Nessun rapporto con lo Stato-nazione. Lo dice l’opera politica di Lanfranco Aceti a Salonicco

È in corso fino al 15 novembre l’installazione site-specific dell’artista Lanfranco Aceti, curata da Camilla Boemio nell’ambito del Mediterranean Garden Pavilion sul nuovo lungomare di Salonicco, intitolato Knock, Knock, Knocking. Ecco le immagini.

Lanfranco Aceti, Knock, Knock, Knocking
Lanfranco Aceti, Knock, Knock, Knocking

Dura fino al 15 novembre l’installazione site-specific dell’artista Lanfranco Aceti, curata da Camilla Boemio. Il progetto all’interno del Mediterranean Garden Pavilion sul nuovo lungomare di Salonicco e promosso dal Museum of Contemporary Cuts, indaga il processo tutto contemporaneo della perdita del rapporto con lo Stato-nazione, messa in luce fin dal titolo Knock, Knock, Knocking. La fine di una relazione di coppia con un partner egoista diventa per l’artista la metafora della delusione in cui si incorre nel rapporto tra cittadino e il concetto di Stato-nazione nella società del presente. La negazione del contratto sociale si traspone, quindi, nella sfera privata anche attraverso l’utilizzo di oggetti domestici ed intimi, volti a simboleggiare la fine di un rapporto. Un esempio? Le lenzuola usate. Queste vengono mostrate in pubblico come ultimo atto di un racconto nel quale si cerca di ritrovare le tracce di un passato che non esiste più.

UN LAVORO POLITICO

Aceti è conosciuto a livello internazionale per le sue posizioni socio-politiche e le sue performance. L’uso sia metaforico che fisico dei panni sporchi casalinghi è stato suggerito dal tema della Biennale di Salonicco “Immagined Homes”. Le opere parlano di conflitti e di libertà individuali, smantellati e traditi. L’architettura e l’ubicazione del Mediterranean Garden Pavilion agiscono, nella narrazione dell’artista, come una sorta di decodificatore di curiosità, in un gioco altalenante di riflessioni tra l’interno e l’esterno dello spazio intimo e pubblico. Specchio delle sue ricerche sono, infatti, gli spazi domestici, destabilizzanti e distruttivi. Le donne rimangono in solitudine al centro di questa crisi provocata da valori patriarcali e fallici. La risposta si intravede comunque ed è un invito all’azione e a sfruttare le molteplici possibilità offerte dalle responsabilità ora sconnesse di una casa distrutta.

– Zara Audiello

Salonicco// fino al 15 novembre 2017
Knock, Knock, Knocking
Lungomare di Salonicco
http://museumofcontemporarycuts.org/

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Zara Audiello
Laurea in Scienze Umanistiche presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza nel 2003 e Master in Educazione Interculturale, Dipartimento di Scienze dell'Educazione, Università degli Studi Roma Tre, nel 2005. Rispettivamente nel 2007 e nel 2009 frequenta il Corso per Curatori di mostre d'arte e di eventi e un Corso di Art Management presso il Centro d'arte contemporanea A+A, Venezia. Nel 2009 è cofondatrice dell'Associazione 22:37, nata dall’incontro di giovani curatori/trici, artisti/e e operatori/trici culturali che hanno in comune l’interesse per la produzione artistica e la pratica curatoriale in diversi contesti europei. Dal 2010 si trasferisce a Belgrado dove fonda Beo_Project, luogo di connessione tra il mondo artistico internazionale e la Regione dei Balcani. Coproprietaria e direttrice artistica del multiconcept bar ZAVOD. Indaga il conflitto nelle sue rispettive forme, come un concetto che può aiutare a spiegare molti aspetti della vita sociale, come il dissenso sociale, i conflitti di interessi, e di lotte tra individui, gruppi o organizzazioni.