Dalle passerelle alle gallerie d’arte. Antonio Marras in mostra da Massimo Minini a Brescia

Incontratisi per caso lo scorso anno in occasione della retrospettiva del noto stilista alla Triennale di Milano, oggi Antonio Marras e il gallerista Massimo Minini si apprestano a inaugurare un progetto che vedrà l’artista impegnato in una mostra e una performance che si terranno a Brescia il prossimo 25 novembre

“Non avrei mai pensato di fare una mostra di Antonio Marras. E d’altronde perché avrei dovuto pensare a lui come uno possibile? Noto, anzi notissimo, come creatore di moda, una moda molto particolare, legata anche all’arte, anzi sicuramente, per l’influenza del lavoro di Maria Lai di cui Marras è grande ammiratore e promotore, forse allievo, forse collega. Un mondo particolare, quello dove Marras nasce e si muove. Il mondo di un’isola che ha una forte identità, una cultura, una lingua, una storia, addirittura una preistoria”. Con queste parole il gallerista Massimo Minini parla – non celando sorpresa e soddisfazione – di Antonio Marras (Alghero, 1961), lo “speciale” artista che dal prossimo 25 novembre sarà protagonista di seipersei, la personale del poliedrico stilista pensata per gli spazi della sua galleria a Brescia.

Antonio Marras, Mattonella Grigiofango, 2017. Foto Daniela Zedda

Antonio Marras, Mattonella Grigiofango, 2017. Foto Daniela Zedda

L’INCONTRO TRA MININI E MARRAS

Un incontro, quello tra Massimo Minini e Antonio Marras, avvenuto per caso lo scorso anno, in occasione della grande retrospettiva dello stilista presso la Triennale di Milano. Una mostra antologica che ha raccolto e svelato al pubblico gli aspetti più profondi e segreti di uno stilista che è stato “garzone di bottega” di Maria Lai e Carol Rama e che ha sperimentato e commisto i linguaggi della moda con l’arte, la musica, la danza, il teatro e il cinema. “Un giorno a Milano vado in Triennale, e trovo una mostra di Marras, non senza una certa sorpresa”, racconta Minini. “Resto stregato da questo mondo di una infanzia sognata, evoluta, cresciuta, come se un adulto volesse ricreare l’atmosfera di Lewis Carroll con Alice o di Gérard de Nerval con Sylvie o naturalmente di Marcel con Swann.  Dagli strani movimenti di un gruppo di persone capisco che Marras è uno di loro, anzi è lui quello che filmano e intervistano. Mi avvicino, li osservo, faccio in modo che mi vedano, saluto. ‘Mi fa piacere conoscerla’. ‘Ma no dai, conoscerti’. Parliamo delle opere, lui non ha tempo perché stanno registrando un film per una mostra in Cina. A bruciapelo gli propongo di fare un’esposizione da me, cosa che mi capita raramente, forse mai così, prima. Lui mi pare un po’ distratto, come dire, mi aspettavo facesse un salto, invece niente, tranquillo, nemmeno entusiasta. ‘Vedremo, ora ho la Cina’. Avrà assunto informazioni e insomma, tra poco, ecco la mostra che sarà memorabile proprio perché inattesa. Quando ne parlo tutti sono sorpresi. Ed hanno ragione”.

Antonio Marras, Ancora più intenso, 2017. Foto Daniela Zedda

Antonio Marras, Ancora più intenso, 2017. Foto Daniela Zedda

LA MOSTRA E LA PERFORMANCE DI MARRAS

Seipersei presenterà al pubblico una selezione di opere di Marras scelte personalmente da Massimo Massimo Minini. Molte saranno le opere inedite, e alcune di queste sono state pensate e create appositamente per questa esposizione. “Ci sono opere che ho pensato apposta per la galleria, tipo il ritratto di Massimo”, racconta ad Artribune Antonio Marras, “e opere che ho fatto proprio in loco tipo un lavoro su parete con stralci di tappezzeria e poi interventi a pennello”. In occasione della mostra, Marras realizzerà un libro d’artista, frutto della particolare relazione nata con Massimo Minini: il libro nasce, infatti, da una serie di foto delle mani e del gesticolare di Marras scattate dallo stesso Minini. L’operazione artistica dello stilista culminerà – nella serata del 25 novembre, subito dopo il vernisagge della mostra – in Mio cuore io sto soffrendo, cosa posso fare per te?, performance di Marras che si svolgerà presso le Ex Cantine Folonari a Brescia. “Si tratta del mio debutto nella performance”, continua l’artista. “Vera e propria pièce teatrale concepita, sceneggiata e diretta da me e interpretata da 20 attori tra i più bravi del palcoscenico italiano”.

– Desirée Maida

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Desirée Maida

Desirée Maida

Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi…

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