Ritratti dalla Romagna. In mostra a Imola

Centro Polivalente Gianni Isola, Imola – fino al 5 febbraio 2017. Da un lavoro di documentazione sugli artisti del territorio a una mostra che – grazie ai prestiti di musei e istituzioni delle province limitrofe – vuole rendere conto dell’arte romagnola dal Novecento ai giorni nostri. Attraverso il genere del ritratto.

Sauro Errichiello, Franco Dell'Amore, 2016, courtesy l’artista
Sauro Errichiello, Franco Dell'Amore, 2016, courtesy l’artista

Non solo una mostra organizzata grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola: alla base del progetto Volti sta il DOC, Centro di documentazione arti moderne e contemporanee in Romagna, che, con il suo forte radicamento al territorio – evidente fin dall’intitolazione – ha come obiettivo quello di “porsi come punto di raccolta di informazioni sulle diverse correnti e attività artistiche susseguitesi in Romagna dagli inizi del secolo scorso a oggi”. Da questo punto di partenza (l’archivio digitale al momento comprende le schede di un centinaio di artisti), le ricerche condotte dal curatore della mostra Franco Bertoni hanno dato vita a una panoramica di ritratti databili da inizio Novecento ai giorni nostri, offrendo un racconto variegato dei personaggi che hanno caratterizzato le province romagnole dal punto di vista artistico, ma anche sociale, culturale, politico e di costume. Non sono solo gli artisti che contano, in questa mostra: i soggetti che emergono dai dipinti, dalle sculture, dalle fotografie sono altrettanto significativi perché testimoniano la vivacità della Romagna e il suo ruolo non indifferente nel corso della Storia.

LE CELEBRITIES

Qualche esempio? Achille Calzi ebbe la possibilità di ritrarre – con una spiccata vena caricaturale – Gabriele D’Annunzio mentre faceva il militare a Faenza; Dino Campana compare nell’unico ritratto eseguito in vita da Giovanni Costetti; Costetti stesso è raffigurato in un gesso dello straordinario Domenico Baccarini, e naturalmente non si può non citare il Fulcieri Paulucci de’ Calboli di Adolfo Wildt, mentre per la seconda metà del Novecento spiccano le opere di Federico Fellini o di Alberto Sughi. I decenni più vicini a noi sono rappresentati da autori come Guido Guidi, Bertozzi&Casoni, Alex Majoli fino ai selfie di Elisa Paolocci Giannettoni, e da volti iconici del panorama culturale contemporaneo come quelli di Vittorio Sgarbi e Dario Fo.
A fare da fil rouge, una serie di opere del ravennate Umberto Folli documenta una sintesi dell’arte figurativa novecentesca operata “in una provincia ai margini dei grandi flussi dell’arte”.

Adolfo Wildt, Fulcieri Paulucci de’ Calboli, 1924, Forlì, Pinacoteca Civica
Adolfo Wildt, Fulcieri Paulucci de’ Calboli, 1924, Forlì, Pinacoteca Civica

RISCOPRIRE LA STORIA E IL REALE

Leggere il catalogo, e scoprire le storie di tutti quei visi, permette di comprendere quanto sia forte in questa mostra la componente del dialogo e quanto profondi siano i nessi tra tutti i nomi che vanno a costituirne l’ossatura. Completa lo scheletro la netta scelta di condurre una ricerca strettamente legata all’ambito figurativo: fino a pochissimi anni fa il genere del ritratto sembrava aver concluso il suo percorso, mentre proprio “nella contemporaneità – e ne sono testimonianza la diffusione dei ‘volti’, anonimi o meno, premessa e grandemente incrementata da nuovi veicoli comunicativi quali le fotocamere digitali o i social network – si assiste a una massiccia e inedita presenza del ritratto nella vita quotidiana” (F. Bertoni).

Marta Santacatterina

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Nome eventoVolti. Ritratti in Romagna dal primo novecento ad oggi
Vernissage01/12/2016 ore 18
Duratadal 01/12/2016 al 05/02/2017
Generefotografia
Spazio espositivoCENTRO POLIVALENTE GIANNI ISOLA
IndirizzoPiazza Giacomo Matteotti 4 - Imola - Emilia-Romagna
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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.