Opere d’arte vandalizzate. Dalla statua di Urs Fischer a Firenze agli affreschi di Pompei

Questa mattina la colossale e dibattuta statua di Urs Fischer collocata a Piazza della Signoria a Firenze è stata imbrattata da un uomo che, fermato dai Carabinieri, ha dichiarato di essere l’autore dell’opera. Intanto un altro atto vandalico è stato registrato a Pompei, dove ignoti hanno sfregiato un affresco di una domus chiusa al pubblico

Urs Fischer Firenze Piazza Signoria Biaf Biennale Antiquariato, foto Valentina Silvestrini
Urs Fischer Firenze Piazza Signoria Biaf Biennale Antiquariato, foto Valentina Silvestrini

Se da quando è stata collocata nel cuore di Piazza della Signoria a Firenze, lo scorso settembre, è stato un susseguirsi polemiche, perplessità, critiche e dissertazioni estetiche, quello che è accaduto oggi a Big Clay #4 – la colossale statua realizzata da Urs Fischer per il capoluogo toscano, si aggiunge alla controversa e lunga querelle che ha coinvolto l’opera negli ultimi mesi. Sulla statua considerata da molti “troppo grande” o “troppo contemporanea” per la rinascimentale Piazza della Signoria, questa mattina un uomo ha disegnato un ovale di 140×80 centimetri con una bomboletta spray di colore arancione. Il motivo? “Volevo migliorarla”, avrebbe dichiarato l’autore dello sfregio.

Urs Fischer Firenze Piazza Signoria Biaf Biennale Antiquariato, foto Valentina Silvestrini
Urs Fischer Firenze Piazza Signoria Biaf Biennale Antiquariato, foto Valentina Silvestrini

L’EPOPEA DELLA STATUA DI URS FISCHER: DALLE POLEMICHE ALLO SFREGIO

Presentata in occasione della XXX Biennale Internazionale d’Antiquariato di Firenze e di InFlorence, il progetto ideato nel 2015 da Fabrizio Moretti e Sergio Risaliti che porta in città i grandi nomi dell’arte contemporanea per mostre-evento in Piazza della Signoria, Big Clay #4 di Urs Fischer (Zurigo, 1973), è una scultura metallica di 12 metri di altezza che oggi, però, si ritrova ad avere una grande macchia arancione sulla sua superficie. Su un fianco della colossale opera realizzata dall’artista svizzero, questa mattina un uomo ha spruzzato del colore arancione, sfregiando così la scultura. Immediato l’intervento dei vigili urbani, che lo hanno bloccato, individuato, multato e denunciato per imbrattamento e danneggiamento. Si tratta di un cinquantenne originario della Repubblica Ceca, residente a Firenze e, a quanto pare, per niente pentito del gesto commesso: anzi, quando gli agenti l’hanno fermato, si è spacciato per Urs Fischer, per poi dire di essere stato incaricato dallo scultore svizzero di effettuare questa sorta di “provocazione d’artista”.  Adesso però lo “pseudo- Fischer” rischia di dover pagare fino a 3mila euro di multa e anche l’arresto. Ma non è la prima volta che l’uomo si fa notare per gesti del genere: nel 2015, infatti, si denudò in Piazza della Signoria, finendo denunciato per atti osceni in luogo pubblico.

Affresco con Bacco e Arianna, Regio IX, insula 5, 14-16 - Pompei
Affresco con Bacco e Arianna, Regio IX, insula 5, 14-16 – Pompei

L’AFFRESCO SFREGIATO A POMPEI

Purtroppo quello di Firenze non è l’unico episodio di vandalismo su opere d’arte registrato in questi giorni. Da Pompei giunge la notizia di uno sfregio, per mano di ignoti, arrecato a un affresco all’interno di una domus chiusa al pubblico. L’affresco in questione rappresenta una scena che vede protagonisti Bacco e Arianna, e si trova nella Regio IX, insula 5, 14-16. Il direttore del Parco archeologico di Pompei Massimo Osanna, ha presentato denuncia ai Carabinieri per atti vandalici. “Un custode ha segnalato alla direzione un atto vandalico in una domus chiusa al pubblico. A seguito di un immediato sopralluogo dei tecnici del parco archeologico, è stato rinvenuto il danneggiamento di una porzione di circa 10 centimetri di un quadretto raffigurante Bacco e Arianna”, ha dichiarato Osanna. “La responsabile degli Scavi, Grete Stefani, ha subito presentato denuncia  presso la Stazione dei Carabinieri interna agli Scavi. La direzione ha successivamente  mobilitato i propri restauratori per avviare le procedure di recupero e restauro. Mi auguro”, conclude il direttore, “che vengano presto identificati i responsabili, chi compie questi atti ferisce l’Italia e il suo patrimonio culturale”.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.