La locomotiva dell’artista Ibrahim Mahama è uno spazio riflettere sul futuro della mobilità
Nel dodicesimo episodio de “L’Arte Anticipa il Futuro”, la rubrica di School of Vision realizzata in collaborazione con Eni e ROAD, la mostra “Zilijifa” di Ibrahim Mahama invita a ragionare sulla nuova funzione che dovremo immaginare per le automobili in futuro
Dove vanno le macchine quando smettono di muoversi? È una visione di futuro dettata da esigenze che cambiano, e necessità di trovare una nuova funzione per le infrastrutture svuotate dal significato che finora gli abbiamo attribuito, quella prospettata nel dodicesimo episodio de L’Arte Anticipa il futuro. La rubrica editoriale promossa dalla School of Vision in collaborazione con ENI e ROAD chiama in causa alcuni celebri artisti contemporanei internazionali che stanno anticipando il futuro della mobilità, dell’energia, delle città e della sostenibilità. Facendo leva sulla capacità degli artisti di leggere i segnali deboli della realtà, quelle tracce minime e frammentarie che attraversano il presente e annunciano le trasformazioni in arrivo prima che diventino tendenza misurabile.
La locomotiva dismessa di Ibrahim Mahama
Con Ibrahim Mahama (Tamale, 1987) esploriamo, dunque, Zilijifa, la mostra che nel 2025 l’ha visto protagonista alla Kunsthalle Wien, dove l’artista ghanese ha riallestito una locomotiva dismessa, acquistata da commercianti di metallo del suo Paese.
La locomotiva, un diesel di fabbricazione tedesca, è sospesa sopra il pavimento e taglia in due la sala. Non poggia più sulle rotaie, ma su migliaia di catini di ferro smaltato impilati in colonne, gli headpan, recipienti con cui in Ghana si trasportano le merci sulla testa. Il simbolo della produzione industriale si regge improvvisamente su un oggetto domestico: è il passaggio da una macchina progettata per il movimento a uno spazio progettato per essere abitato.
Dove vanno le macchine quando smettono di muoversi?
La sociologa Susan Leigh Star osservava che un’infrastruttura diventa visibile soltanto quando si rompe. Zilijifa costruisce artificialmente quel momento: ferma la macchina, la solleva e mostra su che cosa poggiava davvero.
Oggi nel mondo circolano circa un miliardo e mezzo di automobili. Condivisione, guida autonoma e servizi on demand potrebbero ridurre radicalmente il numero di mezzi necessari. Per la prima volta nella storia, il problema della mobilità potrebbe non essere costruire nuove automobili, ma decidere cosa fare di quelle esistenti.
Chi è Ibrahim Mahama
L’artista ghanese, eletto alla fine del 2025 in testa alla classifica Power 100 di Art Review, è protagonista in queste settimane di una grande mostra monografica alla Fondation Cartier di Parigi; mentre in Italia firma l’ultima installazione per il progetto Napoli Contemporanea in Piazza Municipio, dove le barche di Voyageur saranno esposte fino al 18 novembre 2026. Celebre per le sue grandi installazioni site-specific realizzate a partire da materiali di scarto, la sua ricerca lavora su oggetti e infrastrutture dismessi, legati alla storia coloniale e postcoloniale del Ghana, e li trasforma in architetture e spazi collettivi.
Il progetto L’Arte Anticipa il Futuro si articola in 14 puntate. Ogni puntata è introdotta e raccontata da Marco Bassan, fondatore di Spazio Taverna e direttore scientifico della School of Vision.
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