Il mondo del teatro chiede una maggiore diffusione mediatica. L’appello alla Rai

Se la tv pubblica ha sempre realizzato preziose riprese dei più importanti spettacoli, ora i teatri chiedono un’azione di promozione anche per le nuove produzioni. Le richieste e tutti i nomi dei firmatari

Teatro Regio di Parma. La platea e i palchi visti dal palcoscenico. Photo Nicola Mazzocato via Wikipedia CC BY SA 3.0
Teatro Regio di Parma. La platea e i palchi visti dal palcoscenico. Photo Nicola Mazzocato via Wikipedia CC BY SA 3.0

Attori, registi, architetti, scrittori, politici, esponenti del cinema e dello spettacolo. È lunghissima la lista dei firmatari che si sono uniti all’accorato appello per la tutela dei teatri. Un settore che ora più che mai subisce i contraccolpi di una crisi di cui non si scorge la fine. La lettera, indirizzata all’Amministratore Delegato Rai Fabrizio Salini e per conoscenza al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Ministro per i Beni e Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini, chiede di mettere la tv di stato al servizio del teatro, incrementandone la diffusione delle immagini e le azioni di promozione non solo dei grandi spettacoli del passato, ma anche delle nuove produzioni. Un modo per far sentire la propria vicinanza al pubblico fidelizzato ma anche per avvicinare nuove fasce e categorie. Una richiesta di aiuto e di supporto per restituire una parte della visibilità perduta a un mondo così fragile e minacciato. Un appello che riporta in qualche modo a quello lanciato da Stefano Massini a Piazzapulita su LA7: a fronte di modelli e comportamenti sociali da ridefinire, perché non mettere proprio la cultura e il suo indotto economico tra i fattori di una ripartenza? Come denunciava Massini, invece, anche il teatro si sente abbandonato a se stesso, lontano dalla cima della lista delle attività prioritarie da riaprire, vedendo ancora una volta sminuite le proprie potenzialità. Di seguito, la lettera aperta e le firme.

Giulio Cesare in Egitto. Photo credit Brescia Amisano Teatro alla Scala, Milano
Giulio Cesare in Egitto. Photo credit Brescia Amisano Teatro alla Scala, Milano

L’APPELLO PER IL TEATRO ALLA RAI

“Da quasi tre mesi l’attività teatrale nel nostro paese è sospesa. Per le ragioni sanitarie a tutti note non sappiamo quando potremo riprendere l’attività nei nostri teatri e non sappiamo quando centinaia di persone potranno ritrovarsi tutte insieme nello stesso momento in uno spazio chiuso. La RAI ha da sempre ha svolto una meritoria attività di documentazione del nostro lavoro. Sono state realizzate centinaia di riprese integrali dei nostri spettacoli a fronte di rimborsi simbolici – molto esigui – per le compagnie anche se con un notevole contributo di troupes professionali da parte della RAI. Questo prezioso patrimonio non è stato tuttavia diffuso adeguatamente. Crediamo che sia arrivata l’occasione per farlo. Si potrebbe offrire al pubblico una panoramica estremamente efficace della qualità del teatro contemporaneo.

Teatro Valli. Photo Alice Vacondio
Teatro Valli. Photo Alice Vacondio

LA PROPOSTA DEL MONDO DEL TEATRO ALLA RAI

Conosciamo l’attività storica della RAI attraverso la riproposizione di serie come le commedie di Eduardo o i cicli Shakespiriani. Abbiamo bisogno dell’aiuto della Rai per far conoscere ad un vasto pubblico anche la produzione validissima più recente. Crediamo che questo sia compito del Servizio Pubblico e che potrebbe concretamente aiutare in questo periodo di forzata chiusura dei teatri sul territorio nazionale a tenere vicino il pubblico che si riconosce nella funzione fondamentale dell’arte teatrale e potrebbe conquistare un pubblico nuovo nel momento della auspicabile riapertura delle sale. Sarebbe una importante offerta che è già nelle vostre disponibilità.
Ottimale sarebbe la messa in onda di una ripresa teatrale ogni giorno nei vostri canali tematici e di almeno una a settimana in quelli generalisti per tutto il periodo della Pandemia. Restiamo in attesa di una vostra sollecita risposta”.

Piero Maccarinelli, Andree Ruth Shammah, Roberto Andò, Lina Sastri, Roberto Toni, Federica Vincenti, Roberta Carlotto, Umberto Orsini, Valeria Della Valle, Riccardo Cavallero, Michele Placido, Tilde Corsi, Monique Veaute, Maite Carpio Bulgari, Roberto Cicutto, Maddalena Crippa, Giancarlo Leone, Giovanni Crippa, Anna Maria Guarnieri, Giorgio Battistelli, Riccardo Tozzi, Gabriele Lavia, Andrea Kerbaker, Sebastiano Maffettone, Giuseppe Laterza, Guendalina Ponti, Federica di Martino, Liliana Cavani, Bruno Pellegrino, Giulio Rapetti Mogol, Gaetano Blandini, Cristina Comencini, Ilaria Borletti Buitoni, Francesco Grambassi, Alessio Pizzech, Alessandro Cecchi Paone, Pamela Villoresi, Tommaso Sacchi, Antonio Calbi, Daniela Viglione, Paolo Baratta, Carlo Fuortes, Italo Rota, Margherita Palli, Cristiana Capotondi Nicola Sani, Emmanuelle De Villepin, Gian Arturo Ferrari, Dacia Maraini, Pier Luigi Celli, Marina Covi, Luigi Musini, Adriana Vita, Riccardo Milani, Lilli Fabiani, Pierluigi Battista, Fabiano Fabiani, Moira Mazzantini, Marco Giorgetti, Gloria Giorgianni, Tito Canelli, Glauco Mauri, Roberto Sturno, Paola Cortellesi, Carlo Degli Esposti, Camilla Baresani, Isabella Ferrari, Luca De Fusco, Renato De Maria, Emanuela Fanelli, Massimiliano Fuksas, Doriana Fuksas, Edoardo Leo, Ferzan Ozpetek, Roberto Sessa, Stefano Fresi, Vanessa Scalera, Silvia Salvatori, Manuela Mandracchia, Alessandro Gassmann, Alessandro Haber, Antonello Fassari , Paola Minaccioni, Anna Foglietta, Stefano Accorsi, Renzo Piano.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.