Fiumi, alluvioni e corpi d’acqua: a Cuneo artisti e scienziati si incontrano in piazza
Attraverso la Tenda Ferrino, artisti e scienziati si incontrano a Cuneo grazie a Connecting Worlds. Per riflettere sul rapporto umano-ambiente e sulla cura della risorsa acqua. Abbiamo intervistato Anna Ferrino e il curatore del progetto Andrea Lerda
Dall’8 all’11 ottobre, il centro storico di Cuneo torna ad aprirsi all’arte contemporanea per la nuova edizione diConnecting Worlds, evento organizzato dall’associazione Art.ur di Cuneo, con la collaborazione del Parco Fluviale Gesso e Stura di Cuneo. In un’epoca segnata da sconvolgimenti climatici e da una marcata disconnessione tra le attività umane e l’ecosistema, il progetto trasforma la città in un cantiere aperto di idee, cura ed empatia.
La nuova edizione di “Connecting Worlds” a Cuneo
Nel 2022 il progetto nasceva per rispondere ai danni della tempesta Alex, evento meteorologico estremo che ha colpito e devastato le valli Roya, in Francia, e Vermenagna, in Italia. Quest’anno mette al centro l’acqua in tutte le sue forme, tra risorsa da tutelare e rischio alluvionale. Le installazioni e i lavori di Suzanne Husky, Elena Mazzi, Caretto I Spagna,Francesca Grilli, Simon Faithfull, Enzo e Barbara e La Grande Acqua portano a Cuneo esempi concreti di dialogo tra uomo, ambiente e specie animali.

Ferrino e l’Associazione culturale Art.ur
A sostenere questo dialogo promosso da Associazione culturale Art.ur c’è anche la visione di realtà d’impresa del territorio come Ferrino – azienda torinese punto di riferimento dal 1870 per chi ama l’avventura, creando attrezzature outdoor innovative e performanti. Nata nel 2008 a Cuneo come collettivo transdisciplinare, Art.ur mette, invece, in relazione i linguaggi dell’arte contemporanea e dell’architettura con gli scenari della rigenerazione urbana per trasformare lo spazio pubblico in territorio d’indagine sociale. Entrambe vedono nel linguaggio artistico uno strumento fondamentale di responsabilità socio-ambientale. Per capire meglio il progetto, abbiamo intervistato Anna Ferrino (CEO Ferrino) e il curatore Andrea Lerda.

Intervista ad Anna Ferrino, CEO dell’azienda Ferrino
Ferrino è un marchio storicamente legato alla montagna, all’esplorazione e al contatto diretto con la natura. Come s’inserisce il sostegno a progetti di arte contemporanea nella visione aziendale?
Dal mio arrivo in azienda nel 2005 ho deciso che l’azienda doveva aprirsi il più possibile verso l’esterno iniziando un dialogo con il mondo dell’arte, del design e del sociale. Ovviamente deve esserci una coerenza in tutto questo per cui attiviamo collaborazioni ove ci siano punti di contatto, affinità di visione, ed un nesso con l’ambiente in cui operiamo o con il nostro know how che a volte può essere messo al servizio di alcune produzioni.
E nel caso specifico di “Connecting Worlds”?
Nel caso di Connecting Worlds, che da sempre promuove riflessioni sul rapporto tra l’essere umano e gli ecosistemi con l’obiettivo di diffondere un sentimento di responsabilità e sensibilità verso l’ambiente che ci circonda, il nesso è stato fin da subito chiarissimo. Condividiamo la stessa sensibilità e in Ferrino cerchiamo di supportare progetti che mettano queste tematiche al centro con l’obbiettivo di creare una cultura di rispetto verso l’ambiente, lavorando anche sulle giovani generazioni. Le opere degli artisti vengono presentate in una nostra grande tenda creando una originale simbiosi tra contenitore e contenuto.
Nelle opere presenti a Cuneo emerge spesso la necessità di un cambio di prospettiva: non più dominare gli elementi, ma agire in sintonia. In che modo un’azienda che produce attrezzature per vivere l’outdoor recepisce questo messaggio?
Siamo sempre stati molto attenti al rispetto verso l’ambiente e la montagna, territorio straordinario ma al tempo stesso fragile e ricco di insidie. Lo facciamo cercando fra i nostri ambassador alpinisti che sappiano affrontare le sfide con grande responsabilità, sviluppando oggetti che possano permettere agli appassionati di vivere immersi nella natura in sicurezza e cercando di affrontare queste tematiche con la finalità di sensibilizzare gli amici del nostro brand a questi valori. È evidente che l’occhio dell’artista affronta le stesse tematiche con una sensibilità e un punto di vista ancora più intrigante. Come ben sappiamo molto spesso gli artisti sono vere e proprie “sentinelle di futuro” e sanno intravedere cose prima di altri o darne una lettura originale e di grande valore. Questo ci affascina ed emoziona, e queste collaborazioni ci aiutano a condividere i nostri valori allargando la nostra comunità.
Intervista ad Andrea Lerda, curatore di “Connectiong Worlds”
Come nasce l’idea di questo progetto?
Connecting Worlds nasce nel 2022 su invito del Parco Fluviale Gesso e Stura di Cuneo. Stiamo parlando di un’area naturale di 5.500 ettari composta da ambiente naturale fluviale, planiziale e montano; un corridoio ecologico e una cerniera di collegamento fra la montagna e la pianura. Un soggetto che potremmo definire politico, ecologico e sociale di grande importanza, le cui finalità vanno dal preservare questi ecosistemi al sensibilizzare le comunità sul grande tema della relazione tra esseri umani e natura.
Poi cosa succede?
Fin da subito l’iniziativa incontra l’interesse dell’associazione Art.ur di Cuneo, che produce e organizza l’evento. La ricerca di Art.ur è da sempre volta a indagare la relazione tra creatività contemporanea, territorio e comunità, mettendo al centro il potenziale dello spazio pubblico. Il progetto ha preso forma in seguito alla tempesta Alex, un evento meteorologico estremo che ha colpito e devastato le valli Roya, in Francia, e Vermenagna, in Italia, tra il 2 e il 3 ottobre 2020. Due territori storicamente legati, sotto l’aspetto geografico e quello storico-culturale, al centro di un violento ciclone extratropicale che ha prodotto piogge alluvionali eccezionali e venti di forte intensità. Gli alvei fluviali sono stati modificati, le case, i ponti e le infrastrutture distrutte, la flora e la fauna compromesse. Diciotto persone sono morte. A partire da questo episodio, il Parco ha deciso di dare vita a un’iniziativa che avesse come obiettivo quello di sensibilizzare le persone sul tema dell’emergenza climatica in corso.

In che modo?
Questa grande emergenza che stiamo vivendo, ma che non stiamo ancora vedendo e affrontando realmente, è già tra di noi. Per questa ragione, Connecting Worlds ha scelto lo spazio pubblico come luogo nel quale incontrare le persone e attraverso il quale coinvolgerle in maniera orizzontale. Il progetto porta i linguaggi artistici e scientifici fuori dai luoghi a loro tradizionalmente deputati, per renderne accessibili i contenuti e i messaggi. L’iniziativa, che da cinque anni prende forma in Largo Audiffredi a Cuneo e presso la sede del Parco Fluviale Gesso e Stura, in concomitanza con la restituzione delle opere prodotte nell’ambito della residenza LIVING ROOM, è pensata come una forma di partecipazione collettiva che travalica i confini circoscritti del mondo dell’arte.
Dove si svolge?
Ospitata all’interno della Tenda Ferrino 1870, sceglie la ricerca artistica e quella scientifica come interlocutori privilegiati per comunicare con le persone, presentare situazioni di criticità ma, soprattutto – e come evocato dal titolo – condividere scenari di consapevolezza ecologica, empatia, adattamento e riconnessione con gli equilibri naturali. Non è un caso che questo progetto nasca grazie alla collaborazione con la storica azienda Ferrino: il concetto di alleanza, concettualmente centrale in questa iniziativa, è quello alla base di una partnership tra pubblico-privato. Una sinergia che non solo testimonia l’attenzione di Ferrino per i temi della sostenibilità, ma che dimostra come insieme possiamo dare forma al cambiamento e all’utopia realizzabile di un futuro diverso.
Cosa rappresenta per voi la Tenda Ferrino 1870?
La scelta della tenda non è un caso: questo contenitore – piuttosto singolare per un progetto di tipo artistico – è un dispositivo dal forte valore simbolico che, alla luce della crisi climatica in corso, vede aggiornate le proprie simbologie. Se da un lato può essere interpretata come una casa viaggiante, un oggetto in grado di ospitare e di riparare dagli eventi meteorologici, esempio di un modo di vivere semplice e a diretto contatto con la natura, la tenda è oggi sempre più frequentemente anche un simbolo di emergenza, il luogo della permanenza temporanea in seguito a eventi catastrofici e figura ricorrente nelle immagini che testimoniano il sempre crescente fenomeno di migrazione delle popolazioni a causa del surriscaldamento globale.

Guardando al percorso fatto fin qui, quali sono i principali obiettivi di questa quinta edizione?
La quinta edizione di Connecting Worlds prende forma attorno al concetto di Bodies of Water. Le opere di Caretto I Spagna, Enzo e Barbara, Simon Faithfull, Francesca Grilli, Suzanne Husky, La Grande Acqua ed Elena Mazzi invitano a riflettere sulla profonda relazione tra genere umano e corpi d’acqua: fiumi, sorgenti, aree umide e ogni ecosistema idrico che regola gli equilibri ecologici del pianeta Terra. Le visioni artistiche sono affiancate da approfondimenti di carattere tecnico e scientifico, mediante un approccio divulgativo, dalle voci di Laurie Debove – Giornalista specializzata in ecologia e resilienza – caporedattrice di La Relève et La Peste; Stefano Fenoglio – naturalista, biologo, e Professore Ordinario di Zoologia presso il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università degli Studi di Torino; Mirca Zotti – Professore di Micologia applicata e Responsabile del Laboratorio di Micologia e della Biobanca ColD UNIGE MIRRI-ERIC del DISTAV presso l’Università di Genova. L’acqua è presentata come interlocutore senziente ed elemento vitale, ma anche in quanto merce e corpo malato. Immagini positive e scenari inquietanti risuonano con i fatti di cronaca ecologica che si rincorrono sempre più frequenti: fusione dei ghiacciai, inondazioni, surriscaldamento dei mari, eventi alluvionali estremi e inquinamento idrico. Al tempo stesso, scenari di cura e di rigenerazione invitano a intendere il concetto di riequilibrio come un’utopia realizzabile.
Claudia Giraud
Cuneo // 8-11 ottobre
Connecting Worlds – Bodies of Water
Tenda Ferrino 1870, Largo Audiffredi, e presso l’Infopoint del Parco fluviale Gesso e Stura
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