Performance e site specific: torna dopo 10 anni Skulptur Projekte a Münster

35 artisti e una vocazione alla performance per Skulptur Projekte Münster che nel 2017 si trasforma in una sorta di festival. Scegliendo tra i suoi quartier generali un teatro

Skulptur Projekte Munster

Anno nevralgico per la terza sorella del grand tour svizzero-tedesco, lo Skultpur Projekte Münster, la storica rassegna che si tiene ogni 10 anni in Germania e che quest’anno inaugura il 10 giugno, in concomitanza, come di consueto, con documenta. È di pochi mesi fa l’annuncio che quest’anno la manifestazione, nata nel 1977 e curata da Kasper König (direttore artistico) assieme a Britta Peters e Marianne Wagner (curatori), avrà una doppia location. Il team ha infatti stretto una importante collaborazione con lo Skulpturenmuseum Glaskasten di Marl, nato nel 1982 a quasi 60 km da Munster, che diventa un’importante controparte del progetto espositivo. 35 gli artisti in mostra che si dislocano tra le due città: provengono da Londra, dal Brasile, da Tokyo, da Douala, Mombasa. C’è solo una italiana, Lara Favaretto, torinese nata nel 1973. Una selezione con una preponderanza di nati tra gli anni ’60 – ’70, in cui non manca una rosa di over 60, né una “giovane”, Alexandra Pirici, classe 1982 di Bucharest. I nomi non solo altisonanti, anche se spiccano ovviamente l’ex Turner Prize Jeremy Deller, da Londra, Gregor Schneider (Rheydt, 1969), Nora Schultz (Francoforte, 1975), Thomas Schütte (Oldenburg, 1954), Hito Steyerl (Monaco, 1966) e il “controverso” Michael Smith (Chicago, 1951) diventato tale e balzato agli onori delle cronache di Artribune per il dibattito con Daniel Buren.

UN ANNO DI SVOLTA

Quella che per la città è una occasione da non perdere, lo è anche per coloro che l’andranno a visitare. Un tempo come quello di una decade non consente leggerezze né troppi errori e richiede, compatibilmente con le esigenze del contemporaneo, una atmosfera monumentale. La mostra del 2017 segna tuttavia una svolta dalle edizioni precedenti dando maggiore rilevanza all’apparato performativo, scavando nel contempo nelle pratiche degli artisti e nelle speculazioni teoretiche intorno all’arte. Nel corso delle 17 settimane di esposizione Skulptur assumerà una vocazione festivaliera costruendo formati inediti e coinvolgendo gli spettatori. Non è una relazione inedita quella tra installazione e atto performativo qui: basti pensare a Dan Graham e al suo padiglione Oktogon for Münster del 1997, successivamente passato alla storia. Tra i progetti che meglio declineranno il tema il simposio Nothing Permanent che si svolgerà a settembre dal 13 al 15 in collaborazione con l’Henry Moore Institute avendo come topic la relazione e l’attualità tra scultura, monumenti e spazio pubblico.

COSA NON PERDERE

La mostra si irradia in più spazi espositivi diffusi su una distanza fino a 5 km dal centro storico. Ma le sedi principali restano il Teatro im Pumpenhaus (luogo topico per la performance) e LWL – Museum für Kunst und Kultur. Il teatro ospiterà le azioni del Gintersdorfer/Klaßen group che svilupperà una serie di progetti tra cui un pezzo inedito intitolato Kabuki Noir Münster, facendo riferimento alle note pratiche teatrali giapponesi. Nel ristorante gli studenti di Aernout Mik all’Accademia di Belle Arti presenteranno un programma di formazione all’arte completamente surreale, trasformando il luogo in un museo temporaneo. LWL – Museum für Kunst und Kultur è l’ente organizzatore della mostra invece. Nello spazio istituzionale disegnato dagli Staab Architekten di Berlino Gregor Schneider trasformerà il luogo espositivo in un appartamento privato accessibile solo da uscite di emergenza. Nora Schultz invece cercherà attraverso l’uso di luci e immagini prese da droni di trasformare la percezione dello spazio. Molti di questi interventi sono site specific, rispettando la natura del progetto dalla sua nascita ad oggi.

I PROGETTI

Marl, città di 85mila abitanti, vedrà la propria collaborazione con Münster svilupparsi attraverso diversi progetti: Skulptur exchange, uno scambio intercittadino avente come tema i contesti e i luoghi. Artists working in both places – il nome spiega già tutto -; Models: un’installazione tematica al Glaskasten di Marl con modelli tratti dall’archivio dello spazio espositivo e della quinquennale. Infine Cure and Kur, un progetto di scrittura guidato dalla poetessa Monika Rinck: 10 autori trascorreranno due settimane nelle due città. I testi composti a Münster saranno pubblicati online in modo da essere esperiti contemporaneamente ai lavori in mostra.

Santa Nastro

https://www.skulptur-projekte.de/

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.