Il Pompidou inaugura Cosmopolis piattaforma dedicata all’arte dei paesi in via di sviluppo

Con un focus speciale sui paesi in via di sviluppo dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina, il Centre Pompidou presenta una piattaforma biennale dedicata alle pratiche artistiche che si occupano di indagare questioni sociali politiche ed economiche. Il progetto parte con la prima mostra che si intitola “Cosmopolis 1” e presenta le opere di collettivi provenienti dai tre continenti…

Crédit photographique © Arquitectura expandida, Bogota, 2016
Crédit photographique © Arquitectura expandida, Bogota, 2016

È una sorta di ritorno alle origini, anche se con notevoli differenze, il progetto Cosmopolis, piattaforma dedicata alle pratiche artistiche che si occupano di indagare questioni sociali, politiche ed economiche nei paesi in via di sviluppo, per il Centre Pompidou che ha prodotto mostre che hanno segnato un punto di svolta fondamentale nella storia dell’arte contemporanea come Les Magiciens de la Terre del 1989 e Africa Remix del 2005. Sono mostre, in particolare la prima, a cura di Jean-Hubert Martin, figlie delle teorie post-colonialiste che, pur con notevoli polemiche, hanno segnato il passo nel rapporto tra Nord e Sud del pianeta. Sono passati quasi trent’anni da quella mostra per certi versi mitologica e sono mutati profondamente i paradigmi con cui il sistema dell’arte contemporanea si relaziona con il centro e la periferia del mondo.

DALLE TEORIE POST-COLONIALISTE AL SISTEMA GLOBALE

Con il progetto Cosmopolis, il Centre Pompidou torna a relazionarsi con l’arte contemporanea dei paesi considerati periferia dal sistema dell’arte. Un progetto complesso che non si limita solo ad una o più mostre ma prova ad indagare tutta la gamma possibile degli approcci creativi e culturali del sistema dell’arte globale attraverso un programma di residenze, ricerche, mostre, colloqui, spettacoli e proiezioni. Una sorta di “cosmopolitismo”, da cui il nome della piattaforma, che ha al centro una figura d’artista mutata nei paesi in via di sviluppo pienamente inserita in un contesto metropolitano ed in grado di fare arte in primis attraverso la creazione di network e reti di collaborazione. Il progetto, che avrà cadenza biennale, parte da una mostra inaugurata non a caso durante la settimana della FIAC.

COSMOPOLIS # 1: L’INTELLIGENZA COLLETTIVA

Cosmopolis #1: Collective Intelligence indaga la pratica collettiva nell’arte contemporanea dei paesi in via di sviluppo. Presenta, inoltre, la ricerca di una serie di collettivi che affrontano con le loro pratiche artistiche temi legati a questioni sociali, politiche ed economiche. Una mostra che parte da lontano, nel 2015, grazie alla collaborazione con la Cité Internationale des Arts di Parigi che ha invitato i collettivi a risiedere in Francia per un mese al fine di elaborare le opere per la mostra. Cosmopolis #1 presenta 15 collettivi d’artista provenienti da tre continenti: Arquitectura Expandida, Art Labor, Cabello, Carceller, Casa Tres Patios, Chimurenga, Chto Delat, Circular, Council, Forager Collective, Foundland Collective, Karrabing Film Collective, Iconoclasistas, Invisible Borders, Laagencia, Lanchonete, Mixrice, Moorish Elements, Pérou, Polit-Sheer-Form Office, PorEstosDías, ruangrupa, Theaster Gates & Rebuild Foundation, Theatrum Mundi, The Tentative Collective. Per nove settimane, poi, a latere della mostra il Pompidou ospita un programma di conferenze e di incontri che includono la storia delle società indigene, ecologia, geopolitica, economia dei paesi in via di sviluppo. Inoltre, una serie di concerti, guidati dal collettivo Moorish Elements esplorerà la musica tradizionale africana degli ultimi 100 anni soffermandosi in particolare sulle forme musicali più recenti.

– Mariacristina Ferraioli

Parigi// fino al 17 dicembre 2017
Cosmopolis #1: Collective Intelligence
Centre Pompidou
Place Georges-Pompidou, 75004

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.