Il Plessi Museum sul Brennero inaugura un programma di arte contemporanea con Museion di Bolzano

Il Plessi Museum si apre a nuove collaborazioni. E lancia un programma di mostre e appuntamenti in collaborazione con il Museion di Bolzano. Primo appuntamento con la mostra di Nicolò Degiorgis.

Nicolò Degiorgis, Plessi Museum, Foto Cappellari
Nicolò Degiorgis, Plessi Museum, Foto Cappellari

Un tempo il confine era inteso come un luogo di divisione. La barriera che sanciva la sovranità di uno stato su un territorio e la netta separazione dalle nazioni vicine. Poi è entrato in vigore il trattato di Schengen del 1995 e tutto è cambiato, non solo dal punto di vista geografico, ma soprattutto nell’attitudine mentale di pensare al confine. In quel punto esatto in cui è stato inaugurato il Plessi Museum, dedicato all’artista Fabrizio Plessi, un tempo c’era la linea di demarcazione che separava l’Italia dall’Austria e, in senso più ampio, l’Europa mediterranea da quella mitteleuropea. Oggi, il Passo del Brennero, rappresenta uno dei punti di passaggio più frequentati d’Europa, eterno crocevia tra nord e sud del continente.

LA STRUTTURA ARCHITETTONICA

Proprio lì, al Passo del Brennero, dove un tempo sorgeva l’area doganale è nato il Plessi Museum, primo esempio italiano di spazio museale in autostrada, che ospita al suo interno una sede espositiva permanente dedicata all’opera di Fabrizio Plessi (Reggio Emilia, 1940). Promosso dall’Autostrada del Brennero spa e progettato dall’ingegnere Carlo Costa, il museo sorge su un’area di 13.000 mq e per realizzarlo sono stati investiti oltre 8 milioni di euro. La struttura ricorda una grande teca di cristallo ed è stata pensata per mettere in mettere in relazione lo spazio museale con il paesaggio, grazie alle ampie pareti vetrate che garantiscono una perfetta compenetrazione visiva. Al centro della sala principale è collocata la grande installazione che Fabrizio Plessi ha realizzato nel 2000, in occasione dell’Expo di Hannover, pensata per celebrare l’Euregio, il progetto comune di collaborazione transfrontaliera tra le province di Trento, Bolzano e Innsbruck che componevano il Tirolo storico. “Il Passo del Brennero ha sempre rappresentato, dentro la storia dell’Europa, un luogo dal forte valore simbolico ed identitario”, dichiara l’ing. Walter Pardatscher, Amministratore Delegato di Autostrada del Brennero SpA. “Per questo motivo, la riqualificazione dell’area dell’ex-dogana doveva necessariamente essere anche l’occasione per dare nuovo valore a questi spazi. E la collocazione di un museo con le opere di Fabrizio Plessi ne è stata la reale concretizzazione”.
Curato dallo stesso Plessi, il percorso espositivo raccoglie installazioni video, sculture, grafiche e dipinti. L’artista ha, inoltre, progettato l’allestimento, disegnando per l’occasione tavoli, sedute, banconi da lavoro, scaffali in acciaio corten.
Il complesso architettonico propone, infine, un centro convegni e un punto di ristoro, configurandosi come un luogo ibrido di passaggio, diverso dalle tradizionali aree di sosta.

LA COLLABORAZIONE CON MUSEION

Oggi il museo, inaugurato nel 2013, è pronto ad aprirsi a nuove collaborazioni. Iniziando in primis dal territorio.   In collaborazione con Museion di Bolzano, il Plessi Museum accoglierà “E se l’orizzonte non fosse il confine?” progetto di Nicolò Degiorgis (Bolzano, 1985) curatore ospite presso il museo, che ha al centro, neanche a dirlo, il tema del confine. “Ho iniziato questo progetto durante una residenza all’Istituto italiano di cultura di Parigi”, ci racconta Degiorgis, “ma ho capito immediatamente che si trattava solo di una tappa di un percorso più ampio”. Alla mostra presso l’Istituto italiano di cultura di Parigi dello scorso aprile si collega idealmente l’esposizione del Plessi, tappa intermedia in vista della mostra HÄMATLI & PATRIÆ che inaugurerà il prossimo 15 settembre al Museion di Bolzano. “Al centro del progetto per il Plessi Museum”, continua Degiorgis, “c’è il video My head under water but still breath fine girato durante un attraversamento via mare del Canale della Manica, tra Calais e Dover, zona di confine, soggetta a grandi flussi migratori“. Il video realizzato durante la residenza viene presentato per la prima volta al Plessi che per la sua collocazione geografica è il luogo ideale per accoglierlo. “Il valore che abbiamo dato agli spazi dell’ex dogana, grazie alla riqualificazione effettuata con il complesso architettonico del Plessi”, sostiene Walter Pardatscher di Autostrada del Brennero SpA, “si arricchisce ora grazie alla collaborazione con Museion, attraverso il progetto di Nicolò Degiorgis. Con la sua riflessione sulle frontiere interne, il giovane artista guarda al concetto di Europa e alla sua storia, ricollocando un luogo dalla forte carica evocativa come il Passo del Brennero in un contesto più ampio. Colgo l’occasione per dire che questa mostra dà il via a un ciclo espositivo, con cui rivolgeremo l’attenzione al tema dell’attraversamento e del confine”. Dunque, una collaborazione tra Plessi e Museion destinata a continuare nel tempo.
All’interno dello spazio espositivo saranno distribuite una serie di cartoline. Il pubblico è invitato a rispondere alla domanda “E se l’orizzonte non fosse il confine? che dà il titolo alla mostra. La teca che raccoglierà le risposte sarà portata a settembre nella mostra al Museion che ne è la prosecuzione ideale.
Parallelamente alla mostra al Plessi Museum sarà esposto, a Museion Passage, il nuovo libro d’artista di Degiorgis “blue as gold”. Per questo lavoro, Degiorgis ha utilizzato immagini di barche di migranti in viaggio verso l’Europa reperite da internet. Le fotografie sono private della loro geolocalizzazione e delle informazioni sulla provenienza delle persone in viaggio. Attraverso un linguaggio dialettico, le immagini sono proposte in positivo, e in negativo, in modo che dal colore blu delle acque del mare si ottiene il colore opposto, ovvero un fondo dorato.

– Mariacristina Ferraioli

Plessi Museum
Passo del Brennero (BZ) – Autostrada A 22 – km 1+300
Ingresso libero
www.a22.it

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.