Preferenze critiche (1993), Fatti e fattoidi (1997), Irritazioni (1998). Nei primo decennio degli anni zero ha inoltre realizzato un manuale di storia dell’arte insieme ad Angela Vettese per Atlas, destinato alle scuole superiori. Per i tipi di Skira è inoltre in pubblicazione, sempre a cura di Sansone La mia america, che racconta il viaggio di Dorfles negli Stati Uniti, dove incontra personalità dai noti studiosi di problemi estetici e critici d’arte come Thomas Munro, Clement Greenberg, James Sweeney, Alfred Barr, Rudolf Arnheim, György Kepes, gli architetti della East e West Coast (Frank Lloyd Wright, Mies van der Rohe, Louis Kahn, Frederick Kiesler). Ne vengon fuori saggi e articoli raccolti insieme ad inediti nel volume. Di prossima pubblicazione è anche la biografia di Jaca Books, intitolata Gillo Dorfles. Appunti per una biografia dello scrittore e giornalista Fabio Francione, che raccoglie interventi, incontri e testi.

LA PAGINA FACEBOOK FAKE

“Nessun incontro”, (tuttavia), “ha cambiato la mia vita, perché ho sempre cercato di essere me stesso e non di rifarmi a dei modelli. Ho incontrato persone interessanti ma non ho mai pensato di prenderli a modello. Sono centinaia le cose che mi hanno impressionato e che sono rimaste nel mio patrimonio di immagini. Non posso fare un nome e neanche cento”, ha raccontato a Perra.  Siamo sicuri invece che l’incontro con Dorfles ha cambiato molte vite, oltre che la storia dell’arte. Avrebbe compiuto 108 anni il prossimo 12 aprile 2018. Nel corso degli ultimi mesi un gruppo di studentesse aveva creato una pagina facebook “fake” a suo nome; se la burla si è verificata poi di cattivo gusto, il grande seguito che ha avuto la pagina ha dimostrato invece l’affetto e l’ammirazione che il mondo dell’arte aveva per il grande maestro.

LE REAZIONI SUI SOCIAL

“Insegna agli angeli cos’è il buon gusto”, scrive Marta Perego, conduttrice televisiva. “Essere sempre nel tempo”, è il commento di Roberta Melasecca. C’è anche chi semplicemente scrive un “ciao” o un “ci mancherà” o “un grande” come l’artista Francesco Arena  o la storica Giulia Gueci.In futuro ci sarà solo futuro“, scrive citandolo Clara Tosi Pamphili. Ma sono tanti, innumerevoli coloro che hanno voluto lasciare un ricordo. E le bacheche vengono affollate di saluti, fotografie, scatti di incredulità. E anche da un po’ di (sana) invidia, per questo artista e critico d’arte che ha battuto tutti i record, anche quello della vita. Il funerale si svolgerà a Lajatico (dove soggiornava l’estate e fu assessore onorario alla cultura), in provincia di Pisa, lunedì 5 marzo 2018.

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