Tre grandi barche, ponte tra l’Africa e il Mediterraneo: l’installazione di Ibrahim Mahama in Piazza Municipio a Napoli sul valore dell’accoglienza

Dopo Pistoletto, Pesce e Plensa, l’artista ghanese di fama internazionale è il nuovo protagonista del programma Napoli Contemporanea. Dal 21 settembre al 18 novembre 2026, la sua inedita installazione site-specific è allestita in Piazza Municipio. Per Mahama si tratta di un ritorno in città

È passato qualche anno da quando il progetto Alhassan Zepligu di Ibrahim Mahama (Tamale, 1987) – parte della più ampia ricerca Parliament of Ghosts centrata sull’ultimo secolo di storia dell’architettura, dell’infrastruttura e del lavoro – risultava vincitore del PAC2020, il Piano per l’Arte Contemporanea che destina fondi per produzione e acquisizioni, entrando a far parte della collezione permanente del MADRE di Napoli.

Ibrahim Mahama per Napoli Contemporanea in Piazza Municipio

Ora, l’artista ghanese, celebre per le sue grandi installazioni site-specific realizzate a partire da materiali di scarto ed eletto alla fine del 2025 in testa alla classifica Power 100 di Art Review, trova un altro palcoscenico in città per raccontarsi e raccontare la sua arte. Con Voyageur, Mahama è il quarto protagonista del programma di arte pubblica Napoli Contemporanea che finora ha portato in Piazza Municipio Michelangelo Pistoletto (con la travagliata Venere degli Stracci, 2023), Gaetano Pesce (con il discusso progetto postumo Tu si ‘na cosa grande, 2024) e Jaume Plensa, con la monumentale Silent Hortense (2025).

Il programma di arte pubblica in Piazza Municipio

L’iniziativa curata da Vincenzo Trione, in veste di consigliere del sindaco Gaetano Manfredi per l’arte contemporanea e l’attività museale, ha finora raccolto tanti estimatori quanti detrattori, in un processo di difficile coesistenza dell’arte pubblica con la città. L’installazione di Mahama, rivelata nel pomeriggio del 21 settembre (in sede di presentazione anche l’intervento musicale di Enzo Avitabile), resterà visibile nella piazza progettata da Alvaro Siza ed Eduardo Souto De Mura fino al 18 novembre 2026.

Tre grandi barche, ponte tra l’Africa e il Mediterraneo: l’installazione di Ibrahim Mahama in Piazza Municipio a Napoli sul valore dell’accoglienza
La presentazione dell’intervento di Ibrahim Mahama a Napoli. Foto di Rita Alessandra Fusco

Ibrahim Mahama a Napoli. Da Bagnoli al MADRE a Piazza Municipio

In passato, il lavoro dell’artista ghanese, si era concentrato sull’immaginario industriale dell’Ilva di Bagnoli, alla periferia di Napoli, incluso in alcuni dei suoi collage: nel 2021, nuovamente al MADRE, l’artista presentò due grandi collage fotografici – Red Rivers e Garden of Eden – realizzati durante una residenza nell’ottobre-novembre 2020. Le due opere mettevano in relazione la storia industriale del sito Italsider di Bagnoli con il progetto Parliament of Ghosts, a partire dalla possibilità di riattivare nel presente “la promessa utopica di tecnologie e infrastrutture fallite del passato”. L’installazione installata nottetempo in Piazza Municipio, per non vanificare l’effetto sorpresa cercato al risveglio del 21 settembre, prende nuovamente le mosse dall’attivismo di Mahama, connettendosi con l’identità locale, proprio come negli altri interventi realizzati in giro per il mondo (si pensi ai tessuti di Purple Hibiscus che nel 2024 ricoprirono l’architettura brutalista del Barbican Centre di Londra, evocando il passato legato al commercio di stracci e stoffe del quartiere).

Le tre barche di “Voyageur” per fare del mare uno spazio di accoglienza

Voyageur consta, dunque, di tre grandi imbarcazioni in legno, alte circa 5, 7 e 8 metri, costruite secondo modelli e tecniche tradizionali del Ghana. Collocate al centro della piazza, affacciata sul porto di Napoli, le tre imbarcazioni mettono in relazione l’Africa occidentale e il Mediterraneo, richiamando alcuni dei temi centrali nella ricerca dell’artista: le migrazioni, la circolazione delle merci, il lavoro, gli scambi tra culture e le trasformazioni delle comunità. Nel contesto napoletano, l’installazione ribadisce il legame diretto della città con il mare, inteso come luogo di viaggio, incontro, accoglienza e pace.

Ibrahim Mahama
Ibrahim Mahama

Mahama e l’arte pubblica in Italia

Poco dopo il passaggio napoletano, a ottobre 2026 Mahama sarà protagonista anche a Parigi, con la personale presentata dalla Fondazione Cartier – The Harvest Season – che riunirà diverse sue installazioni e inedite opere site-specific.
In Italia, l’artista insignito anche del Premio Pascali nel 2021, torna a relazionarsi con lo spazio pubblico dopo l’intervento del 2019 a Milano, quando impacchettò con i sacchi in juta i Caselli di Porta Venezia per Fondazione Trussardi, recuperando il progetto già sviluppato alla Biennale di Venezia 2015 e a Documenta 14, nel 2017. Sempre a Venezia si ricorda la sua monumentale installazione con scatole di scarpe per il debutto del padiglione del Ghana alla Biennale nel 2019, stesso anno di fondazione del Savannah Center for Contemporary Art (SCCA), centro di ricerca, luogo espositivo e residenza per artisti, con progetti di arte contemporanea che tengono insieme sperimentazione e impegno sociale, ideato da Mahama a Tamale, per sostenere la sua città natale.

Livia Montagnoli

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati