Al via Studi Festival 2017. Terza edizione della mostra diffusa di arte contemporanea a Milano

5 giorni di festival, 65 mostre in studi d’artista aperti pubblicamente, 20 eventi collaterali in artists run spaces e luoghi speciali aperti per l’occasione. 600 artisti coinvolti: ecco tutti i numeri della manifestazione milanese.

Studi Festival, Milano 2016 - Casa studio di Serena Vestrucci e Francesco Maluta
Studi Festival, Milano 2016 - Casa studio di Serena Vestrucci e Francesco Maluta

 

Difficile farne la sintesi, se non cominciando dai numeri che, nella loro concretezza, rendono subito l’idea della portata. 5 giorni di festival, 65 mostre in studi d’artista aperti pubblicamente, 17 fra proposte in spazi istituzionali e non profit. 20 eventi collaterali in artists run spaces e luoghi speciali aperti per l’occasione. 600 artisti coinvolti. Ma di cosa parliamo? Di Studi Festival, a Milano, dal 14 al 18 marzo. Si tratta di una estesa mobilitazione dal basso degli artisti che lavorano stabilmente a Milano che gratuitamente e generosamente invitano altri artisti, anche dall’estero, nei loro studi “riordinati” per l’occasione, con produzioni di mostre aperte al pubblico. Si tratta di una grande kermesse espositiva diffusa, nata dal tamtam spontaneo fra gli artisti, totalmente gratuita e indipendente (se non per partner tecnici), che offre il punto della situazione della produzione artistica pulsante di Milano e oltre.

NO PROFIT E INDIPENDENTE

Non c’è istituzione, non c’è sponsor, non c’è budget. Ci sono gli spazi di lavoro intimi, che per qualche giorno si prestano alle sperimentazioni, giochi, test di idee e innovazione e il senso di partecipazione, dinamismo che caratterizza Milano in questa sua provvidenziale stagione di trasformazione. L’idea è nata nel 2014 da quattro artisti, diversi per generazione e produzione, quali Premiata Ditta, alias Anna Stuart Tovini e Vincenzo Chiarandà, Claudio Corfone e Rebecca Moccia. L’evento si svolge a distanza di altri momenti che attivano il mondo dell’arte in città, proprio per segnarne la propria caratteristica. Studi è cresciuto moltissimo dalle prime edizioni, e se in principio coinvolgeva solo giovanissimi, fra l’altro in assoluta sintonia sia che uscissero dall’Accademia di Brera che dalla NABA (le scuole per antonomasia in città), oggi vanta la presenza di artisti maturi e conosciuti in un dialogo infra-generazionale virtuoso.

IL PROGRAMMA

Per tutti i 5 giorni comunque gli studi sono visitabili dalle 14.00 alle 17.00. La città si ridefinisce sotto una nuova chiave di lettura, restituendo le zone di “addensamento culturale”, che generalmente sono nelle periferie. Si faranno scoperte incredibili di spazi e cortili, di urbanità celata e intima, dove la riqualificazione è attuale attraverso le mani di chi lavora in quei luoghi. Pratiche differenti sullo stesso palcoscenico e occasioni di visibilità potenziate nella rete dei luoghi messi a disposizione.
Difficile restituire una sintesi di una programmazione molto ricca e articolata. Tra le iniziative Keep calm say foam, nello Studio di Pozzi, Mariotti, Scialpi, Ventola, Resce; oppure Extradelicato nello studio di Claudio Corfone, dove saranno ospiti artisti dall’estero; Gattabuia al Serio Collective; Dimora Artica con l’evento Il diavolo non ama le noci. Partecipazioni inedite come Spazio Erratum dove Sergio Armaroli e Steve Piccolo lanceranno un uovo spazio dedicato al suono, alla poesia e all’arte concettuale. Anche l’associazione Non Riservato con Traceurs, dove nomi del calibro di Claudia Losi, Bianco Valente, Sabrina Mezzaqui fra altri portano una riflessione sul tema della città. Non mancano eventi effimeri e performativi come la collaborazione fra DITTO e Gioconda Radio Sono contento che tu sia lì, o l’intervento di Michele Argnani dal fioraio storico Fumagalli & Ronchi di Porta Venezia (fake japanese garden). Anche momenti di sintesi storica come la mostra Spunti per anni ’80 allo Studio Alberto Aperto, che ripercorre le tematiche neoespressioniste dominanti in quegli anni.  Tutto gestito e promosso dagli artisti, grazie al loro spirito di iniziativa e collaborazione, per rendere la produzione accessibile, tangibile, forse materica e impolverata, meno rigorosa del display, ma autentica.

Neve Mazzoleni

http://www.studifestival.it/

crowdfunding: http://www.weartproject.com/project/it/467973

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Neve Mazzoleni
Neve Mazzoleni ha una laurea in Lettere Moderne - Storia e Critica delle Arti conseguita all'Università degli Studi di Milano, un master in Management of Art and Culture della Trentino School of Management e un master in Social Innovation, Social Business & Project Innovation (MES) di ASVI Social change. Dal 2006 lavora per UniCredit come art manager e curatrice della collezione corporate. Scrive per il Giornale delle Fondazioni, Arte&Impresa, CheFare. Ha scritto per Fizz, Tafter e Doppiozero. È iscritta alla seconda laurea in Filosofia all'Università degli Studi di Milano.