Fausto Melotti e la ceramica. A Milano

Montrasio arte, Milano – fino al 24 febbraio 2017. Dai “Vasi sole” ai “Cerchi”, obiettivi puntati sulla produzione ceramica del grande artista trentino, con lavori curiosi e rarità. Dalla decorazione alla scultura pura, tra spunti minimali e barocchi.

Fausto Melotti, Cerchi, 1956, ceramica smaltata policroma, nylon, ottone, 24x22.5x4.5 cm. Installation view at Montrasio Arte, Milano 2017
Fausto Melotti, Cerchi, 1956, ceramica smaltata policroma, nylon, ottone, 24x22.5x4.5 cm. Installation view at Montrasio Arte, Milano 2017

Concentrandosi su ceramiche e terrecotte dalla fine degli Anni Quaranta all’inizio dei Sessanta, la mostra che la galleria Montrasio dedica a Fausto Melotti (Rovereto, 1901– Milano, 1986) coglie il lato più libero, giocoso e sommessamente “barocco” dell’artista trentino. La leggerezza, l’ironia e allo stesso tempo la solennità sono i tratti distintivi di lavori che passano attraverso la decorazione per giungere alla scultura pura.
Molte le opere curiose o rare: dai Vasi sole alla “piastrella” del 1959, che presenta inserti di carta trattata come materia plastica. La Kore del 1955 gioca invece con la classicità della figura, trasformandola in un dialogo ardito tra maestosità e precarietà; ai più conosciuti Cerchi del 1956 fa da contraltare il Teatrino Scheiwiller (1962), ruvida costruzione semiarchitettonica che smitizza la Metafisica puntando sulla ruvidità dei materiali.
La mostra avrà una seconda tappa alla galleria De Crescenzo & Viesti di Roma dal 14 marzo al 21 aprile.

Stefano Castelli

Evento correlato
Nome eventoFausto Melotti - Trappolando
Vernissage30/11/2016 ore 18
Duratadal 30/11/2016 al 24/02/2017
AutoreFausto Melotti
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoMONTRASIO ARTE
Indirizzo via di Porta Tenaglia, 1 - 20121 - Milano - Lombardia
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Stefano Castelli
Stefano Castelli (nato a Milano nel 1979, dove vive e lavora) è critico d'arte, curatore indipendente e giornalista. Laureato in Scienze politiche con una tesi su Andy Warhol, adotta nei confronti dell'arte un approccio antiformalista che coniuga estetica ed etica. Nel 2007 ha vinto il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli. Pubblica regolarmente i suoi articoli dal 2007 su Arte, dal 2011 su Artribune e dal 2018 su IL-mensile de Il Sole 24 ore. Collabora anche con Antiquariato. Dal 2004 a oggi ha curato numerose mostre in spazi privati e pubblici, di artisti affermati ed emergenti. Dal 2016 è nel comitato curatoriale del Premio arti visive San Fedele. Nel 2020 ha pubblicato il saggio "Radicale e radicante – Sul pensiero di Nicolas Bourriaud" (Postmediabooks) e tradotto il saggio "Inclusioni" di Nicolas Bourriaud (Postmediabooks).