Architettura e arte contemporanea: un itinerario fra le chiese di Milano

Le chiese possono rivelarsi scrigni di tesori che non necessariamente hanno a che fare con la religione, ma con l’arte e l’architettura. Qui vi proponiamo quattro esempi, disseminati sul territorio milanese.

Proseguiamo il percorso artistico all’interno delle nostre città in tempi di pandemia. Dopo la Roma di Caravaggio, andiamo alla scoperta delle chiese di Milano caratterizzate da capolavori dell’architettura e dell’arte contemporanea.
Il gran numero di luoghi di culto (una cinquantina) del capoluogo lombardo, progettati da grandi architetti e decorati da artisti dei giorni nostri, affonda le radici soprattutto nel cardinalato del futuro Papa Paolo VI: Giovanni Battista Montini, cardinale di Milano dal 1954 al 1963, insieme all’allora presidente dell’Eni Enrico Mattei, diede vita a un Piano delle Nuove Chiese. Nella città che si sviluppava a metà degli Anni Cinquanta, l’intento era quello di diffondere la bellezza della contemporaneità attraverso i luoghi di culto, oltre alla stretta necessità di avere nuove parrocchie. Questo impulso è proseguito nel tempo con la costruzione di altri edifici sacri, fino all’anno giubilare del 2000, e, più avanti nel tempo, fino all’Expo 2015. Ecco quattro esempi, in altrettante zone della città.

Letizia Riccio

1. CHIESA DI SAN FRANCESCO D’ASSISI AL FOPPONINO

Chiesa di San Francesco d’Assisi al Fopponino. Photo via Zero.eu

In milanese, il ‘fopponino’ è un piccolo cimitero. Nel luogo dove sorge questa parrocchia (zona ovest della città, non lontano dalla Basilica di Sant’Ambrogio) era, infatti, presente uno dei cimiteri cittadini, insieme alla piccola chiesa seicentesca tuttora visitabile e adiacente alla nuova. L’edificio moderno, progettato da Gio Ponti e inaugurato nel 1964, è totalmente in cemento armato e ha una facciata staccata dal corpo della chiesa, decorata da aperture esagonali a losanga. Otto di queste losanghe lasciano la vista aperta al di là dell’edificio e riprendono le facciate a vento della tradizione romanica lombarda. All’interno, la chiesa si è arricchita nel tempo di numerose opere. Fra queste, la Pala absidale (12 metri per 8) del pittore Francesco Tabusso, realizzata nel 1975 in due parti aperte come si trattasse di un libro.

Milano
via Paolo Giovio 41
http://www.fopponino.it/

2. SANTA MARIA ANNUNCIATA IN CHIESA ROSSA

Chiesa di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa. Photo courtesy Fondazione Prada

Il primo impianto dell’edificio (zona sud di Milano) fu realizzato dall’architetto Giovanni Muzio nel 1932, ma fu modificato poi nel 1960, sempre secondo il progetto originario che non era stato portato a termine per questioni economiche. Nel ’60, alla facciata è stato aggiunto un porticato d’ingresso con quattro colonne rettangolari, concepito come luogo di sosta per i fedeli. All’interno, la pianta a croce latina a tre navate presenta una particolarità: un’installazione luminosa con tre colori, blu, rosso e giallo, ultima opera di Dan Flavin, che dal 1997 definisce le tre parti principali della chiesa, navata, transetto e abside. L’opera dona all’ambiente un’atmosfera suggestiva che richiama i tre momenti chiave della giornata, alba, giorno e tramonto. L’installazione venne portata a termine postuma grazie alla Fondazione Prada, in collaborazione con il Dia Center for the Arts di New York e il Dan Flavin Estate. A fianco del fonte battesimale è presente una statua in bronzo di San Giovannino, opera dello scultore Giacomo Manzù.

Milano
Via Neera 24
https://www.parrocchiachiesarossa.net/

3. CHIESA DI SANTA BARBARA A SAN DONATO MILANESE

Chiesa di Santa Barbara a San Donato Milanese. Photo via Tripadvisor.it

Nell’hinterland sud-est, a San Donato Milanese, è presente l’edificio sacro inaugurato nel 1955 nell’area residenziale-industriale detta Metanopoli (ora tutelata da vincoli paesaggistici della Soprintendenza per i beni ambientali), voluta dal presidente dell’Eni Enrico Mattei. Concepita dall’architetto Mario Bacciocchi, la chiesa di Santa Barbara presenta una facciata policroma a capanna che ricorda le cattedrali toscane, mentre, sulla sommità, sono issate tre guglie che richiamano il Duomo di Milano. Il portale d’ingresso in bronzo, che raffigura la vita della santa, è opera degli scultori Arnaldo e Giò Pomodoro. All’interno, il soffitto ribassato è composto da pannelli dipinti da Andrea Cascella, che raffigurano immagini paleocristiane stilizzate; mentre i bronzi della via Crucis, incastonati nelle pareti laterali, sono dello scultore Pericle Fazzini.

San Donato Milanese
Piazza Santa Barbara 1
http://www.chiesasantabarbara.it/

4. CHIESA DI SANTA MARCELLINA IN SAN GIUSEPPE ALLA CERTOSA

Chiesa di Santa Marcellina in San Giuseppe alla Certosa. Photo via SanGiovanniilBattista.it

Nel quartiere nord-ovest della Certosa si trova la chiesa concepita e terminata nel 1958 dall’architetto Mario Tedeschi e dallo scultore Carlo Ramous, autore della facciata in cemento bianco con bassorilievi che raffigurano il Crocifisso circondato dai santi. La nuova parrocchia è sorta sulle ceneri della precedente del 1924, San Giuseppe alla Certosa, demolita negli Anni Cinquanta. L’edificio è circondato da un fossato bordato di verde, forse ispirato al torrente Mussa che scorreva in questa zona, e attraversato da tre ponti che fungono da collegamento con il portico; quest’ultimo è ricavato fra l’ingresso della chiesa e la facciata esterna in cemento. La struttura è realizzata in muratura di mattoni pieni, come nella tradizione lombarda. All’interno vi sono diverse ampie vetrate dipinte a illuminare l’ambiente; fra le altre spicca quella alle spalle del presbiterio, lavorata a mano da Lindo Grassi, abile vetraio che operò anche per la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano.

Milano
Viale Espinasse 85
http://www.sangiovanniilbattista.it/wordpress/s-marcellina-e-s-giuseppe-alla-certosa/

Dati correlati
AutoriGio Ponti , Dan Flavin, Giò Pomodoro , Andrea Cascella, Pericle Fazzini, Carlo Ramous
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Letizia Riccio
Giornalista dal 1997, laureata in Lingue e letterature straniere moderne a La Sapienza di Roma, inizia a scrivere a La Repubblica nel settore della televisione e prosegue, nello stesso campo, con Il Mattino di Napoli, L'Unione Sarda e Il Giornale dello Spettacolo dell'Agis. Collabora per diversi anni con L'Agenzia di Viaggi, quotidiano per operatori del turismo, scrivendo e viaggiando in Italia ma soprattutto all'estero. Lavora per sette anni presso il Ministero della Giustizia, collaborando con l'Ufficio Stampa e curando un convegno e un progetto europei. Appassionata di arte da sempre, frequenta per tre anni la Scuola d'arte e mestieri del comune di Roma e un corso per guide turistiche organizzato dalla Regione Lazio.