Le immagini della Biennale “effimera” e diffusa di Fremantle, in Australia alla sua prima edizione

Si realizza in una sorta di raid, questa nuova biennale del centro portuale, commerciale e creativo australiano che per 14 giorni mette in mostra azioni, interventi, progetti tutti site specific e multidisciplinari. E non mancano gli italiani. Ecco le immagini dell’evento.

Felice Varini, Arcs d’Éllipses (2017) Installation view Round House to Town Hall, Fremantle Photo by James Whineray Image courtesy of High Tide 17
Felice Varini, Arcs d’Éllipses (2017) Installation view Round House to Town Hall, Fremantle Photo by James Whineray Image courtesy of High Tide 17

Anche Fremantle ha la sua biennale. A soli 20 km da Perth, la capitale dello stato dell’Australia Occidentale, è un importante centro portuale del paese con una vivace attività nell’arte contemporanea. Tanto che nel 2017 inaugura la Biennale diffusa High Tide che coinvolge artisti nazionali ed internazionali con il sottotitolo esplicativo di Site-Responsive Art between land and sea e si realizza come una sorta di “raid” che dura solo 14 giorni, mettendo quotidianamente in calendario un progetto o una azione. La storia europea di Fremantle risale al 1828, creando un sostrato commerciale ricchissimo e incoraggiando i flussi migratori, ma anche la nascita di una rete interessante di gallerie e studi di artisti.

Laura Cionci, Abracadabra (2017) Installation view Round House, Fremantle
Laura Cionci, Abracadabra (2017) Installation view Round House, Fremantle

TEMI E ARTISTI COINVOLTI

I temi della transizione (in un porto, come nel presente) e dell’alta marea, che cancella le tracce e lascia nuovi detriti, sono alla base di questo percorso. Il progetto nasce per valorizzare la reputazione di Fremantle città creativa. In mostra opere site-specific tutte effimere, che si snodano tra la Round House, la “Casa Rotonda”, ex prigione cittadina, la sede dell’Autorità Portuale, l’Università di Notre Dame, il Museo Marittimo, il negozio di dischi (famosa è la scena musicale locale), e così via. 33 gli artisti e i collettivi coinvolti, con una visione multidisciplinare che passa dall’arte alla musica, alla performance fino alla progettazione. Tra questi, Cat Hope, George Howlett, Zeitgeist, Harris Architects, Penny Coss, Ned Beckley, Tom Mùller, Felice Varini ma anche gli italiani Domenico de Clario, nato a Trieste e residente a Mildura e la romana, classe 1980, Laura Cionci. Ecco le immagini dell’evento appena concluso.

Santa Nastro

High Tide – Site-Responsive Art between land and sea
Sedi varie, Fremantle, Australia

http://www.hightidefremantle.com/

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.