Morta all’età di 90 anni la regista Agnès Varda, tra i pionieri del cinema francese

La regista è stata tra i maggiori interpreti della Nouvelle Vague, insieme a Truffaut e Godard. Tra le sue pellicole più celebri Cleo dalle 5 alle 7, Il verde prato dell’amore, Senza tetto né legge. Nel 2017 Varda ha girato un documentario insieme allo street artist JR

Festival Internacional de Cine en Guadalajara - originally posted to Flickr as Entrega del Mayahuel de plata a Agnés Varda-18_03_10 ©cortesía de FICG 25 Oscar Delgado
Festival Internacional de Cine en Guadalajara - originally posted to Flickr as Entrega del Mayahuel de plata a Agnés Varda-18_03_10 ©cortesía de FICG 25 Oscar Delgado

È morta all’età di 90 anni Agnès Varda (all’anagrafe Arlette Varda), regista, sceneggiatrice e fotografa, tra gli autori più significativi e iconici del cinema del Novecento. Varda è stata tra le pioniere della Nouvelle Vague, movimento cinematografico francese nato negli anni Cinquanta, insieme a François Truffaut, Jean-Luc Godard, Jacques Rivette. Tra le sue opere più celebri, Cleo dalle 5 alle 7, Il verde prato dell’amore, Senza tetto né legge. Risale al 2017 l’insolita e vincente collaborazione tra Agnès Varda e l’artista JR, co-autori del documentario Visages Villages. Per questo lavoro, nel 2018 ha ottenuto una nomination agli Oscar, e nello stesso anno è stata insignita dell’Oscar alla carriera.

AGNÈS VARDA, UNA VITA PER IL CINEMA

Nata nel 1928 a Ixelles in Belgio da madre francese e padre greco, Agnès Varda in giovane età si trasferisce a Parigi, dove inizia a lavorare come fotografa al Théâtre national populaire diretto da Jean Vilar. Intorno alla metà degli anni Cinquanta gira i suoi primi lungometraggi: è del 1954 La pointe courte, montato da Alain Resnais e interpretato da Philippe Noiret. Nel 1961 è invece la volta di una delle sue pellicole più celebri, Cleo dalle 5 alle 7, film che racconta le due ore di attesa di una cantante dal passato sregolato, 120 minuti che la separano dal conoscere i risultati delle analisi per sapere se è affetta da cancro. Per la sua capacità di raccontare le sfumature dell’animo femminile e i rapporti di coppia, Varda è stata considerata dalla critica tra le prime registe femministe della storia del cinema. I primi riconoscimenti arrivano nel 1965 con il film Il verde prato dell’amore, storia di un uomo diviso tra l’amore per la moglie e per la giovane amante. Con questa pellicola Varda ottiene l’Orso d’argento al Festival di Berlino. Sposata con il regista Jacques Demy, dopo la morte del consorte avvenuta nel 1990, Varda gira 3 film in suo onore: Garage Demy, Les demoiselles ont eu 25 ans e L’univers de Jacques Demy.

I DOCUMENTARI DI AGNÈS VARDA

Oltre ai lungometraggi, Varda ha anche girato importanti documentari: tra i celebri, Mur Murs sulla street art e quello dedicato al processo delle Black Panthers. Ma è sicuramente quello girato insieme allo street artist JR il documentario che ha riscontrato maggiore notorietà: si tratta di Visages Villages, presentato nel 2017 al Festival di Cannes, dove si è aggiudicato il premio L’Oeil D’Or per il miglior documentario. Racconta Margherita Bordino in questo articolo“la pellicola, che è stata parzialmente finanziata con una campagna di crowdfunding, segue i due artisti nel loro viaggio attraverso la Francia rurale a bordo del van di JR, un inconfondibile camioncino che porta stampata sul fianco una grande macchina fotografica. Il mezzo funziona anche da studio fotografico ed è equipaggiato con un sistema in grado di produrre stampe di grandi dimensioni. Durante il loro viaggio, le tante persone incontrate diventano il soggetto di una serie di foto, che vengono poi affisse sui muri dei villaggi stimolando un dibattito sempre vivace sul tema dell’identità”.

Varda by Agnès, il racconto di una vita dedicata al cinema e all’arte from Artribune Tv on Vimeo.

VARDA BY AGNÈS

Lo scorso febbraio, alla 69esima edizione del Festival di Berlino, la regista aveva presentato il suo ultimo lavoro, Varda by Agnès, un film testamento, per alcuni versi, con una prima parte dedicata alla sua esperienza di cineasta, iniziata nel 1955 con La Pointe Courte, e una seconda parte che guarda al suo impegno come visual artist. Una pellicola che racconta una donna, un’artista e il suo amore per il cinema.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.