L’ultima opera di Pawel Althamer? Una serie di sculture religiose in mostra a Manila

Il più famoso artista polacco, Pawel Althamer, espone a Manila una serie di opere a carattere religioso realizzate durante una residenza nelle Filippine.

Pawel Althamer, Nazareno: Quiapo Constellations, Bellas Artes Projects, Manila 2017
Pawel Althamer, Nazareno: Quiapo Constellations, Bellas Artes Projects, Manila 2017

L’arte come fenomeno sociale, come luogo attorno a cui creare comunità e costruire dei legami tra le persone, i posti, i ricordi, le tradizioni. Dopo aver inaugurato circa due mesi fa una mega scultura in un parco a Sylhet, in Bangladesh, Pawel Althamer (Varsavia, 1967) guarda ancora una volta all’Oriente per la sua ultima opera. Al centro della sua ricerca stavolta c’è la processione del Nazareno Nero, una cerimonia religiosa famosissima in Asia. L’artista polacco, invitato nelle Filippine insieme alla sua compagna Julia Petelska per una residenza promossa da Bellas Artes Projects, associazione no-profit che si occupa della promozione dell’arte contemporanea nel paese e che invita artisti internazionali a soggiornare per un periodo nelle Filippine, è rimasto colpito dalla tradizionale funzione religiosa che si svolge ogni anno il 9 gennaio a Quiapo, quartiere popoloso e multietnico alla periferia di Manila. Un rito antichissimo a cui prendono parte ogni anno milioni di persone e che ruota attorno ad una scultura di legno nero di Gesù crocifisso sopravvissuta prodigiosamente ad un incendio in Messico e importata nelle Filippine nel 1606. La leggenda racconta che chi tocca il Nazareno Nero a piedi nudi riceve un miracolo. Una processione che unisce sacro e profano e che è giustamente considerata una delle manifestazioni religiose più intense del mondo.

L’ARTE COME ESPERIENZA SPIRITUALE

La scelta di invitare Althamer a trascorrere un periodo a Manila e ad elaborare un progetto ispirato dalla processione del Nazareno Nero non è stata affatto casuale considerato il legame profondissimo che la Polonia ha con la religione cattolica e l’interesse dell’artista per le modalità in cui le persone sono coinvolte dai riti sacri. Althamer ha percorso l’intera processione del Nazareno realizzando dei calchi in gesso da varie parti del corpo di alcuni devoti, in particolare i piedi, le mani e i volti. Tutti i pezzi raccolti durante la funzione religiosa sono stati rielaborati dall’artista e ricomposti in una serie di grandi sculture. Introdursi in un territorio, esplorarlo, mescolandosi alle persone del posto è una pratica coerente con la poetica di Althamer, da sempre interessata agli elementi primordiali e archetipici.

IL RITORNO A MANILA

Ad un anno di distanza dalla residenza Pawel Althamer torna a Manila per esporre il frutto della sua ricerca nelle Filippine nella mostra Nazareno: Quiapo Constellation presso lo spazio espositivo di Bellas Artes Project. La mostra si apre con una grande scultura di legno scuro che ricorda la croce del Nazareno Nero. Intorno sono collocati i calchi in gesso dei piedi, delle mani e dei volti dei devoti tutti protesi in un supremo atto devozionale. Sono persone comuni, di estrazione sociale differenti, che vivono l’esperienza religiosa con enfasi e trasporto emotivo. L’artista polacco ha dato vita ad un nuovo rituale in cui l’opera d’arte è vista come mezzo per raggiungere un’esperienza di spiritualità profonda, autentica, quasi primitiva. Coerentemente con la sua ricerca da sempre votata a coinvolgere diverse comunità di persone attraverso la processualità del fare arte, Althamer invita i visitatori a partecipare al processo creativo e a prendere parte al rituale della mostra. Per tutto il tempo della mostra nuovi calchi saranno realizzati con parti del corpo dei visitatori che si uniranno alle sculture già esistenti per dar vita ad un’opera d’arte collettiva e monumentale.

– Mariacristina Ferraioli

Nazareno: Quiapo Constellation
28 marzo – 28 giugno 2017
Outpost Bellas Artes
2 ° piano, Edificio C Karrivin Plaza,
2316 Chino Roces Ave, Makati, Metro Manila

http://bellasartesprojects.org/

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.