Piazza Signoria nel segno di Urs Fischer: a Firenze esposte tre opere dell’artista svizzero

Presentate in occasione della XXX Biennale Internazionale d’Antiquariato di Firenze, la colossale Big Clay #4 in metallo e la coppia di sculture in cera che raffigurano Francesco Bonami e Fabrizio Moretti ridefiniscono temporaneamente l’aspetto della storica piazza.

Urs Fischer Firenze Piazza Signoria Biaf Biennale Antiquariato, foto Valentina Silvestrini
Urs Fischer Firenze Piazza Signoria Biaf Biennale Antiquariato, foto Valentina Silvestrini

È solo “apparentemente monumentaleBig Clay #4, l’opera di Urs Fischer (Zurigo, 1973) che fino al 21 gennaio prossimo solleciterà inevitabilmente l’attenzione di quanti attraverseranno piazza della Signoria. Questo spazio pubblico è stato scelto, per la seconda volta, come cornice di “In Florence”, l’evento di arte contemporanea ideato da Fabrizio Moretti e Sergio Risaliti per BIAF. Ad associare alla scultura questa definizione è stato Francesco Bonami, curatore del progetto espositivo e “co-protagonista” dello stesso. Oltre alla scultura metallica di quasi 12 metri di altezza, da lui stesso presentata come “un monumento alla semplicità e alla primordialità del gesto umano che plasma la materia. Uno sguardo più approfondito della superficie di alluminio consente di scoprire le impronte digitali delle dita dell’artista”, l’operazione firmata Fischer si lega all’identità della città attraverso i 2 Tuscan Men.

SULL’ARENGARIO DUE SCULTURE-CANDELE ANTROPOMORFE

Spostandosi dal centro della piazza, dove è stata collocata Big Clay #4, all’Arengario di Palazzo Vecchio, lo sguardo incontra infatti le “sculture-candele” Francesco e Fabrizio. Tra le riproduzioni del David di Michelangelo e di Giuditta e Oloferne di Donatello, dove avevano già operato Jeff Koons e Jan Fabre, Urs Fischer ha posizionato le figure, modellate con la cera, del curatore Bonami e del segretario generale Biaf Moretti. Accese dal Sindaco Nardella, le due opere si consumeranno a poco a poco, offrendo una testimonianza della “finitezza umana e della durevolezza dell’arte”.

IL PRECENDENTE ALLA BIENNALE

Come noto, l’artista svizzero aveva fatto sciogliere una copia in cera del Ratto della Sabina di Giambologna durante la Biennale di Venezia del 2011. Sei anni dopo, tre suoi lavori si uniscono, seppur temporaneamente, al patrimonio scultoreo della piazza fiorentina. Proprio nella Loggia dei Lanzi, dal 1583, è esposto il capolavoro di Giambologna al quale Fischer si era ispirato per l’intervento veneziano; di recente l’opera è finita al centro di una denuncia – proposta lanciata dal direttore degli Uffizi Eike Schmidt. L’organizzazione di Big Clay #4 e 2 Tuscan Men è stata curata dall’Associazione Mus.e che ha anche prodotto il video del complesso allestimento.

 

Valentina Silvestrini
Urs Fischer InFlorence / dal 22 settembre 2017 al 21 gennaio 2018
A cura di Francesco Bonami
Piazza della Signoria, Firenze

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Valentina Silvestrini
Architetto con specializzazione in allestimento e museografia, si è formata presso l’Università La Sapienza e la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia". Ha intrapreso il proprio percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi.​ ​È stata assistente alla progettazione di mostre presso lo studio “Il Laboratorio srl” (Roma, 2004/2007); ha svolto un internship all’ufficio Eventi Speciali di Pitti Immagine srl (Firenze, 2008). All’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero (Roma, 2008/2010) ha ricoperto il ruolo di assistente alla progettazione di layout espositivi e alla direzione lavori, recandosi in centri espositivi ​in Giappone, Russia e Germania. ​Ha curato il coordinamento eventi e ​la​​​ comunicazione​ della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura (Perugia, 2011)​.​ ​​​​​Ha scritto e scrive per ​Abitare, ​abitare.it, ​domusweb.it, ​Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa e Cosebelle Magazine, di cui è caporedattrice design.​ ​Dal 2012 collabora con Artribune​.​