Presentata a Venezia la 32. Settimana Internazionale della Critica. Ecco i film in concorso

Si svolgerà dal prossimo 30 agosto fino al 9 settembre la manifestazione lagunare dedicata ai linguaggi cinematografici. 7 film in concorso, 2 eventi speciali e 9 cortometraggi per andare alla scoperta di nuovi talenti e far divertire il pubblico.

Venezia - vista dall'alto
Venezia - vista dall'alto

In molti danno il cinema per morto o in crisi. Per Giona Nazzaro, Delegato Generale della Settimana Internazionale della Critica di Venezia, è solo “una crisi di numeri e per fortuna non di talento”. È questo il “grido” di fiducia e speranza della manifestazione lagunare, giunta alla sua 32esima edizione e che si svolgerà dal 30 agosto al 9 settembre 2017, mentre in Laguna si tiene la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, affiancando al glamour un momento profondo di riflessione sullo statuto della “settima arte”. Non si tratta di un eccesso di ottimismo, ma è una pura constatazione ad aver spinto i selezionatori a scegliere Pin Cushion di Deborah Haywood come film d’apertura. Una favola nera in cui è evidente un incontro tra la cinematografica e lo stile di Angela Carte e Ken Loach. La SIC 2017 ha 7 titoli in concorso, rigorosamente opere prime e inedite; 2 eventi speciali, rispettivamente in apertura e chiusura; 9 cortometraggi realizzati in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà.

IL CONCORSO

Dopo gli ottimi risultati della 31esima edizione, che ha visto molti titoli continuare il loro viaggio in diversi festival e ottenendo numerosi riconoscimenti, la direzione della SIC continua nella ricerca ma allontanandosi da film – come molti li definiscono – “da festival”, e senza volerlo trova un ottimo equilibrio tra quote rosa e blu. Nel concorso spunta un titolo italiano, Il Cratere di Luca Bellino e Silvia Luzi, una relazione padre-figlia nell’hinterland partenopeo ma lontano da ogni stereotipo, fatta eccezione per il neomelodico. Dalla Germania arriva Drift di Helena Wittmann, un film visionario come la sua regista, un viaggio in cui il protagonista è il corpo; dalla Francia Les Garcons Sauvages di Bertrand Mandico, un film che indaga sul potere erotico del cinema; dalla svizzera Sarah Joue Un Loup Garou di Katharina Wyss, la storia di una donna divisa tra il mito della morte di Shakespeare e Wagner; dalla Danimarca Team Hurricane di Annika Berg, che racconta di un gruppo di adolescenti tra finzione e documentario, tra solitudine e amicizia, tra atteggiamenti e vie di fuga; dall’Argentina Temporada de Caza di Natalia Garagiola, una storia di contrasto e ostilità che si confronta con le capacità peggiori e migliori degli uomini, sullo sfondo della Patagonia;  Korfez di Emre Yeksan invece offre un’immagine contemporanea della Turchia, tra memoria perduta e parabola politica. E infine, un altro titolo italiano: è Veleno di Diego Olivares, su cui già girano diversi rumor di attesa e grande curiosità, un melodramma politico e culturale che porta sul grande schermo la Terra dei fuochi con protagonista Luisa Ranieri.

LA MUSA DELLA SIC

“Ho voluto creare una figura femminile che sintetizzasse un’idea di cinema che riflette e filtra la realtà quotidiana in fantasia”, spiega il fumettista Carmine Di Giandomenico, autore della locandina della manifestazione. “Cinema come arte che sa proiettare racconti-possibilità, svelando come il reale e il sogno siano due anime che si scoprono attratte l’una dall’altra. Cinema che ci fa planare attraverso il presente, andando incontro al domani”. Due donne, due figure femminili in “copertina”. Il cinema forse è donna, di immagine e di carattere. E la locandina della 32esima edizione della SIC presenta il mistero del cinema, la sua sfida tra presente e futuro, la sua scommessa di vitalità. È un’immagine diversa dalle solite, che si pone in uno schema ben definito, un programma che vuole come prima cosa intrattenere e fare divertire. Un supereroe, o meglio supereroina, in rosso che si fionda verso la laguna come fosse una macchina da presa con un occhio attento.

– Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.