In mostra ad Amsterdam l’opera di Charlotte Salomon, morta ad Auschwitz a soli 26 anni

Il prossimo ottobre sarà presentata per la prima volta ad Amsterdam l’intero corpus di opere di Charlotte Salomon, pittrice tedesca di origine ebraiche, morta nel campo di concentramento di Auschwitz a soli 26 anni. Nonostante la giovane età l’artista ha dipinto oltre 800 opere sospese tra autobiografia e finzione…

Charlotte Salomon

Nonostante sia morta a soli 26 anni nel campo di concentramento di Auschwitz, la pittrice tedesca di origine ebraiche Charlotte Salomon (Berlino, 1917 – Auschwitz, 1943) ha lasciato un’enorme quantità di dipinti e disegni. Un corpus di circa 800 opere che sarà esposto per la prima volta al Museo di Storia ebraica di Amsterdam il prossimo ottobre.

REALTÀ O FINZIONE?

Le tante opere in mostra comprendono anche la serie autobiografica di dipinti Leben? Oder Theatre? (Vita? o Teatro?), una sorta di diario pittorico attraverso il quale la Salomon racconta la sua vita durante la guerra. Il corpus comprende 769 opere realizzate tra il 1941 e il 1943 nel sud della Francia, mentre la Salomon si nascondeva dai nazisti. Nell’ottobre del 1943 fu catturata e deportata ad Auschwitz dove lei e il figlio che portava in grembo morirono in una camera a gas pochi giorni dopo l’arrivo. Nel 2015, l’editore francese Le Tripode ha pubblicato un libro contenente una riproduzione completa di “Leben? Oder Theatre?”, compreso una lettera di 35 pagine in cui la Salomon confessa l’avvelenamento di suo nonno. Indirizzata al suo amante, Alfred Wolfson, la confessione è scritta utilizzando un acquarello di colore marrone rossastro, che ricorda il sangue secco. “Il problema è che non sappiamo cosa sia vero e cosa no“, ha detto la curatrice della mostra Mirjam Knotter, L’intera opera della Salomon si muove sul confine tra realtà e finzione”.

TRA ARTE E VITA

Da qualche anno la figura complessa e misteriosa della Salomon, che ha anche ispirato un volume di poesie di Anne Barrows, vive una feconda riscoperta. Nel 2011 il Contemporary Jewish Museum di San Francisco le ha dedicato una personale esponendo oltre 300 opere. La mostra in programma ad Amsterdam proverà a superare l’aspetto aneddotico e a dare una dignità ed una considerazione alle opere che supera l’aspetto biografico. Certo arte e vita sono strettamente legate nell’opera di Charlotte Salomon e la tragicità degli eventi che hanno attraversato la sua vita diventa cifra stilistica dei suoi dipinti. Nata in una ricca famiglia ebrea di Berlino, perse sua madre, morta suicida, quando aveva solo 9 anni. La Salomon mostrò subito un talento enorme per l’arte. Nonostante le leggi di Norimberga, emanate dal Führer nel 1935, proibissero di fatto agli ebrei di accedere all’istruzione pubblica, la Salomon riuscì ad essere ammessa alla scuola di arti applicate di Berlino che frequentò con ottimi risultati fino a quando non fu costretta a scappare dalla Germania. In soli due anni, mentre migliaia di ebrei venivano deportati nei campi di concentramento e i suoi familiari si suicidavano l’uno dopo l’altro per non cadere nelle mani dei nazisti, Charlotte dipinse in maniera forsennata quasi 800 opere, aggiungendo testi e didascalie al corpus di tele. Gli eventi più salienti della sua vita sono raccontanti e mescolati con elementi palesemente fittizi, lasciando a chi guarda il compito di dipanarli.

– Mariacristina Ferraioli

Charlotte Salomon.
20 october 2017 – 25 march 2018
Jewish Historical Museum and JHM Children’s Museum
Nieuwe Amstelstraat 1
1011 PL Amsterdam
http://www.jck.nl

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.