A perdita d’occhio. Alis/Filliol a Milano

Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano ‒ fino al 27 ottobre 2017. Una grande scultura sdoppiata allunga ombre nella project room della sede meneghina, una grande stanza ricolma di nebbia artificiale. Il duo torinese, curato da Simone Menegoi, presenta un lavoro inedito nello spazio di via Vigevano.

Alis/Filliol è il duo formato da Davide Gennarino (Pinerolo, 1979) e Andrea Respino (Mondovì, 1976), attivo dal 2007. Il loro primo intervento personale e inedito, a Milano, rimarrà aperto al pubblico soltanto per cinque settimane, nella project room di Fondazione Arnaldo Pomodoro.
Durante l’inaugurazione, una fitta nebbia artificiale, trattenuta da lunghe tende viniliche trasparenti, ha avvolto senza distinzione i contorni di visitatori e lavori esposti, tra la continua ricerca di finitezza dell’occhio umano e il mai finito delle forme scultoree. Due fiammate solidificate da schiume a espansione, due lingue mitologiche plasmate come due mostri dannati, posti l’uno di fronte all’altro, due figure che si scambiano i loro volti umani dagli sguardi irosi, in un continuo dialogo muto sulla tragicità. Come sottolinea il curatore del progetto scientifico, Simone Menegoi, questo progetto “non è solo un lavoro di scultura, ma anche un lavoro sulla scultura: sulla sua storia, sui suoi generi, sulle sue tecniche tradizionali”.

Ginevra Bria

Evento correlato
Nome eventoProject room #5 - Alis/Filliol
Vernissage19/09/2017 ore 18
Duratadal 19/09/2017 al 27/10/2017
Autore Alis/Filliol
CuratoreSimone Menegoi
Generiarte contemporanea, performance - happening
Spazio espositivoFONDAZIONE ARNALDO POMODORO
Indirizzovia Vigevano 9 - Milano - Lombardia
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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.

1 COMMENT

  1. Ancora opere come rovine che emergono dal passato…giovani Indiana Jones…un modo per essere accettati in un sistema, un collezionismo, un paese per vecchi. Una gabbia che tiene e mantiene in ostaggio le generazioni più giovani che tentano di seguire gusti e aspettative di nonni e genitori. Non a casa il riferimento della fondazione potrebbe essere il loro nonno…il risultato è una forma di arrendevolezza per un tipo di arte innocqua e tragicamente contemplativa.

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