Ancora un furto d’arte in Francia. Rubata la copertina del “Libro dell’Apocalisse” di Dalì: 150 chili tra bronzo, oro, pietre preziose
Il monumentale volume fu commissionato nel 1958 dall’editore Joseph Forêt, con il coinvolgimento di 7 grandi scrittori dell’epoca e altrettanti grandi artisti. Salvador Dalì ne ideò la preziosa copertina, trafugata del Centro d’Arte Contemporanea di Issoire nella notte tra il 4 e il 5 ottobre
Fu l’editore d’arte Joseph Forêt, nel 1958, a radunare 14 tra i più grandi pittori e scrittori (7+7) del Novecento per realizzare un’edizione d’artista del Libro dell’Apocalisse, volume illustrato su grandi fogli di pergamena, ispirato al testo di San Giovanni.
La storia del “Libro dell’Apocalisse”: oltre 200 chili con la preziosa copertina di Salvador Dalì
All’impresa parteciparono gli scrittori Jean Cocteau, Jean Rostand, Daniel-Rops, Jean Guitton, Emil Cioran, Jean Giono e Ernst Jünger e gli artisti Georges Mathieu, Bernard Buffet, Leonor Fini, Léonard Foujita, Pierre-Yves Trémois, Ossip Zadkine e Salvador Dalì, ciascuno con tre opere. Dalì realizzò anche la copertina in bronzo, ornata d’oro, pietre preziose e conchiglie, che suggellava l’opera monumentale (210 chili il suo peso: solo la copertina ne pesa 150).
Per circa un decennio, nel corso degli Anni Sessanta, il volume fu protagonista di molte mostre – oltre 150 – in giro per il mondo. Poi, dopo il 1972, se ne persero le tracce per un breve periodo, fino alla sua ricomparsa sul mercato svizzero e all’acquisto da parte di collezionisti giapponesi. Nel 2003, l’opera fu acquistata – a quanto sembra per la cifra record di 2 milioni di franchi, oltre 300mila euro – da Christian Karoutzos, amministratore delegato di un’azienda di restauro di opere d’arte con sede a Issoire (nella regione francese dell’Alvernia Rodano-Alpi).
Rubata la copertina del “Libro dell’Apocalisse”: il furto a Issoire
E dal Centro d’Arte Contemporanea di Issoire, museo privato che fa capo a Karoutzos, la preziosa copertina realizzata da Dalì è stata trafugata nella notte tra il 4 e 5 ottobre 2026, come confermato nella giornata di lunedì dalla procura di Clermond-Ferrand, a seguito dell’indagine aperta dalla gendarmerie locale. Tra i primi a pronunciarsi sull’accaduto, il sindaco di Issoire, Bertrand Barraud, parla di “un danno inestimabile”.
Solo negli ultimi mesi Karoutzos aveva deciso di esporre il volume nel suo museo privato: “L’ho comprata per un colpo di fulmine, d’istinto, senza riflettere. Ho impiegato dieci anni a pagarla, lavorando sette giorni su sette”, raccontava alla testata Le Parisien lo scorso agosto, spiegando com’era maturata l’intenzione di condividere con il pubblico un’opera così preziosa, oltre vent’anni dopo averla acquistata. Tutt’altro tono è quelle delle dichiarazioni a caldo rilasciate dall’uomo alla stampa locale, una volta appreso del furto: “Si tratta di un’opera monumentale, magistrale, unica al mondo. Stanotte è stata assassinata la Francia, è stato assassinato il patrimonio francese“.
La collezione del Centro d’Arte Contemporanea di Issoire
Inaugurato dieci anni fa, il Centro d’Arte Contemporanea di Issoire si configura come un museo aziendale situato nel Parco Tecnologico Lavaur la Bechade, alle porte dell’abitato. La collezione comprende poco meno di 300 opere di 60 artisti, tra emergenti e nomi affermati, esposte in quattro sale distribuite su due piani, spaziando dalla pittura alla scultura, dalle installazioni video alla fotografia, ai libri d’arte. Non è ancora stato possibile accertare la dinamica del furto.
Livia Montagnoli
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