Il palco come piattaforma sociale. A Milano

Sabato 9 e domenica 10 aprile, in chiusura della settimana dell’arte milanese, il Teatro Continuo ha ospitato “Stage as a social platform”. Collocato sull’asse ideale che, attraversando il Parco, collega piazza Duomo con corso Sempione, il Teatro Continuo si è trasformato in un cannocchiale prospettico tra la Torre del Filarete del Castello Sforzesco, da un lato, e l’Arco della Pace dall’altro.

Jérôme Bel, Compagnia Compagnia - photo Paolo Sacchi
Jérôme Bel, Compagnia Compagnia - photo Paolo Sacchi

TEATRO CONTINUO, IERI E OGGI
Stage as a social platform è un progetto che nasce nell’ambito di nctm Studio Legale, mecenati a supporto all’arte contemporanea, milanese e non, guidati dalla curatela di Gabi Scardi. Un processo di avvicinamento a determinate emergenze e fatalità contemporanee, che nel 2015 ha supportato il ripristino del Teatro Continuo di Alberto Burri.
Proprio sulla piattaforma radicale, inaugurata nel 1973 da Alberto Burri, in occasione della XV Triennale di Milano, la macchina scenica sempre aperta al pubblico si è nuovamente messa in moto durante la XXI Triennale di Milano, collegandosi alla settimana di Miart 2016.
Con la curatela di Simone Frangi e Tommaso Sacchi, senza dimenticare l’assistenza di Giovanna Manzotti, gli artisti invitati hanno ripristinato la continuità del luogo attraverso un flusso di attività performatrici. Quattro diversi approcci vòlti a condividere un sapere collettivo dell’esibizione, determinando un rinnovato contesto civico dello spazio urbano.

Luigi Coppola, Continuum - photo Paolo Sacchi
Luigi Coppola, Continuum – photo Paolo Sacchi

BLAKE E COPPOLA
Sabato 9 aprile si è esibito Alexis Blake con We Will Not Be Moved e un’ora e mezza dopo Luigi Coppola, con Continuum. Grazie a un workshop di produzione partecipativa, composto da un gruppo di donne migranti e danzatrici professioniste, Blake ha prodotto una performance in grado di fornire una nuova narrazione del tessuto sociale femminile milanese. Mentre Luigi Coppola ha operato una riconnessione, a livello di immaginario e in forma rituale, dell’oscurantismo spaziale e temporale nel quale Teatro Continuo è scomparso dalla storia locale, fra il 1989 e il 2015.

Jérôme Bel, Compagnia Compagnia - photo Paolo Sacchi
Jérôme Bel, Compagnia Compagnia – photo Paolo Sacchi

BEL E NYAMPETA
Domenica 10, invece, dopo il talk che ha riunito Jérôme Bel, Alexis Blake, Luigi Coppola e Christian Nyampeta, moderati da Simone Frangi, Tommaso Sacchi e Gabi Scardi presso Teatro Agorà, alla Triennale di Milano si sono tenute le ultime due performance. Il cerchio magico creato da Jérôme Bel ha presentato Compagnie, Compagnie, danza generata da un gruppo misto di performer professionisti e non professionisti, che nel corso di un esercizio guidato e dal protocollo rigido hanno testimoniano la presenza del performativo nelle attitudini quotidiane, In chiusura, Christian Nyampeta ha messo in scena The Lives of Ideas, durante la quale la piattaforma di cemento di Burri è stata luogo di produzione teorica collettiva.

Ginevra Bria

www.nctm.it

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.

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