Venezia 74: Disperata, la città di Edoardo Winspeare che riscopre la bellezza dell’arte

Presentato nella sezione Orizzonti della 74 Mostra internazionale d’arte cinematografica il nuovo film di Edoardo Winspeare dal titolo “La vita in comune”. La storia di un paese che si chiama Disperata offre spunti poetici ed autobiografici.

Vita in comune di Edoardo Winspeare
Vita in comune di Edoardo Winspeare

A Disperata, un piccolo paese del Sud Italia dimenticato da Dio, il malinconico sindaco Filippo Pisanelli si sente terribilmente inadeguato al proprio compito. Solo l’amore per la poesia e la passione per le sue lezioni di letteratura ai detenuti gli fanno intravedere un po’ la luce nella depressione generale. Questo è l’incipit di La vita in comune di Edoardo Winspeare, una piccola, ma speciale storia. La storia di un sindaco, di un delinquente pentito e di un uomo che programma di diventare boss della zona. Potrebbe dare l’impressione di essere uno scherzo, ma così non è, anche se non mancano diverse sfumature ironiche.

LA SCOPERTA DELLA BELLEZZA

Vita in comune di Edoardo Winspeare
Vita in comune di Edoardo Winspeare

Disperata è un luogo lontano dal mondo. Abitato da persone reali che incontriamo tutti nella nostra quotidianità. Irreale è invece la narrazione che ha in sé più di una metafora e che cementa le sue fondamenta nella speranza di un futuro più colto e preparato per tutti. Pati, il pentito, trova la pace con se stesso quando grazie a Pisanelli incontra la poesia. La vita comune mostra il coraggio di difendere idee anche bizzarre, la possibilità di ricominciare e di vincere una scommessa con se stessi. E il tema portante altro non è che la scoperta della bellezza: c’è poesia anche nella disperazione.

FAVOLA UTOPICA

Vita in comune di Edoardo Winspeare
Vita in comune di Edoardo Winspeare

Edoardo Winspeare deve essersi divertito tantissimo nel buttare giù, nero su bianco, una storia così fuori dagli schemi, magica, tanto da poter esistere solo nei libri. Il protagonista, anche se con caratteristiche del tutto differenti, ha dei tratti che ricordano la stravaganza e la genuinità del protagonista assoluto di Daniel Pennac. Una favola utopistica e irreale, questa, dove la gente impara a sognare. La vita in comune è anche la storia di un’amicizia tra tre uomini e “questa inconsueta relazione sarà foriera di rinascita civile e di passione per le cose belle e utili alla comunità”, come sottolinea il regista.

DISPERATA

“Il paesino di Disperata si trova nel Finis Terrae d’Italia o, come diceva Carmelo Bene, al sud del sud dei Santi, dove la lontananza dai centri di potere crea personaggi originali senza affezione”, aggiunge Winspeare. Il regista è, peraltro, egli stesso originario di un paese del “sud del sud dei Santi”, di un paesino dal nome Depressa –, perciò il film assume il retrogusto della storia vera. “Per questo ho chiamato il paese Disperata, che non è per niente depresso”, dice il regista. “Mi piaceva rimarcare questa originalità. A un certo punto c’è stata una petizione per cambiare il nome del paese in Ridente o Felicità e tutti hanno detto: no, siamo di Depressa”!

– Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.