A Udine grande mostra coi capolavori di un museo svizzero temporaneamente chiuso
Si intitola “Impressionismo e modernità” e raccoglie oltre 80 opere realizzate dai più grandi maestri tra fine ‘800 e primo‘900, la mostra con cui Casa Cavazzini di Udine accoglie le opere provenienti dal Kunst Museum di Winterthur attualmente in fase di restauro
La chiusura per restauri del Kunst Museum Winterthur in Svizzera ha consentito di presentarne la collezione a Udine in Casa Cavazzini con opere dell’Impressionismo fino alla Seconda guerra mondiale. Circostanza da cui è scaturita una mostra concepita per esplorare i mutamenti radicali dell’arte tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento, attraverso un percorso composto da ottantaquattro opere, a cura di David Schmidhauser e Vania Gransinigh.
La prima sezione della mostra a Casa Cavazzini di Udine tra Impressionismo e Postimpressionismo
Il progetto si apre con la sezione Le radici dell’innovazione dedicata rispettivamente a Impressionismo e Post-Impressionismo; ove il primo è il movimento che disattiva ogni ortodossia. Ogni forma d’arte come mimesi. Che vuole reinventare il visibile, facendo dell’apparenza una visione, per registrare le impressioni dettate dalle variazioni di luce, atmosfera, i giochi di riflessi, rifrazioni, dissolvenze, nel panorama urbano o in parchi e boschi lungo le rive del fiume. Il secondo è accomunato dalla necessità di lasciarsi alle spalle la relazione pittura-sensazione ottica per solidificare la forma e creare immagini che vadano oltre il momento, liberando il colore.

Gli artisti presentati a Udine dal Kunst Museum Winterthur in Svizzera
Fondamentale il ruolo esercitato da Van Gogh nello sviluppo dell’arte moderna che già si muove verso l’Espressionismo con il ritratto di Joseph Roulin, caratterizzato dal vigore della pennellata e dalla luminosa policromia.
In questa sezione troviamo: la scultura di Medardo Rosso con Ritratto di Henri Rouart del 1890, dall’ampio busto come se fosse scavato solo con le mani. Claude Monet, con Belle-île, Coucher du soleil, del 1886, con il suo tocco impressionista a forma di virgola, le scogliere azzannate dalla salsedine, la linea bassa dell’orizzonte. Artista il cui scopo, seppur nella persistenza delle figure, come scrive Proust nella Recherche era smaterializzare “tutto ciò che non sia colore”. Camille Pissarro, con Le Boulevard Montmartre, mardi gras, soleil couchant. Nel febbraio del 1897 Pissarro affitta una camera d’albergo sul Boulevard Montmartre. Passa l’intera giornata in questo punto di osservazione, attendendo la processione del Martedì Grasso. Strisce di carta colorata invadono la scena e si mescolano agli alberi spogli lungo il viale. Insieme ai punti neri danno l’impressione del vortice e della frenesia della festa; L’abat-jour orangé (1908) di Pierre Bonnard. L’opera riflette l’interesse dell’artista per l’interconnessione luce-colore all’interno di spazi chiusi. Il paralume arancione serve da riferimento nodale sia letterale che compositivo, proiettando una tonalità calda sulla scena e unificando gli elementi all’interno della cornice.
1 / 4
2 / 4
3 / 4
4 / 4
La sezione dedicata al cubismo a Casa Cavazzini di Udine
Il progetto curatoriale continua con Il Cubismo e la rivoluzione della forma. Il movimento, che nei primi anni del Novecento avrebbe sconvolto il linguaggio dell’arte, smantellato la prospettiva tradizionale, scomponendo la realtà in forme geometriche e sperimentando nuovi modi di rappresentare lo spazio, attira l’interesse dei collezionisti. In quest’ambito si trova Il Pierrot di Juan Gris del 1919. Il soggetto è immobile al centro del quadro. La testa, il busto, le braccia e le gambe sono configurazioni geometriche. Le forme nel dipinto si intrecciano tra loro e le zone di luce e ombra contribuiscono all’equilibrio della composizione. Partendo dal Cubismo Fernand Léger, sviluppa un proprio stile, definito Tubismo, caratterizzato da un’estrema semplificazione delle forme, come dimostra Les deux femmes et la nature morte del 1920. Artista che, con la vivacità dei colori, riesce a trasmettere una dinamica energia emotiva, mantenendo le composizioni dominate da geometrie semplici e precise, cubi e cilindri, sistemate con cura per dare l’illusione di uno spazio multidimensionale.
Mentre, nello studio per La città di Parigi, caratterizzato da una accentuata componente cromatica e geometrica, Robert Delaunay si allontana dal cubismo analitico per concentrarsi sul colore e la luce, conducendo i visitatori alla sezione successiva.
Il surrealismo nell’esposizione “Impressionismo e modernità” a Udine
Con il mistero delle immagini: il Surrealismo, l’arte si apre ai sogni, all’inconscio, al caso, alle libere associazioni. Si mina alla base il pensiero convenzionale e si sperimentano nuove forme in un mondo totalmente diverso. La Testa che guarda del 1928 di Alberto Giacometti offre due incisioni una verticale e una orizzontale dando l’idea di un volto che chi guarda deve completare. Mentre Magritte con opere come Le monde perdu del 1928, composte da immagini-parole sconvolge il linguaggio. La superficie grigia dell’opera ricorda una mappa si cui sono disegnate due forme adiacenti che riportano le frasi: “personnage perdant la mémoire” (persona che perde la memoria) e “corps de femme” (corpo di donna).

L’Astrattismo a Casa Cavazzini tra Concretismo Geometrico e libertà
La sezione dedicata all’Astrattismo è strutturata nella sua duplice versione: da un lato con il Concretismo Geometrico riscontrabile in artisti come Piet Mondrian e nel gruppo olandese De Stijl caratterizzato da una pittura in cui linea, superficie e colore sono sganciati da ogni referenzialità. Nella Composition A del1932, Mondrian utilizza griglie di linee nere e blocchi di colori primari, rosso e blu, per realizzare un equilibrio dinamico e una perfetta armonia visiva; dall’altro lato, accanto a questa razionalità percettiva, si configura l’astrazione organica più libera e poetica. Artisti come Paul Klee, Vasilij Kandinsky e Sophie Taeuber-Arp intraprendono strade del tutto personali.

La scultura nella mostra “Impressionismo e modernità” a Udine
La scultura occupa un posto di rilievo: da Auguste Rodin ad Aristide Maillol, da Constantin Brancusi fino a Hans Arp, che chiude il percorso con le sue sculture e rilievi non figurativi; per quanto la sua Human Concretion nelle forme morbide e levigate, pur rimanendo un’opera astratta tradisce una certa umanità. Come se racchiudesse emozioni non esprimibili verbalmente.
Fausto Politino
Udine // Fino al 30 agosto 2026
Impressionismo e modernità. Monet, Van Gogh, Picasso, Kandinsky, Magritte. Capolavori dal Kunst Museum di Winterthur
CASA CAVAZZINI, via Cavour 14
Scopri di più
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati