Rischiava la chiusura per Covid: lo storico Cinema Azzurro Scipioni a Roma viene salvato da BNL

Il cinema di Via degli Scipioni fondato nel 1983 da Silvano Agosti era destinato a chiudere definitivamente i battenti a causa della pandemia. Ma una partnership stretta con BNL e la Capogruppo BNP Paribas consentirà alla sala di continuare le sue attività

Cinema Azzurro Scipioni - Foto Facebook
Cinema Azzurro Scipioni - Foto Facebook

Una sorta di tempio per il mondo della cultura cinematografica a Roma e per tutti gli appassionati di cinema, nato nel 1983 da un’idea del regista, sceneggiatore e montatore Silvano Agosti, per dare possibilità alle pellicole indipendenti di essere proiettate nelle sale cinematografiche ed essere quindi fruite da tutti. È il Cinema Azzurro Scipioni, non un “semplice” cinema ma un luogo dedicato ai capolavori senza tempo, anche in lingua originale, che ha ospitato i più grandi nomi del cinema italiano, tra cui Antonioni, Fellini, Monicelli, Scola, Bertolucci, Bellocchio, Storaro e Piovani. Un luogo la cui nascita e il cui nome racchiude già tutta la sua quintessenza, come racconta lo stesso Agosti: “potremmo iniziare narrando la breve e ampia storia della sala che ha preso avvio da due elementi: che ho fatto un sogno in cui il grande Charlie Chaplin mi rimproverava perché il cinema non lontano da casa mia era chiuso; perché avendo prodotto lo straordinario film di Franco Piavoli ‘Il pianeta azzurro’ e, nonostante il grande risultato al festival di Venezia e sulla stampa e gli innumerevoli premi e la dichiarazione del prestigioso critico cinematografico Tullio Kezic: ‘Il Pianeta azzurro dovrebbero vederlo per legge tutti gli italiani’, risultava impossibile per un film indipendente d’Autore e d’Arte come ‘Il pianeta azzurro’ accedere anche a una sola delle duemila sale sul territorio nazionale. Nove decimi delle sale presenti sul territorio, allora come oggi, erano occupate da film di produzione industriale americana e per il restante un decimo erano e sono riservate al cinema industriale italiano”. Un pezzo di storia che a causa della pandemia ha rischiato di chiudere i battenti, ma che adesso, grazie al supporto di BNL e la Capogruppo BNP Paribas, potrà continuare a vivere e ad accogliere, quando si potrà, il suo pubblico.

LA PARTNERSHIP TRA IL CINEMA AZZURRO SCIPIONI E BNL BNP PARIBAS

“BNL e il Gruppo BNP Paribas sono lieti di sostenere la continuità dell’Azzurro Scipioni, che occupa un posto importante nella vita culturale romana ed è parte integrante della storia del grande cinema italiano”, spiega Jean-Laurent Bonnafé, Amministratore Delegato Gruppo BNP Paribas. “Sono convinto che il futuro della settima arte non sarà scritto senza i cinema. Più che mai, dobbiamo mostrare loro il nostro sostegno collettivo e tutelare questa parte del patrimonio cinematografico”. Il supporto del gruppo bancario consisterà innanzitutto in interventi di ristrutturazione conservativa dei locali del cinema, oltre a supportare le iniziative del cinema Azzurro Scipioni la cui programmazione è curata dall’Associazione Culturale L’Immagine, presieduta da Silvano Agosti. La partnership avrà una durata di 5 anni, e BNL e il Gruppo BNP Paribas si propongono così di “rilanciare e rivalorizzare le attività dell’Azzurro Scipioni in continuità con la filosofia del suo ideatore”, sottolinea Luigi Abete, Presidente di BNL. “L’arte cinematografica ha valenza universale, supera i confini e fa dialogare le diverse culture: valori che fanno parte dell’identità multiculturale ed inclusiva del Gruppo BNP Paribas”.

IL NUOVO CORSO DEL CINEMA AZZURRO SCIPIONI

Il percorso per salvare il Cinema Azzurro Scipioni dalla chiusura era stato avviato da tempo, come sottolinea in un post pubblicato su Facebook l’ex Assessore alla Cultura di Roma Luca Bergamo: “ho appena letto un comunicato stampa di BNL che interviene per salvare l’esperienza dell’Azzurro Scipioni. Sono davvero sollevato. Insieme alla Fondazione Cinema, con Laura delli Colli, avevo iniziato un percorso per il salvataggio, rimasto incompiuto con la fine del mio mandato.  Ringrazio Luigi Abete (presidente di BNL) e Jean-Laurent Bonnafé (AD del gruppo BNP-Paribas) dell’intervento”. Sempre su Facebook, esprime parole di ringraziamento anche Silvano Agosti: “intendo esprimere la mia gratitudine nei confronti di Luca Bergamo e dell’affettuoso e appassionato aiuto di Laura Delli Colli che con la Fondazione Cinema hanno avviato per primi un percorso per il salvataggio dell’Azzurro Scipioni… Ringrazio particolarmente Cinzia Mascoli Presidente della cooperativa degli Artisti 7607 per il generoso e pronto aiuto, che con la sua dedizione ha contribuito alla nostra ‘resistenza’ a una chiusura che fino la fine di marzo sembrava ineluttabile. Una menzione particolare è riservata al “Pizzaiolo e Creativo” Daniele Frontoni che ha indetto per primo una campagna di fondi su GofundMe a favore della realizzazione di un film documentario sulla memoria storica dell’Azzurro Scipioni che verrà realizzato da Lorenzo Negri, mio storico e principale collaboratore. Ma spinti dai quarant’anni di esistenza del cinema Azzurro Scipioni e da un’onda magistrale di moltissimi nostri spettatori che si opponevano con grande coraggio alla chiusura delle sale, abbiamo deciso all’unanimità di continuare. Desidero anche ricordare che, su impulso di Luca Bergamo, la cara amica Laura Delli Colli presidente dei critici Cinematografici, in intesa con l’Assessore alla crescita culturale di Roma Capitale Lorenza Fruci che ha lanciato un appello anche alla Fondazione Cinema per Roma, perché promuova in sinergia con la Casa del Cinema iniziative che consentano di preservare il valore dell’Azzurro Scipioni”. Intanto però, dopo aver profondamente trascurato questa faccenda, il Comune oggi ha manifestato il suo interesse presso i proprietari per acquistare l’ex spazio occupato del Cinema Palazzo a San Lorenzo. Cinema storici vengono privati di qualsiasi aiuto, cinema occupati illegalmente vengono addirittura acquisiti al patrimonio comunale dilapidando denari pubblici per fini di campagna elettorale e di propaganda. Praticamente gli enti pubblici lavorano per loro interesse peculiare, mentre le banche fanno servizio pubblico. La capitale al contrario…

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