Il Collegio. Docu-reality Rai che porta l’arte in televisione

In tempi di lockdown, la televisione può essere una risorsa, anche didattica. Abbiamo “scoperto” Il Collegio, il docu-reality disponibile su RaiPlay che parla di happening, performance e Street Art.

Il Collegio
Il Collegio

In epoca di onlife, di spettatorialità da tastiera e di “Netflix della cultura”, elogiare il servizio pubblico sembra un gesto tutt’altro che scontato. Qui, in realtà, più che incensare la RAI in sé, il riferimento è diretto alla piattaforma RaiPlay e in particolare al programma Il Collegio. Prima di darmi del matto, però, provate a leggere le motivazioni che seguono.

HAPPENING IN TV

Durante i vari periodi di chiusura più o meno forzata, la necessità di guardare la “TV” con prole in età scolare ha spinto molti genitori a uscire dalla logica film/cartoni animati esplorando serie e programmi simili. Seguendo questa via, ci siamo ritrovati un giorno di fronte al preside Paolo Bosisio (il cui curriculum basterebbe a motivare la serietà della produzione) e alla sua squadra di docenti e collaboratori. L’impatto iniziale, va ammesso, non è stato dei migliori: nella mente si affastellavano giudizi (e, soprattutto, pregiudizi) di varia natura, dalla struttura vetero-militaresca delle formule educative alla sgradevole presentazione degli scolari in stile reality per adolescenti. Poi, all’improvviso, ecco comparire immagini di repertorio, provenienti forse dai leggendari archivi della Radiotelevisione Italiana, in cui un ispirato Allan Kaprow guida un gruppo di sodali alla realizzazione di un’azione corale a bordo di una automobile. Eureka, lo Happening arriva sul piccolo schermo, senza mediazioni riduttive e per di più in prima serata! Se nelle puntate delle prime due stagioni della serie dedicate rispettivamente al 1960 e al 1961 non mancano i puntuali riferimenti al contesto storico e sociale, per gli art addicted è una vera sorpresa constatare l’inserimento narrativo di pratiche innovative, troppo spesso considerate “incomprensibili” per il grande pubblico.

Mario Schifano, Futurismo rivisitato, 1967 70
Mario Schifano, Futurismo rivisitato, 1967 70

I CONTENUTI DE “IL COLLEGIO”

Non è l’unica nota di colore. Nella quarta stagione dedicata al 1982, accanto alla vittoria ai Mondiali della Nazionale italiana e a svariate note socio-economiche, tra una lezione e l’altra compare un approfondimento sulla Street Art che, con la voce narrante di Simona Ventura, passa in rassegna il fenomeno dalle prime tag del Bronx ai variopinti murali di Keith Haring. A parte le solite inesattezze, le immagini scelte sono molto fedeli al tema trattato, si vedono le periferie, le carrozze della metropolitana, i muri scrostati, persino carcasse di auto bruciate, non c’è un filtro buonista o moralista, il racconto nel complesso è onesto e realistico.
Passando in rassegna l’intera serie non ci sono più dubbi: la qualità media con cui l’arte contemporanea viene presentata all’audience è decisamente alta. Non mancano anche camei, pillole di approfondimento e inserimenti ad hoc, come una litografia del Futurismo rivisitato di Mario Schifano alle spalle del preside nel suo ufficio.
Oggi poi che gli interrogativi sull’insegnamento artistico nelle scuole di ogni ordine e grado ricorrono continuamente, e non sono solo le Accademie a confrontarsi con numerosi irrisolti, le clip de Il Collegio sembrano porre l’arte al centro, quanto meno dei nostri schermi.

Claudio Musso

www.raiplay.it

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #58

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Claudio Musso
Critico d'arte e curatore indipendente, la sua attività di ricerca pone particolare attenzione al rapporto tra arte visiva, linguaggio e comunicazione, all'arte urbana e alle nuove tecnologie nel panorama artistico. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologia e Storia dell’arte presso l'Università di Bologna, ateneo dove aveva precedentemente conseguito la laurea triennale e specialistica. Attualmente è docente di Fenomenologia delle arti contemporanee e di Teoria della percezione e psicologia della forma presso l’Accademia G. Carrara di Belle Arti di Bergamo dove ricopre il ruolo di Coordinatore del corso di Pittura, insegna inoltre Linguaggio della visione presso Spazio Labo’ a Bologna. Tra il 2007 e il 2011 ha collaborato con il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna per la ricerca scientifica e per l'organizzazione di conferenze e incontri. Ha partecipato in qualità di curatore e di membro di giuria a festival internazionali (LPM - Live Performers Meeting, Roma – Minsk; roBOt - Digital Paths into Music and Arts, Bologna) ed è stato invitato come relatore a convegni e conferenze in Italia e all’estero (tra le altre AVANCA | CINEMA International Conference Cinema, Art, Technology - Cineclub Avanca, Portogallo; VIII MAGIS – International Film Studies Spring School - Università di Udine, Gorizia; Artscapes - An Interdisciplinary Conference on Art and Urban Scapes - University of Kent, Canterbury). Dal 2004 al 2011 è stato collaboratore di Exibart.com e Exibart.onpaper, dove dal 2008 dirigeva la rubrica visualia. Prende parte al network Digicult e collabora con il magazine di cultura digitale Digimag. Scrive regolarmente per Artribune. Ha pubblicato numerosi articoli, testi critici e saggi, il più recente si intitola Dalla strada al computer e viceversa (Libri Aparte, Bergamo 2017).