Impresa e cultura: binomio vincente per Elica, conosciuta nel mondo per le sue cappe gioiello. In occasione dei 10 anni di vita della Fondazione Ermanno Casoli, con cui l’azienda gestisce progetti d’arte contemporanea, arrivano un po’ di novità.

Sono dieci anni ormai che Elica, azienda leader mondiale nella produzione di cappe design per uso domestico, utilizza l’arte contemporanea come strumento per la creazione di valore aggiunto. Non semplici operazioni di branding, non tradizionali sponsorizzazioni e neanche mecenatismo puro. Il tema qui è la formazione, il pensiero da nutrire, le idee da far girare in una certa direzione, la qualità della vita da migliorare: l’ambiente lavorativo – tra operai e dirigenti – diventa laboratorio, occasione per sperimentare visioni differenti. E si discute di creatività, d’innovazione, di sfide, di bellezza e di ricerca: dall’arte all’impresa, dal design al mercato, in un’unica impostazione mentale.
E così cambia il modo di intendere il lavoro stesso, le relazioni, i linguaggi, l’investimento intellettuale ed emotivo. Il tutto in sintonia con metodologie di gestione all’avanguardia, in cui a contare sono i contenuti, le persone, la natura dei successi e la causa degli intoppi, prima delle fredde statistiche. Management intelligente e accountability pensante, tra nuovo umanesimo e ricerca dell’eccellenza, in un’ottica di competizione globale.

FARE ARTE (IN AZIENDA) CONVIENE

A beneficiarne è il prodotto, naturalmente. E il fatturato, che cresce in Italia e tra i mercati esteri. E anche l’immagine del brand, come diretta conseguenza. Dieci anni dunque, in cui la Fondazione Ermanno Casoli (FEC) – nata nel 2007 a Fabriano in memoria del fondatore di Elica, padre dell’attuale Presidente del Gruppo, Francesco Casoli – sostiene produzioni di artisti delle ultime generazioni, per gli spazi di Elica ma anche per altre grosse aziende del territorio marchigiano, promuovendo un format culturale e didattico: laboratori creativi con i dipendenti (e con i loro bambini), installazioni site specific, intersezioni virtuose tra il cuore umano e culturale di una fabbrica, il lavoro dei formatori e l’immaginazione degli artisti stessi.
L’obiettivo principale della Fondazione”, ci dice Casoli, “è la contaminazione tra arte e impresa. Siamo convinti che l’arte intesa come forma di creatività produca innovazione e in Elica, grazie ai progetti realizzati dalla Fondazione che hanno coinvolto centinaia di nostri dipendenti, ne abbiamo potuto toccare con mano i risultati”. Ed è su questa via che si procede, continuando a progettare, a offrire nuove prospettive per chi lavora e qualità sempre maggiore per chi sceglie i prodotti Elica. Qualità che è anche, idealmente, il frutto di ciò che si respira in azienda.

Francesco Casoli, Presidente del Gruppo Elica
Francesco Casoli, Presidente del Gruppo Elica

Stiamo pianificando diversi appuntamenti in Elica per il 2017”, spiega Deborah Carè, direttrice della FEC. “In particolare, nella prima settimana di settembre, oltre cento bambini, figli dei dipendenti di Elica e non solo, verranno coinvolti in un’edizione molto speciale di E-straordinario for kids. Proprio in questi giorni si sta decidendo l’artista da coinvolgere”. E ancora parlando di futuro, è Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione, ad annunciare qualche dettaglio: “Abbiamo in programma a fine maggio un appuntamento di E-straordinario con gli studenti del Master in Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali della Business School del Sole24Ore, presso l’HangarBicocca di Milano, con l’artista Francesca Grilli. Parallelamente stiamo anche lavorando all’organizzazione della XVII edizione del Premio Ermanno Casoli. E il nome dell’artista è ancora in ballo.

Deborah Carè, direttore FEC, Sissi e Marcello Smarrelli – foto Ela Bialkowska, Okno Studio
Deborah Carè, direttore FEC, Sissi e Marcello Smarrelli – foto Ela Bialkowska, Okno Studio

10 ARTISTI INTERPRETANO IL NUMERO 10

Per festeggiare questo primo traguardo la Fondazione si rifà il look, rinnovando la sua identità visiva. Nasce un nuovo sito web, sviluppato da Walter Santomauro, nel segno della massima semplicità: navigazione intuitiva, struttura grafica ridotta al minimo, poche sezioni dislocate sulla pagina bianca in modo razionale. Stesso principio per il nuovo logo, un monogramma che gioca con le tre lettere del nome – FEC – combinate con una minima variazione dinamica, una sopra e due sotto. Una triangolazione minimale ma non statica, in linea con il trend del momento: il buon vecchio “less is more” torna a orientare i progetti grafici online.
In cantiere anche una pubblicazione, affidata ad Egea Editore, la casa editrice della Bocconi: un libro che parla di arte, ma dal punto di vista dell’economia. Per raccontare il senso di questi primi 10 anni di scommesse e di traguardi.

10x10 Fec, Francesca Grilli, 2017
10×10 Fec, Francesca Grilli, 2017

E non potevano mancare gli artisti per i festeggiamenti. Smarrelli ha interpellato 10 nomi, fra i tanti che hanno collaborato con la Fondazione, chiedendo loro di interpretare il numero 10. Quanti sono gli anni di vita dell’istituzione. Ogni dieci giorni sulla homepage del sito viene presentata un’immagine elaborata da Francesco Arena, Francesco Barocco, Chiara Camoni, Danilo Correale, Ettore Favini, Anna Franceschini, Francesca Grilli, Diego Marcon, Andrea Mastrovito, Sissi. Un album da sfogliare nel tempo, scoprendo la cifra di ricerche tutte diverse: dalla freddezza pop del segnale cromatico-catodico di Favini, alla tenerezza familiare dello scatto di Arena, che ancora una volta esplora ordini di grandezze misurando corpi, passioni; dalla raffinatezza del disegno di Barocco, che contamina con segni contemporanei un’evocazione storica in punta di grafite, all’ironia performativa e viscerale di Sissi. Fino allo scatto di Francesca Grilli, rubato in una sala giochi e intitolato Wheel of Fortune. Il primo della serie a essere lanciato. E il messaggio è chiaro: che la ruota della fortuna giri, per Elica e la Fondazione Casoli, nei prossimi dieci anni e in quelli a venire. Con l’arte e il lavoro a costruire comunità e a raccontarne le strategie, i destini.

 Helga Marsala

www.fondazionecasoli.org
http://elica.com

 

 

 

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.