Suoni per gli occhi. I cento concerti indimenticabili per Massimo Giacon

Con “Masticando km di rumore”, il caleidoscopico artista padovano si fa scrittore per rivivere le sue più interessanti occasioni di godimento sinestetico della musica. Una rassegna sorprendente e istruttiva, debitamente illustrata, di quarant’anni di musica dal vivo.

Massimo Giacon – Masticando km di rumore (Feltrinelli, Milano 2021). Miles Davis, 1986
Massimo Giacon – Masticando km di rumore (Feltrinelli, Milano 2021). Miles Davis, 1986

A me piacciono molto due tipi di concerti. Quelli in cui vedi un gruppo acerbo che sta muovendo i primi passi e capisci che sta per succedere qualcosa e quelli di gente disgraziata che non sa fare altro che rimettere le ossa su un palco e suonare con incosciente eroismo”. Tenendo bene a mente questi due passi di partenza, è possibile seguire al meglio la fitta fitta escursione spazio-temporale di una erudita e appassionata guida nel mondo fiammeggiante della musica dal vivo.
Prima tappa Antonello Venditti nel 1975 (“Dovevo proprio iniziare da qui?”), ultima Sanremo 2021 (“Questo finale ha uno strano sound”). L’ultimo libro di Massimo Giacon, Masticando km di rumore, è proprio questo: un viaggio quasi quarantennale tra i luoghi più o meno deputati a distribuire suoni nelle orecchie del pubblico: grandi teatri o teatrini di periferia, palazzetti dello sport, feste dell’Unità, locali più o meno capienti, persino cantine. E ogni volta è un’emozione diversa: per lui che l’ha vissuta, naturalmente, e ora di riflesso anche per noi che ne leggiamo il resoconto.

Massimo Giacon – Masticando km di rumore (Feltrinelli, Milano 2021)
Massimo Giacon – Masticando km di rumore (Feltrinelli, Milano 2021)

GIACON RECENSISCE I CONCERTI CON PRECISIONE MANIACALE

La scrittura di Giacon è volentieri ironica; e, quando autobiografica, pure molto autoironica, come non si poteva non aspettarsi da lui. Le sue frasi si appuntano non solo sulla musica che ogni volta emana dal palco, ma anche sui tempi che corrono e che la producono, sul momentaneo stato di salute psicofisica dei musicisti, sulla composizione sociopolitica del pubblico presente, sull’atmosfera generale dell’occasione. Tutto molto preciso: deve aver preso sicuramente degli appunti all’epoca, non può essere altrimenti.
Per tutti questi motivi, la lettura dei cento resoconti diventa, come scrive Teho Teardo nell’introduzione, anche “una favolosa mappa dei desideri che giunge fino a noi con il duplice vettore del ricordo visivo e scritto, e l’incrocio produce scintille emotive superiori alla somma delle parti”. Poiché il ricordo è appunto non solo scritto ma pure visivo, qui entra in ballo l’arte di Giacon, che una volta di più si conferma basata su una personalissima estetica rock new wave, potentemente percorsa da incrinature dada-situazioniste.

Massimo Giacon – Masticando km di rumore (Feltrinelli, Milano 2021). Kraftwerk, 1991
Massimo Giacon – Masticando km di rumore (Feltrinelli, Milano 2021). Kraftwerk, 1991

LA MUSICA ILLUSTRATA ADATTANDOSI AI MUSICISTI

Ognuna delle cento performance rievocate viene infatti interpretata visivamente con uno stile che, permanendo indiscutibilmente e assolutamente giaconiano, si adatta anche ai soggetti trattati, con una ampiezza di modulazioni godibilissima. Così il giovane Battiato del 1977 appare già molto austero; gli Skiantos del 1979 navigano verso il ricercato schianto; i Ramones e i Clash del 1980 impersonano il punk; Iggy Pop non può non apparire scheletricamente livido; Paolo Conte fuma roco sotto una palma debitamente curva; i Matia Bazar del 1983 introducono un look sofisticato da 1943; Nina Hagen si deforma in una smorfia; Prince, obviously, è purple; Diamanda Galas (1990) è funerea; i Public Enemy aggrediscono la pagina e il lettore; i Sonic Youth costruiscono un wall of noise ingarbugliato di colori; Marilyn Manson, manco a dirlo, è oscuramente impressionante; Lydia Lunch arriva nel 2010 appesantita nel corpo e dalle borse della spesa; gli Arcade Fire, una rivelazione!, si dividono sotto i riflettori geometricamente; nel 2018 Young Signorino a sua volta se la cava come può… E così in altre 85 occasioni, una diversa dall’altra.
Mille miglia (= 1609,344 km) di immagini musicali, di rumori disegnati, di forme e colori comunque danzanti – spesso in modi indiavolati.

– Ferruccio Giromini

Massimo Giacon – Masticando km di rumore
Feltrinelli, Milano 2021
Pagg. 208, € 18
ISBN 9788807550782
www.lafeltrinelli.it

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AutoreMassimo Giacon
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Ferruccio Giromini
Ferruccio Giromini (Genova 1954) è giornalista dal 1978. Critico e storico dell'immagine, ha esercitato attività di fotografo, illustratore, sceneggiatore, regista televisivo. Ha esposto sue opere in varie mostre e nel 1980 per la Biennale di Venezia. Consulente editoriale, ha diretto collane di libri, cd-rom, video, periodici per numerosi editori. Dal 1979 tiene docenze per istituzioni pubbliche e private, tra cui dal 1984 per il Politecnico G. Byron di Genova, dal 1988 per l'Istituto Europeo di Design di Milano e dal 2020 per l'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Finora ha curato e presentato oltre cinquecento esposizioni e manifestazioni su illustrazione, fumetto, fotografia, cinema d’animazione, arti visive contemporanee, in Italia e nel mondo, e ha fatto parte di oltre centocinquanta giurie, in molti casi in qualità di Presidente. A partire dal 1982 è stato consulente artistico di varie manifestazioni: il Premio Andersen-Baia delle Favole di Sestri Levante, il Festival Internazionale Comics "Babel" di Atene, il Festival Nuvole parlanti-Fumetto in palcoscenico di Genova, il Mondo Mare Festival in Liguria. Per alcuni anni ha condiviso la direzione della mostra internazionale di cinema d'animazione Cartoombria di Perugia. Dal 2007 è direttore artistico del Premio "Sergio Fedriani" di Genova; ha ideato e diretto in Liguria il Festival Fantastiche Terre di Portofino e a Camogli il Premio Skiaffino e la manifestazione Il Porto delle Storie. I suoi ultimi libri: “Res Pubica-De Occulta Lanugine” (Prisma Studio), “Très” (a2mani), “L’amo, la lettura” (Il Canneto).