L’arte italiana vista con gli occhi dell’America

Gallerie d’Italia e Museo del Novecento, Milano – fino al 17 settembre 2017. Da Fontana a Depero, da Tancredi a Schifano: una bella e documentata mostra in due sedi ricostruisce i rapporti con gli Stati Uniti dell’arte italiana del Novecento. Che ne esce con un’immagine lusinghiera, cosmopolita e vitale.

Emilio Isgrò, Poesia Jacqueline, 1965. Archivio Emilio Isgrò © Courtesy Archivio Emilio Isgrò
Emilio Isgrò, Poesia Jacqueline, 1965. Archivio Emilio Isgrò © Courtesy Archivio Emilio Isgrò

I dialoghi artistici tra le due sponde dell’oceano, la cultura americana come soggetto e ispirazione per i nostri artisti, la loro notorietà negli Stati Uniti. Sono questi i temi della mostra in due sedi New York New York. E l’immagine dell’arte italiana che risulta dall’esposizione è vitale e aggiornata sugli sviluppi artistici, culturali e storici di allora.

Fortunato Depero, Grattacieli e Tunnel, 1930. MART, Rovereto. Fondo Depero © MART – Archivio Fotografico e Mediateca
Fortunato Depero, Grattacieli e Tunnel, 1930. MART, Rovereto. Fondo Depero © MART – Archivio Fotografico e Mediateca

EUFORIA E CRITICA SOCIALE

Al Museo del Novecento sono raccolte opere ispirate agli Stati Uniti, dalle note lastre metalliche di Lucio Fontana ad alcune sorprese come le New York di Depero, vorticose, euforiche ma anche oscure, fino a diverse raffigurazioni della metropoli americana, la Babele di Cagli, la nuvola di segni semiastratti di Tancredi, la Unbelievable city di Nivola.
Nel periodo delle Neoavanguardie, poi, gli artisti italiani ricorrono diffusamente all’immaginario a stelle e strisce, distinguendosi per un approccio analitico che contempla sia l’euforia per la società dei consumi che una penetrante critica sociale. Con soluzioni estetiche innovative: si vedano le opere in mostra nelle due sedi di Baj, Schifano, Lombardo, Angeli, Baruchello, Pascali, Rotella.
Nella sala degli Archivi del Museo del Novecento, una sezione è dedicata alle fotografie di Ugo Mulas, che immortala momenti fondamentali del secondo dopoguerra, da David Smith invitato a realizzare le sue sculture all’Italsider fino alla Biennale di Venezia del 1964.

Ugo Mulas, New York, 1964. © Eredi Ugo Mulas. Courtesy Archivio Ugo Mulas, Milano & Galleria Lia Rumma, Milano Napoli
Ugo Mulas, New York, 1964. © Eredi Ugo Mulas. Courtesy Archivio Ugo Mulas, Milano & Galleria Lia Rumma, Milano Napoli

RELAZIONI INTERNAZIONALI

Alle Gallerie d’Italia, una selezione ampia e di livello racconta gli scambi istituzionali e privati tra Italia e Stati Uniti. A partire dalla grande mostra del 1949 al MoMA, XX Century Italian Art: alcune delle opere di quell’esposizione sono riproposte qui (tra gli autori Boccioni, Marini, Morandi). Ma vengono rievocate anche iniziative come la Rome-New York Art Foundation, punta di diamante di una fitta serie di “relazioni internazionali” artistiche tra i due Paesi. Viene così spontaneo rimpiangere i “vecchi tempi”, vista la difficoltà odierna dei nostri artisti nel farsi conoscere fuori dai confini, dovuta soprattutto all’inanità delle istituzioni italiane nei confronti dell’arte di ricerca.
Momenti affascinanti della mostra sono poi quelli in cui vengono rievocati i rapporti d’amicizia tra artisti italiani e statunitensi, con relativo scambio di opere. Da qui la presenza di lavori come il Ritratto di Toti Scialoja di De Kooning; e ci sono anche “italiani d’adozione” come Cy Twombly, trasferitosi a Roma e influenzato dalla nostra cultura, in mostra con un bella tela del 1961.

Stefano Castelli

Evento correlato
Nome eventoNew York New York. La riscoperta dell’America
Vernissage12/04/2017 ore 12 su invito
Duratadal 12/04/2017 al 17/09/2017
AutoriMimmo Rotella, Arnaldo Pomodoro, Tancredi, Emilio Isgrò, Lucio Fontana, Fortunato Depero, Costantino Nivola
CuratoreFrancesco Tedeschi
Generiarte contemporanea, collettiva
Spazio espositivoMUSEO DEL NOVECENTO
IndirizzoVia Marconi, 1 - Milano - Lombardia
EditoreELECTA
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Stefano Castelli
Stefano Castelli (Milano, 1979) è giornalista, critico d'arte e curatore. Si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli studi di Milano con una tesi di filosofia politica su Andy Warhol come critico sociale. Ha vinto nel 2007 il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli con un saggio su "Scatologicità e Pop Art in Bruce Nauman". Come giornalista scrive per Artribune, dal 2011, e Arte Mondadori, dal 2007. Come curatore è impegnato nella scoperta di giovani artisti e ha curato una trentina di mostre tra gallerie e musei. Come critico ha scritto tra l'altro per la mostra Big Bang, Museo Bilotti, Roma, 2008. Il suo taglio critico è orientato a una lettura politico-sociale dell'arte e a una lettura dell'estetica come fenomeno non disgiungibile dall'etica.