Apre a Cremona lo Stauffer Center for Strings, centro studi di eccellenza per strumenti ad arco

L’apertura del Palazzo Stauffer, già Stradiotti, ha visto in concerto i maestri Abbado, Giuranna e Petracchi e una breve presenza del ministro Franceschini

Sala Stradivari, Palazzo Stauffer ph Giulia Giaume

Ricordate il nostro articolo sull’annuncio della prossima apertura dello Stauffer Center for Strings a Cremona, il primo centro di alta formazione al mondo dedicato esclusivamente agli archi? Le sue porte si sono finalmente dischiuse, in occasione della Giornata internazionale della musica, e insieme a loro anche l’anno accademico 21/22. L’Accademia Stauffer, gemmata dall’omonima fondazione quindici anni dopo la sua formazione, ha abbandonato Palazzo Raimondi per prendere il suo legittimo posto nell’antico Palazzo Stradiotti, ora ribattezzato Stauffer in onore di un mecenatismo che ha lasciato il segno nella città della musica. La struttura, polifunzionale ed ecosostenibile, è composta una parte di alloggi ed una di aule per l’esercitazione e l’esecuzione. Gli spazi, riadattati e modellati per avere la migliore sonorità possibile, sono stati conservati nelle loro dimensioni ridotte per assecondare il carattere intimo della musica da camera. Spicca tra tutte la meravigliosa sala Stradivari, con affreschi e trompe l’oeil ottocenteschi da un lato e la tecnologia per i collegamenti in live stream dall’altro. I curricula degli allievi che studieranno in queste aule, sotto l’occhio vigile di oltre 40 solisti di fama internazionale, saranno garantiti da borse di studio e costruiti ad hoc senza alcuna restrizione in termini di crediti, con l’opportunità di scambi culturali con Yale, Oxford, la Sorbonne e il Royal College londinese e la partnership dell’istituto con Universal Music.

L’INAUGURAZIONE DELLO STAUFFER CENTER FOR STRINGS

C’erano molti volti noti nel meraviglioso giardino della villa, dove si sono esibiti il Quartetto di Cremona e il Quartetto Eos per l’Ottetto in Mi Bemolle di Mendelssohn e i celebri maestri Salvatore Accardo, Franco Petracchi e Bruno Giuranna, a fianco di talenti come Francesca Dego e Daniel Palmizio (alumni orgogliosamente esibiti dall’Accademia) per il terzo Concerto Brandeburghese di Bach. Hanno fatto gli onori di casa Paolo Petroccelli, direttore generale del centro, e Alessandro Tantardini, presidente della Fondazione Walter Stauffer, a cui si sono aggiunti con parole di stima il sindaco di Cremona Galimberti e il presidente della Provincia Signoroni, oltre al ministro della Cultura Dario Franceschini, che ha riconosciuto al centro un ruolo di primo piano e un modello di investimento privato che “sa fare a meno degli aiuti pubblici”.

IL NUOVO VOLTO DEL PALAZZO STAUFFER

Rispettosissimo e dal gusto filologico il restauro del Palazzo Stauffer, che ha finito per coinvolgere il vicino Palazzo Raimondi (sede della facoltà di musicologia), ad opera dello studio Lamberto Rossi Associati: non ci sono aggiunte fuori tempo ma solo alcuni delicati richiami alla sua nuova funzione di centro votato agli archi, come la struttura delle scale che ne ricorda le corde. Ogni pianoforte contenuto nel palazzo è della lussuosa Steinway and Sons, cosa che rende il Center la prima All Steinway School d’Italia, e in occasione dell’inaugurazione sono stati esposti due violini Stradivari, un Ceruti e un Amati, che con le loro marezzatured’acero laccato hanno ricordato la grandezza dell’eredità di Cremona. E poi il prestigioso interior design di Pininfarina, che dalle supercar ha ampliato le proprie declinazioni alla cultura classica, la tecnologia di Oracle per sostenere la presenza online dello Stauffer Center.

– Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.