Rupe Tarpea tra leggenda e futuro, il progetto di restauro del Colle Capitolino promosso da Gucci

La maison fiorentina, che di recente ha presentato la collezione Cruise 2020 all’interno dei Musei Capitolini, promuove in collaborazione con la Sovrintendenza di Roma il restauro e il progetto di valorizzazione del Giardino Belvedere della Villa Tarpea, per un investimento pari a 1,6 milioni di euro

Rupe Tarpea, Roma
Rupe Tarpea, Roma

Conclusasi da pochi giorni la sfilata della collezione Cruise 2020 ai Musei Capitolini di Roma – di cui Clara Tosi Pamphili vi ha raccontato in questo articolo –, Gucci continua a consolidare il suo rapporto con la Città Eterna annunciando Rupe Tarpea, tra leggenda e futuro, progetto promosso da Roma Capitale e in partnership tra la Sovraintendenza Capitolina ai Beni Culturali per il restauro e il recupero del Giardino Belvedere della Villa Tarpea e del sistema paesaggistico delle aree verdi ubicate sulle coste tufacee del Colle Capitolino. Un impegno, quello assunto dalla maison fiorentina, che prevede un investimento pari a 1,6 milioni di euro, da erogare nell’arco di due anni: la conclusione dei lavori è infatti prevista nel 2021, anno in cui decorre il centesimo anniversario dalla nascita della casa di moda a Firenze.

Line Up by Dan Lecca, Gucci Cruise Show 2020
Line Up by Dan Lecca, Gucci Cruise Show 2020

LA RUPE TARPEA E GUCCI

Le prime anticipazioni sul progetto di restauro della Rupe Tarpea promosso da Gucci sono state rivelate lo scorso marzo, quando la maison creativamente diretta da Alessandro Michele ha annunciato di avere scelto i Musei Capitolini come passerella d’eccezione per presentare la collezione Cruise 2020. In quella occasione, Gucci ha sottolineato che avrebbe contribuito al progetto di recupero della Rupe Tarpea, la parete rocciosa posta sul lato sud del Campidoglio, dalla quale – secondo la tradizione – fino al I secolo d.C. venivano gettati nel sottostante Foro Romano i traditori della Patria condannati a morte, che in questo modo venivano simbolicamente espulsi dall’Urbe. Un impegno, questo, che Gucci si assume per promuovere e valorizzare uno dei complessi museali più antichi al mondo: risale infatti al 1471, a opera di papa Sisto IV, la nascita della prima raccolta pubblica di opere antiche, che comprende i celebri bronzi raffiguranti la Lupa Capitolina, lo Spinario, il Camillo e anche i frammenti del colosso di Costantino. “La Rupe Tarpea è uno dei luoghi legati alla nascita e alle fasi più antiche della storia di Roma”, spiega il Prof. Claudio Parisi Presicce, Direttore dei Musei Capitolini. “Il suo recupero e in generale la valorizzazione di tutte le pendici del colle capitolino, che saranno realizzati grazie allo straordinario contributo di Gucci, accresceranno la conoscenza di questo grande monumento e ne permetteranno finalmente una completa fruizione”. Sottolinea l’importanza del progetto anche Maria Vittoria Marini Clarelli, Sovrintendente Capitolina: “la valorizzazione del Colle Capitolino, grazie a Gucci, renderà completamente fruibile e accessibile il luogo dove si concentrano tutte le fasi della storia della nostra città. Un recupero che permetterà ai cittadini e ai turisti di godere anche delle straordinarie suggestioni delle vedute panoramiche dall’alto della collina”.

IL PROGETTO “RUPE TARPEA, TRA LEGGENDA E FUTURO”

Il progetto di restauro sostenuto da Gucci “prevede la manutenzione conservativa dei giardini esistenti – da molti anni ormai chiusi al pubblico – articolati fra i vari livelli dei terrazzamenti della Rupe Capitolina, la valorizzazione delle aree verdi delle pendici del Colle, il recupero di alcuni affacci panoramici ora inagibili o nascosti dalla vegetazione e, in generale, la piena accessibilità e fruibilità della rocca”, si legge nella nota stampa ufficiale. Un intervento che quindi mira a recuperare un bene naturale e paesaggistico, in linea con i progetti già sostenuti da Gucci negli ultimi anni, come il restauro e la valorizzazione del patrimonio botanico del Giardino di Boboli a Firenze e le collaborazioni con i parchi archeologici di Pompei, Ercolano e Selinunte. “Poter dare un contributo di civiltà alla Città Eterna, alla città che ha dato i natali al nostro Direttore Creativo e che ospita il nostro ufficio stile è per me un onore immenso”, ha dichiarato Marco Bizzarri, boss di Gucci. “Il dialogo costante che c’è tra l’antico e Alessandro è il quotidiano, la contemporaneità di Gucci. Contribuire al recupero della Rupe Tarpea e alla sua restituzione ai Romani, oltre che ai visitatori come me, è per tutta la Gucci, e ovviamente anche per me, una gioia infinita”.

– Desirée Maida

www.gucci.com
www.museicapitolini.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.